Controprogetto indiretto all'Iniziativa per i ghiacciai. Saldo netto delle emissioni di gas serra pari a zero entro il 2050
21.501 · Iniziativa parlamentare · 2021-10-12
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Ausgangslage
Rapporto della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale del 25 aprile 2022
La Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale intende opporre un progetto di legge all'iniziativa popolare "Per un clima sano (Iniziativa per i ghiacciai)" (21.055). Oltre all'obiettivo di un saldo netto delle emissioni pari a zero entro il 2050, tale progetto stabilisce gli obiettivi intermedi e i valori indicativi per singolo settore. Alla decarbonizzazione dell'industria e del parco edifici sono destinati rispettivamente 1,2 miliardi di franchi per un periodo di sei anni e 2 miliardi di franchi per un periodo di dieci anni. La Confederazione, i Cantoni e i Comuni sono chiamati ad assumere un ruolo esemplare in materia di protezione del clima.
L'iniziativa popolare "Per un clima sano (Iniziativa per i ghiacciai)" è stata depositata a fine novembre 2019. La Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) ha deciso di presentare un controprogetto indiretto e nell'ottobre 2021 ha depositato un'iniziativa parlamentare, alla quale la commissione omologa del Consiglio degli Stati ha dato seguito nel novembre 2021. Il presente progetto, approvato il 25 aprile 2022 dalla CAPTE-N, si configura come legge quadro i cui obiettivi sono da attuarsi mediante leggi che definiscono delle misure, principalmente nell'ambito della legge sul CO2. Il Consiglio federale è incaricato di presentare le relative proposte a tempo debito.
Il progetto riprende l'obiettivo principale dell'Iniziativa per i ghiacciai, ossia portare a zero il saldo netto delle emissioni di gas serra entro il 2050, e fissa obiettivi intermedi sia per il 2040 sia per i periodi 2031-2040 e 2041-2050. Sono altresì previsti valori indicativi per i settori degli edifici, dei trasporti e dell'industria. In linea con gli impegni internazionali assunti dalla Svizzera nell'ambito dell'Accordo di Parigi, il progetto punta anche all'adattamento ai cambiamenti climatici e all'orientamento dei flussi finanziari verso investimenti rispettosi del clima.
Le tabelle di marcia di imprese e settori per un saldo netto delle emissioni pari a zero mirano ad accelerare la decarbonizzazione dell'industria. Al fine di promuovere tecnologie e processi innovativi si mettono a disposizione, fino al 2030 e per un periodo di sei anni, 1,2 miliardi di franchi del bilancio generale della Confederazione con i quali coprire anche eventuali rischi derivanti da investimenti in infrastrutture pubbliche. Maggiori aiuti finanziari sono assegnati agli impianti pilota e di dimostrazione.
A integrazione del Programma Edifici, la Confederazione promuove la sostituzione degli impianti di riscaldamento mettendo a disposizione 200 milioni di franchi all'anno nell'ambito di un programma speciale della durata di dieci anni e concede fideiussioni in caso di interventi contestuali di isolamento termico dell'edificio.
La Confederazione, i Cantoni e i Comuni sono chiamati a svolgere un ruolo esemplare in materia di riduzione delle emissioni di gas serra e di adattamento ai cambiamenti climatici. Entro il 2040 l'Amministrazione federale centrale si prefigge di raggiungere l'obiettivo di un saldo netto pari a zero delle emissioni dirette e indirette legate all'energia consumata, come pure delle emissioni derivanti dai processi a monte e a valle.
Comunicato stampa del Consiglio federale del 03.06.2022
Nella sua seduta del 3 giugno 2022 il Consiglio federale ha formulato un parere sul controprogetto indiretto all'Iniziativa per i ghiacciai. Il progetto della Commissione dell'ambiente del Consiglio nazionale riprende i punti salienti dell'iniziativa, in primis l'obiettivo delle emissioni nette di gas serra pari a zero entro il 2050 e fissa delle tappe per poterlo raggiungere. Le prossime revisioni della legge sul CO2 disciplineranno le misure concrete. Il Consiglio federale accoglie il progetto.
