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21.4165 · Interpellanza · 2021-09-30

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Il Codice penale svizzero prescrive che chi commette una violenza carnale sia "punito con una pena detentiva da uno a dieci anni". Poiché i giudici pronunciano costantemente e scandalosamente pene non superiori a un terzo della pena massima, più di dieci anni fa è stato deciso di avviare una revisione del diritto penale, che, assieme all'armonizzazione delle pene, è attualmente in discussione in Parlamento.

Nel 2013, in un'intervista per il quotidiano Tages-Anzeiger, il criminologo e penalista svizzero Martin Killias affermò che "nel confronto internazionale, la disciplina delle sanzioni svizzera è molto insolita, soprattutto per come i tribunali commisurano le pene nella prassi quotidiana". Purtroppo non è disponibile alcuna statistica internazionale comparativa delle sentenze aggiornata, né per la violenza carnale né per altri reati. È tuttavia evidente che le autorità svizzere tendono a pronunciare sentenze più indulgenti. Le statistiche mostrano inoltre che solo in un numero esiguo di Paesi le persone condannate che devono effettivamente scontare la pena in carcere sono poche come in Svizzera. Tempo fa, un'analisi delle sentenze condotta dall'Ufficio federale di statistica aveva rivelato che in Svizzera uno su tre degli stupratori condannati tra il 2006 e il 2016 non ha dovuto passare neanche un giorno in carcere.

Al fine di un confronto tra cinque Paesi, richiedo le seguenti informazioni:

Come sono le condanne emesse in Svizzera per il reato di violenza carnale rispetto a quelle inflitte nei quattro maggiori Paesi limitrofi?

Qual è il risultato del confronto per le condanne per violenza carnale da scontare effettivamente? E per quelle effettivamente scontate?

Stellungnahme des Bundesrates

A livello internazionale sono già in atto sforzi tesi all'elaborazione di statistiche comparative tra diversi Paesi in materia di criminalità e di lotta alla stessa. In questo contesto, l'Ufficio federale di statistica (UST) invia analisi aggregate di dati svizzeri tra l'altro anche a EUROSTAT (Ufficio statistico dell'Unione europea), al Consiglio d'Europa (European Sourcebook of crime and criminal justice statistics) e all'ONU. Queste organizzazioni internazionali le utilizzano per effettuare confronti in ambiti come la criminalità registrata dalla polizia, le condanne e il numero di persone detenute.

I suddetti organismi pubblicano i dati sui loro siti web segnalando esplicitamente le difficoltà e i limiti dei raffronti tra più Paesi. L'UST stesso non elabora alcuna statistica comparativa tra diversi Paesi.

In questo contesto, l'ultima volta che l'UST ha inviato dati ai responsabili dello European Sourcebook è stata nel 2018 e i dati inviati riguardavano le condanne per reati di violenza carnale pronunciate nel 2015.

Nel 2015, il 73 per cento delle condanne emesse in Svizzera erano costituite da pene detentive senza condizionale o con condizionale parziale. In Francia tale quota si attestava all'82 per cento, in Germania al 58 per cento e in Austria al 75 per cento, sebbene per l'Austria, in questa quota, siano incluse anche le misure stazionarie (11 %). Per l'Italia, il Consiglio federale non dispone di dati al riguardo.

In Svizzera, nel 2015, la pena detentiva con la condizionale è stata inflitta nel 27 per cento delle condanne per violenza carnale. In Francia la quota era del 15 per cento, in Germania del 38 per cento e in Austria del 13 per cento. Anche in questo caso il Consiglio federale non dispone di dati relativi all'Italia (fonte dei dati esteri: European Sourcebook of crime and criminal justice statistics, 2021).

Per quanto riguarda la durata delle pene detentive effettivamente scontate in seguito a una condanna per violenza carnale, non sono stati raccolti dati che consentano di operare un confronto tra diversi Paesi.

Risposta del Consiglio federale.