21.447 · Iniziativa parlamentare · 2021-05-04
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
Presento la seguente iniziativa parlamentare che mira a integrare la nozione di limiti planetari nella nostra Costituzione e nella legge sulla protezione dell'ambiente.
Il concetto scientifico dei nove limiti planetari presentato nel 2009 e, successivamente, nel 2015 definisce uno spazio di sviluppo sicuro e giusto per l'umanità, fondato su nove processi biofisici che, insieme, regolano la stabilità del pianeta.
Questo nuovo approccio, che si iscrive nella continuità dei lavori del Club di Roma (Meadows et al., 1972), mira a migliorare l'informazione sui rischi di cambiamenti ambientali improvvisi e globali indotti dall'impronta umana e suscettibili di pregiudicare gli ecosistemi e il benessere. Esso consente di ricordare che, purtroppo, il riscaldamento climatico rappresenta soltanto uno dei nove limiti planetari cui siamo confrontati. La stabilità e la resilienza del nostro sistema terrestre sono anch'esse minacciate dai seguenti otto processi cumulativi:
- La perturbazione dei cicli dell'azoto e del fosforo, legata principalmente alla produzione e all'uso di concime destinato all'agricoltura intensiva, alle emissioni di gas dei trasporti e dell'industria nonché alle emissioni domestiche.
- Il cambiamento di utilizzazione del suolo, legato all'urbanizzazione, alla deforestazione, all'intensificazione e all'estensione agricole, nonché all'estensione delle reti di trasporto.
- L'acidificazione degli oceani, determinata dall'aumento del tenore di CO2 nell'atmosfera e dall'inquinamento diretto dei mari e degli oceani, oltre che dai corsi d'acqua.
- La distruzione dello strato di ozono, generata da gas sintetici con una durata di vita molto lunga, come i clorofluorocarburi (CFC), che venivano utilizzati nei sistemi di refrigerazione e, pur essendo vietati dal 1987, sono tuttora presenti nell'atmosfera a causa della loro grande resistenza.
- La diffusione degli aerosol atmosferici quali, ad esempio, le particelle fini emesse dai veicoli diesel. Le principali fonti sono il traffico, l'industria, le economie domestiche e la costruzione.
- L'uso eccessivo dell'acqua dolce, connesso all'aumento degli usi agricoli, industriali, domestici e nel tempo libero.
- L'introduzione di nuove entità nella biosfera: l'inquinamento e le perturbazioni legate all'agricoltura intensiva, ai rifiuti industriali e domestici e all'habitat come pure ai trasporti e all'estrazione di materie prime.
- L'erosione della biodiversità: i cinque fattori di cambiamento diretti che danneggiano la natura e che hanno il maggiore impatto su scala mondiale sono, in ordine decrescente:
1. i cambiamenti dell'uso del suolo e del mare (agricoltura intensiva, deforestazione, urbanizzazione, allevamenti intensivi terrestri e marini, trasporti terrestri e marittimi, turismo di massa);
2. lo sfruttamento diretto di alcuni organismi (pesca industriale, sfruttamento intensivo del legno, bracconaggio, ecc.);
3. il cambiamento climatico;
4. l'inquinamento (introduzione di nuove entità) e
5. le specie esotiche invasive.
L'effetto cumulativo dei limiti planetari comporta la 6a estinzione di massa del vivente.
Il concetto dei limiti planetari offre una visione globale e trasversale dei rischi planetari poiché permette di seguire le interazioni tra questi diversi ambiti. Tali processi generati dalle attività umane hanno la particolarità di avverarsi sull'insieme del globo e di rappresentare una minaccia diretta per l'umanità. Le stesse attività comportano diverse conseguenze. Ad esempio, i veicoli a motore termico saranno anch'essi responsabili della perturbazione del ciclo dell'azoto, dell'uso eccessivo del suolo, della diffusione di aerosol atmosferici e di gas tossici e, certamente, anche di quella dei gas a effetto serra responsabili del riscaldamento climatico. Tutti questi processi cumulano quindi i loro effetti sulla biodiversità e sulla salute umana.
Begründung
Per sette dei nove limiti sono state definite soglie quantitative. Già nel 2009 il gruppo di ricercatori diretto da Johan Rockström indicava che tre di esse erano state superate (cambiamento climatico, erosione della biodiversità, perturbazione del ciclo dell'azoto). In occasione della revisione del modello concettuale nel 2015, sono state considerate nuove soglie inerenti al livello regionale e all'eterogeneità dei processi. Un nuovo limite è superato (cambiamento dell'utilizzazione del suolo). Il concetto dei limiti planetari è oggi riconosciuto e adottato sui piani europeo (AEA, Commissione europea) e internazionale (segnatamente dalle Nazioni Unite).
Di conseguenza possiamo constatare quanto segue: di questi nove limiti che definiscono la salvaguardia di un ambiente vivibile per l'umanità, quattro sono già stati superati: il cambiamento climatico, la perdita della diversità genetica della biodiversità, la perturbazione del ciclo dell'azoto e il cambiamento di utilizzazione del suolo. Inoltre ci troviamo nella totale incertezza per quanto riguarda la perdita di diversità funzionale della biodiversità (servizi ecosistemici), l'inquinamento chimico e l'aumento degli aerosol nell'atmosfera. Queste condizioni ci pongono in uno stato di urgenza ecologica che, come si sarà capito, si estende oltre l'urgenza climatica.
Nel rapporto "Le impronte ambientali della Svizzera" (UFAM, 2018), viene dimostrato che tra il 1996 e il 2015 l'efficienza relativa all'impronta gas serra è migliorata mentre l'efficienza relativa all'impronta biodiversità è diminuita. In tale rapporto si precisa parimenti che le impronte ambientali della Svizzera potranno essere riportate a un livello compatibile con i limiti planetari soltanto se si agisce contemporaneamente nei settori importanti del consumo (alimentazione, alloggio, mobilità ecc.) e a diversi livelli (catene di approvvigionamento, tecnologie, modalità di produzione e di consumo). Inoltre per poter valutare l'evoluzione dell'impatto ambientale totale determinato dal consumo è necessario tenere conto delle variazioni osservate su periodi decennali e non annuali.
Riconoscendo questa realtà e integrandola nel nostro sistema legale, ci diamo la possibilità di contrastare effettivamente gli impatti nocivi e pericolosi per la nostra sopravvivenza, dovuti a uno sfruttamento troppo intensivo dei nostri ecosistemi. Il concetto di sviluppo sostenibile introdotto negli anni Novanta non è riuscito a evitare tali impatti con la conseguenza che la vivibilità del nostro ambiente risulta minacciata per le giovani generazioni.