Il 3 giugno 2022 il Consiglio federale ha formulato un parere sul controprogetto indiretto della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio nazionale (CAPTE-N) all'Iniziativa per i ghiacciai. Questa iniziativa chiede che a partire dal 2050 la Svizzera non emetta più gas serra di quanto i serbatoi naturali e tecnici di CO2 ne possano assorbire.
Il controprogetto indiretto riprende i punti salienti dell'Iniziativa per i ghiacciai
Con l'obiettivo del saldo netto pari a zero entro il 2050, il controprogetto indiretto, la "legge federale sugli obiettivi di protezione del clima", riprende un aspetto centrale dell'Iniziativa per i ghiacciai. Tuttavia, come il controprogetto del Consiglio federale, il controprogetto indiretto non cita esplicitamente alcun divieto di vettori energetici fossili e prende in considerazione la situazione particolare delle regioni periferiche e di montagna. Inoltre, per il periodo successivo al 2050, il controprogetto prevede un saldo netto negativo: da quel momento la Svizzera dovrà emettere quantità di CO2 inferiori a quelle che cattura dall'atmosfera.
Il progetto stabilisce anche obiettivi intermedi nazionali per la riduzione delle emissioni entro il 2050 e valori indicativi per la riduzione delle emissioni nei singoli settori, creando sicurezza di investimento per l'economia svizzera. Le imprese devono raggiungere l'obiettivo del saldo netto pari a zero al più tardi entro il 2050 anche per le loro emissioni indirette. La Confederazione mette loro a disposizione le basi e una consulenza tecnica per l'elaborazione delle tabelle di marcia. Poiché il progetto fissa innanzitutto gli obiettivi, è necessario definire ulteriori misure concrete di protezione del clima, innanzitutto attraverso revisioni future della legge sul CO2. A tal scopo, il controprogetto indiretto ne stabilisce le tappe.
Il Consiglio federale accoglie la ripresa dei punti salienti dell'Iniziativa per i ghiacciai nel controprogetto indiretto. Inoltre, nel contesto attuale, sostiene un programma speciale per la sostituzione degli impianti di riscaldamento. In questo modo la CAPTE-N intende accelerare l'abbandono delle energie fossili nel settore degli edifici. Nel quadro della revisione della legge sul CO2, la cui consultazione si è conclusa ad aprile 2022, anche il Governo suggerisce, tra le altre misure, un programma d'impulso a favore della sostituzione degli impianti di riscaldamento. Il Consiglio federale non sostiene la promozione delle tecnologie prevista nel controprogetto indiretto. Il programma di promozione comporta costi aggiuntivi pari a 200 milioni di franchi all'anno per sei anni. Nel bilancio della Confederazione non c'è infatti margine di manovra.
Nella sua strategia climatica a lungo termine, il Consiglio federale ha indicato che l'obiettivo del saldo netto pari a zero entro il 2050 è possibile dal punto di vista tecnico e sopportabile sotto il profilo economico. Pertanto, parte dal presupposto che tutti gli obiettivi, gli obiettivi intermedi e i valori indicativi fissati nel controprogetto indiretto possano essere rispettati. Disciplinando le misure per il primo periodo del 2025-2030, la revisione della legge sul CO2 si inserisce nel controprogetto indiretto. Questo autunno il Consiglio federale adotterà il messaggio concernente la revisione della legge sul CO2.
Wortlaut
Le disposizioni di legge, in particolare quelle della legge federale del 23 dicembre 2011 sulla riduzione delle emissioni di CO2, sono modificate al fine di rispettare i seguenti punti:
1. Il consumo di combustibili e carburanti fossili deve essere ridotto nella misura massima tecnicamente possibile, economicamente sostenibile e compatibile con la sicurezza del Paese e la protezione della popolazione.
2. L'impatto sul clima delle emissioni di gas serra di origine antropica generate in Svizzera deve essere durevolmente compensato al più tardi dal 2050 mediante pozzi di assorbimento di gas serra sicuri situati in Svizzera e all'estero.
