21.4270 · Interpellanza · 2021-09-30
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Con la ratifica dell'Accordo di Parigi sul clima, la Svizzera si è posta l'obiettivo di contribuire a limitare l'aumento della temperatura media globale nettamente al di sotto di 2 °C, preferibilmente a 1,5 °C. Con l'obiettivo di raggiungere un bilancio netto pari a zero per tutte le emissioni di gas serra in Svizzera entro il 2050 e l'adozione della Strategia climatica a lungo termine 2050, il Consiglio federale ha reso pubbliche alcune sue prime dichiarazioni d'intenti. Per la realizzazione di un obiettivo climatico sono in primo luogo determinanti le emissioni cumulative di gas serra di origine antropica. Il bilancio globale del carbonio quantifica le emissioni di CO2 che possono ancora essere rilasciate da fonti antropogeniche per evitare che una determinata soglia di riscaldamento globale venga con una certa probabilità superata.
1. A quanto ammonta secondo il Consiglio federale la quota della Svizzera al bilancio globale del carbonio?
2. Quale bilancio del carbonio di quale classe di probabilità si prefigge di raggiungere il Consiglio federale affinché non si superi l'obiettivo di 1,5 °C (ad es. 50, 67 o 83 %)?
3. Il Consiglio federale come intende finanziare nella seconda metà del secolo le emissioni nette negative che sarebbero necessarie tenuto conto di un bilancio del carbonio in ultima analisi fin troppo elevato?
Begründung
La prima parte del sesto rapporto di valutazione (AR6, Climate Change 2021: The Physical Science Basis) del Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC) illustra i dati più recenti del bilancio del carbonio a partire dal 2020. Affinché l'obiettivo di 1,5 °C non venga superato con una probabilità del 50 per cento, il bilancio del carbonio globale deve essere ad esempio pari a 500 Gt CO2 a partire dal 2020 (400 Gt CO2 con una probabilità del 67 % e 300 GTCO2 con una probabilità dell'83 %).
Nel caso in cui il bilancio globale del carbonio superi l'obiettivo di 1,5 °C, occorre recuperare mediante emissioni negative nette la parte eccedente entro fine secolo (in conformità alla Convenzione di Parigi sul clima). In questo contesto, è presumibile che il riscaldamento globale superi temporaneamente gli 1,5 °C prima di scendere di nuovo sotto quella soglia verso la fine del secolo.
Secondo la Strategia climatica a lungo termine 2050 del Consiglio federale, le emissioni cumulative della Svizzera tra il 2020 e il 2050 saranno pari a 983,1 Mt CO2-eq. Se la quota svizzera del bilancio globale del carbonio fosse proporzionale alla popolazione mondiale, con la sua Strategia climatica a lungo termine 2050 la Svizzera abuserebbe nettamente della sua quota per l'obiettivo di 1,5 °C. Infatti, se le emissioni di CO2 dell'intera popolazione mondiale fossero analoghe a quelle previste dalla Strategia climatica a lungo termine 2050 del Consiglio federale, ne risulterebbero emissioni pari a 870 Gt CO2 fino al 2050, ossia il 74 per cento in più di quanto il bilancio previsto per un riscaldamento pari a 1,5 °C consentirebbe con una probabilità del 50 per cento. Non è ancora chiaro come verrebbero finanziate le emissioni negative nette che ne risulterebbero. Per prevenire un'ingiustizia generazionale, occorre al riguardo una pianificazione tempestiva.
Stellungnahme des Bundesrates
1-2) L'obiettivo del saldo netto pari a zero entro il 2050 si basa sul rapporto speciale del Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (IPCC) riguardante il riscaldamento globale di 1,5 °C. Attualmente, a livello internazionale non esiste alcun approccio uniforme e ampiamente riconosciuto per calcolare i bilanci delle emissioni nazionali a partire da un bilancio delle emissioni globali rimanenti.
Sia l'Iniziativa per i ghiacciai che il controprogetto diretto del Consiglio federale prevedono di stabilire, nella legislazione esecutiva, obiettivi intermedi che consentano, come minimo, di ridurre in modo lineare le emissioni di gas serra della Svizzera fino a raggiungere il saldo netto pari a zero entro il 2050. In tale contesto, si determina anche la quota del bilancio globale delle emissioni rivendicata dalla Svizzera.
3) Il Consiglio federale non ha ancora definito alcun obiettivo climatico per il periodo dopo il 2050 e quindi non ha ancora determinato l'eventuale fabbisogno di emissioni negative e il loro finanziamento. Il rapporto in adempimento del postulato Thorens Goumaz (18.4211) mostra lo stato attuale delle conoscenze come pure la necessità di azione riguardo le tecnologie a emissioni negative. In tal ambito, la Confederazione sostiene lavori di ricerca come pure progetti pilota e dimostrativi. Per quanto riguarda il finanziamento, nella sua strategia climatica a lungo termine del 27 gennaio 2021 il Consiglio federale stabilisce che la transizione a emissioni nette pari a zero deve avvenire in modo economicamente sostenibile e il più possibile efficiente in termini di costi, possibilmente nel rispetto del principio di causalità e contribuendo a internalizzare i costi esterni. Le future soluzioni di finanziamento dovranno essere orientate in questo senso.
Risposta del Consiglio federale.