3. È stabilito un percorso di riduzione delle emissioni di gas serra sino al 2050. Gli obiettivi intermedi sono fissati in modo tale che la quantità cumulativa di gas serra emessi sia conforme agli impegni presi nell'ambito dell'Accordo di Parigi 2015 e ai più recenti dati scientifici.
4. Le misure mirano al rafforzamento dell'economia e alla sostenibilità sociale. Tengono conto della situazione delle regioni di montagna e periferiche e utilizzano segnatamente strumenti per promuovere la ricerca, l'innovazione e la tecnologia.
La revisione della legge nell'ambito della presente iniziativa di commissione costituisce un controprogetto indiretto all'iniziativa popolare "Per un clima sano (Iniziativa per i ghiacciai)". Essa entra in vigore unicamente se l'iniziativa popolare è ritirata o respinta in votazione popolare.
Verhandlungen
Ogetti 1, 2 e 3
Il Consiglio nazionale ha esaminato il progetto durante la sessione estiva 2022. Tranne quello dell'UDC, tutti i gruppi concordavano sull'entrata in materia, convinti della necessità di procedere velocemente per adottare una legge che avrebbe permesso il ritiro dell'iniziativa popolare. A nome della Commissione, Susanne Vincenz-Stauffacher (RS, SG) ha spiegato che il progetto mira a ridurre il più possibile il consumo di combustibili e carburanti fossili, per quanto tecnicamente fattibile, economicamente sostenibile e compatibilmente con le esigenze di sicurezza del Paese e di protezione della popolazione. La relatrice ha sottolineato che le misure da definire in separata sede sono volte a rafforzare l'economia e a garantire la compatibilità sociale, tenendo conto della situazione delle regioni periferiche e di montagna e applicando in particolare strumenti di promovimento della ricerca, dell'innovazione e delle tecnologie.
A nome del gruppo UDC, Christian Imark (SO) ha ritenuto disonesto l'approccio alla base del progetto di legge, che stabilisce obiettivi ma non le relative misure, con la conseguenza che i costi effettivi del progetto verranno fatturati alla popolazione soltanto in un secondo momento. Ha definito la legge un progetto da economia pianificata e ha criticato che verrebbero fissati per i settori più disparati obiettivi di cui non è dato sapere se potranno essere realizzati e che nuovi sussidi andrebbero ad aggiungersi ai numerosi sussidi già previsti oggi.
La consigliera federale Simonetta Sommaruga ha spiegato che il rigetto della legge sul CO2 alle urne ha cambiato le carte in tavola e ha detto che il Consiglio federale non intende più perseguire a ogni costo la sua proposta di controprogetto diretto, ma è disposto a sostenere il controprogetto indiretto.
Il Consiglio nazionale ha seguito la sua Commissione, respingendo tutte le proposte di minoranza, sia quelle dell'UDC volte a stralciare o attenuare singole disposizioni, sia quelle del PS e dei Verdi, che miravano invece a introdurre misure più incisive. Il Centro, il PLR e il PVL hanno aderito alle proposte della maggioranza della Commissione. Il Consiglio nazionale ha parimenti mantenuto la promozione delle tecnologie innovative (art. 6 e 7), contro la volontà del Consiglio federale. Nella votazione sul complesso la legge (oggetto 1) è stata approvata con 134 voti contro 56 e 4 astensioni e i decreti di finanziamento (oggetti 2 e 3) con quote praticamente identiche.
Il Consiglio degli Stati ha trattato il progetto durante la sessione autunnale. Più che sul controprogetto indiretto all'iniziativa (oggetto 1), le discussioni si sono concentrate sulla cosiddetta "offensiva solare" sotto forma di nuovo oggetto 4 (Misure urgenti volte a garantire a breve termine l'approvvigionamento elettrico durante l'inverno). Come il Consiglio federale, una minoranza della Commissione auspicava rinunciare al programma di promozione delle nuove tecnologie, ma questa proposta è stata respinta di misura (21 voti contro 24). Riguardo all'oggetto 3 (programma di sostituzione degli impianti di riscaldamento) la Camera ha invece smentito la maggioranza della CAPTE-S che, considerate le difficoltà di approvvigionamento e la mancanza di personale qualificato, proponeva di dimezzare l'importo messo a disposizione. Come il Consiglio nazionale, anche la seconda Camera ha approvato complessivamente 3,2 miliardi di franchi per due programmi di promovimento, di cui il primo destinato al finanziamento della sostituzione degli impianti di riscaldamento a combustibili fossili e al risanamento degli edifici, della durata di dieci anni per un importo pari a 2 miliardi di franchi, e il secondo destinato alla promozione delle nuove tecnologie, della durata di sei anni per un importo pari a 1,2 miliardi di franchi. Nella votazione sul complesso il Consiglio degli Stati ha approvato la legge con 39 voti contro 4 e 2 astensioni.
Per l'appianamento delle divergenze il progetto è tornato al Consiglio nazionale, dove l'UDC, confermando la sua opposizione a nuove spese, ha proposto di stralciare il programma per la sostituzione dei riscaldamenti elettrici e a combustibili fossili nonché per i risanamenti energetici. La Camera si è allineata alla maggioranza della Commissione e ha respinto la proposta UDC con 117 voti contro 67, eliminando così tutte le divergenze relative all'oggetto 1. Prima della votazione finale, l'UDC ha criticato la modifica del titolo della legge, effettuata su proposta della Commissione di redazione, contestandone il nuovo tenore "legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, l'innovazione e il rafforzamento della sicurezza energetica" (in sostituzione del titolo iniziale "legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima").
Nella votazione finale l'oggetto 1 è stato approvato dal Consiglio nazionale con 139 voti contro 51 e 2 astensioni e dal Consiglio degli Stati con 38 voti contro 4 e 3 astensioni.
Disegno 4
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 15.09.2022
Fotovoltaico
Rispetto al Nazionale, il disegno adottato oggi agli Stati contiene una importante novità. È stato infatti introdotto un obbligo di installare pannelli solari sui nuovi edifici. I cantoni potranno prevedere eccezioni a determinate condizioni. Gli edifici e le infrastrutture federali esistenti dovrebbero inoltre essere utilizzati il più possibile per la produzione di energia fotovoltaica.
"Che si tratti della mancanza di un accordo quadro sul mercato europeo, della situazione ucraina e delle sue conseguenze sulle forniture di gas russo, dello stato delle centrali nucleare in Francia o delle prospettive climatiche e del rischio di penuria in inverno, una offensiva nel campo del fotovoltaico è urgente", ha sostenuto la relatrice commissionale Elisabeth Baume-Schneider (PS/JU).
Ci vuole una cambio di paradigma, il solare deve diventare la norma, ha aggiunto Lisa Mazzone (Verdi/GE). In questo senso la Camera ha approvato delle disposizioni che facilitano la costruzione di impianti di grandi dimensioni nelle zone di montagna che producono almeno 10 GWh, di cui il 45% nel semestre invernale. Tali installazioni non potranno però essere edificate nelle zone palustri d'importanza nazionale.
Tutte queste disposizioni sugli impianti fotovoltaici, su richiesta di Beat Rieder (centro/VS), sono stata scorporate dal controprogetto e figurano ora in una legge separata, che è stata dichiarata urgente. "È necessario per disporre di una produzione supplementare a breve termine", ha detto il vallesano.
C'è però anche chi si è opposto agli obblighi sul solare ritenendo che ciò corrisponda a un intervento eccessivo nel federalismo e nella proprietà individuale. "Misure vincolanti come queste hanno portato al fallimento della legge sul CO2", ha sostenuto, invano, Hannes Germann (UDC/SH).
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 26.09.2022
CN: offensiva solare, obbligo pannelli solo per edifici grandi
Il Svizzera sarà obbligatorio installare pannelli fotovoltaici sugli edifici di nuova costruzione, verosimilmente già da sabato. Dopo gli Stati la settimana scorsa, oggi anche il Nazionale ha infatti approvato a larga maggioranza (149 voti contro 17 e 26 astenuti) l'offensiva per il solare limitando tuttavia tale vincolo agli immobili più grandi.
I "senatori" avevano infatti deciso che l'obbligo doveva valere per tutti gli edifici di nuova costruzione. Oggi la Camera del popolo ha invece deciso di limitare tale vincolo agli edifici che occupano una superficie al suolo superiore a 300 metri quadrati.
Con la versione degli Stati, "i costi sarebbero enormi per i proprietari di case", ha affermato Michael Graber (UDC/VS). Con un limite di 300 m2, l'obbligo si limiterebbe solo alla metà degli edifici, ha replicato Kurt Egger (Verdi/TG). La Confederazione dovrà dare l'esempio: tutte le aree idonee dovranno essere attrezzate per la produzione di energia solare entro il 2030.
Il progetto prevede anche disposizioni che facilitano la costruzione di impianti di grandi dimensioni nelle zone di montagna che producono almeno 10 GWh, di cui la metà nel semestre invernale (1° ottobre - 31 marzo). Tali installazioni, avevano precisato gli Stati, non potranno però essere edificate nelle zone palustri d'importanza nazionale.
Il Nazionale ha allungato tali esclusioni anche ai biotopi di importanza nazionale e le riserve per uccelli acquatici e di passo. Con questa e altre modifiche, si vuole correggere il problema della costituzionalità emerso dopo il dibattito agli Stati, ha sostenuto Susanne Vincenz-Stauffacher (PLR/SG).
Si tratta di trovare un equilibrio tra la produzione e la protezione della natura, ha spiegato la consigliera federale Simonetta Sommaruga. "In questo modo - ha proseguito - si segnala alla popolazione che lo scopo non è ricoprire l'intero spazio alpino con pannelli solari".
Più in generale, Vincenz-Stauffacher ha parlato di un "segnale molto chiaro" inviato da parte del Consiglio degli Stati. Per la Camera era importante far decollare progetti bloccati da anni.
Oggi il Nazionale ha infatti deciso di inserire nella legge una speciale disposizione volta a facilitare l'innalzamento della diga del Grimsel, nell'Oberland bernese, di 23 metri. Con la legge si dà anche il via libera ai progetti di impianti solari a Gondo e Grengiols, entrambi nell'Alto Vallese.
Tutte queste disposizioni sugli impianti fotovoltaici figuravano inizialmente nel controprogetto indiretto all'iniziativa "Per un clima sano (Iniziativa per i ghiacciai)". Il Consiglio degli Stati ha però deciso di scorporarle e figurano ora in una legge separata, che è stata dichiarata urgente. Ciò significa che se terminerà l'iter con successo parlamentare, entrerà in vigore il giorno successivo alla sua adozione da parte del Parlamento. Rimarrà in vigore fino al 31 dicembre 2025.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 27.09.2022
CSt: offensiva solare, eliminate tutte le divergenze
A condizione che il Parlamento approvi la clausola d'urgenza, a questo punto una pura formalità, da sabato sarà obbligatorio installare pannelli fotovoltaici sui grandi edifici di nuova costruzione. Il Consiglio degli Stati si è infatti tacitamente allineato al Nazionale su tutti i punti ancora in sospeso in merito all'offensiva per il solare.
Scopo della nuova Legge federale su misure urgenti volte a garantire a breve termine l'approvvigionamento elettrico durante l'inverno, come il nome stesso suggerisce, è garantire a breve termine un approvvigionamento di elettricità durante la stagione fredda, ha spiegato Elisabeth Baume-Schneider (PS/JU) a nome della commissione.
Durante le scorse sedute l'UDC ha espresso dubbi circa l'urgenza di tale legge, visto che i primi pannelli solari che verranno installati in seguito alle nuove disposizioni non lo saranno prima dell'inverno 2023-24. Al voto di ieri al Nazionale, solo pochi democentristi si sono però opposti.
L'impulso alla proposta di legge è giunto dai previsti grandi impianti solari di Gondo e Grengiols, in Alto Vallese. Ieri il Nazionale ha poi deciso di inserire nella legge una speciale disposizione volta a facilitare l'innalzamento della diga del Grimsel, nell'Oberland bernese (decisione ratificata oggi dagli Stati). Si potrà così far decollare progetti bloccati da anni.
Nel dettaglio, in prima lettura i "senatori" avevano proposto che tutti gli edifici di nuova costruzione fossero obbligati a installare pannelli fotovoltaici sui tetti o le facciate. Ieri il Nazionale, ascoltando i timori dei proprietari di case, ha deciso di limitare tale vincolo agli immobili che occupano una superficie al suolo superiore a 300 metri quadrati. Oggi gli Stati si sono allineati.
Come ricordato dalla relatrice commissionale, con questa limitazione si rinuncia al 70% delle superfici disponibili. I cantoni potranno però prevedere disposizioni più severe, ha precisato Baume-Schneider.
Da notare che anche la Confederazione dovrà dare l'esempio. Tutte le aree idonee dovranno essere attrezzate per la produzione di energia solare entro il 2030.
Il progetto prevede anche disposizioni che facilitano la costruzione di impianti di grandi dimensioni nelle zone di montagna che producono almeno 10 GWh, di cui la metà nel semestre invernale (1° ottobre - 31 marzo). Tali installazioni, avevano precisato inizialmente gli Stati, non devono essere edificate nelle zone palustri d'importanza nazionale. Ieri il Nazionale ha però allungato tali esclusioni anche ai biotopi di importanza nazionale e le riserve per uccelli acquatici e di passo. E oggi la Camera dei cantoni si è detta d'accordo.
"Con queste modifiche il progetto non è più temerario come in prima lettura, è tuttavia diventato più equilibrato, in particolare per quel che concerne la sua costituzionalità", ha poi precisato Baume-Schneider.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio degli Stati, 29.09.2022
Offensiva solare, sì ad obbligo pannelli per grandi edifici
Da sabato sarà obbligatorio installare pannelli fotovoltaici sui grandi edifici di nuova costruzione. Dopo il Nazionale, senza sorprese, con 39 voti favorevoli e un astenuto, anche gli Stati hanno approvato la clausola d'urgenza nell'ambito dell'offensiva per il solare.
Il voto odierno era una pura formalità, visto che la Camera dei cantoni si era infatti già tacitamente allineata a quella del popolo su tutti i punti ancora in sospeso in merito a questo dossier.
In particolare, i due rami del Parlamento si sono accordati per limitare l'obbligo di installare pannelli solari agli immobili più grandi, ossia con una superficie al suolo superiore a 300 metri quadrati. In precedenza, i "senatori" avevano infatti preconizzato che l'obbligo dovesse valere per tutti gli edifici di nuova costruzione
Scopo della nuova Legge federale su misure urgenti volte a garantire a breve termine l'approvvigionamento elettrico durante l'inverno, come il nome stesso suggerisce, è garantire a breve termine un approvvigionamento di elettricità durante la stagione fredda, come è stato spiegato più volte in aula durante i dibattiti.
Durante le precedenti sedute l'UDC aveva espresso dubbi circa l'urgenza di tale legge, visto che i primi pannelli solari che verranno installati in seguito alle nuove disposizioni non lo saranno prima dell'inverno 2023-24. Al voto di ieri sulla clausola d'urgenza al Nazionale, solo pochi democentristi si erano però opposti (165 voti favorevoli contro 14 e 6 astenuti). E anche oggi agli Stati il risultato è stato netto.
Notizia ATS
Dibattito al Consiglio nazionale, 30.09.2022
Il Consiglio nazionale ha bocciato, con 143 voti contro 50, una mozione d'ordine di Michael Graber (UDC/VS) che chiedeva di rinunciare al nuovo nome della Legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima deciso dalla Commissione di redazione. A nome di quest'ultima, Marco Romano (Centro/TI) ha spiegato che il nuovo nome è stato scelto poiché riflette meglio i contenuti della legge (che si chiama ora Legge federale sugli obiettivi in materia di protezione del clima, sull'innovazione e sul rafforzamento della sicurezza energetica).
Vedi anche
21.055 Iniziativa per i ghiacciai
Il 18 giugno 2023 il progetto è stato accolto in votazione popolare dal 59,1 % dei votanti.