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21.502 · Iniziativa parlamentare · 2021-10-22

Parlamento

Liquidato

Ausgangslage

Comunicato stampa della commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia Consiglio degli Stati del 24.06.2022

La Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati ha adottato un progetto per la revisione parziale della legge sulla caccia. Essa si concentra sulla regolazione proattiva degli effettivi di lupi per im-pedire danni o la messa in pericolo dell'essere umano.

L'elaborazione del progetto (21.502) si rifà a un'iniziativa della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia del Consiglio degli Stati. Dopo il rifiuto della revisione parziale della legge sulla caccia nella votazione popolare del 2020, sulla scia di diversi interventi parlamentari sono state attuate diverse misure urgenti volte a sostenere le aziende di estivazione di fronte alla presenza crescente di grandi predatori. Tuttavia, allo scopo di limitare efficacemente la popolazione di lupi, la Commissione si è nuovamente attivata per modificare la legge sulla caccia. In un nuovo articolo 7a prevede la base legale per interventi proattivi. In futuro, le popolazioni di lupi dovranno essere regolate per evitare danni o pericoli futuri e non più perché hanno messo in pericolo o causato danni in passato. La Commissione non modifica la competenza per la regolazione degli effettivi, per la quale anche in futuro occorrerà l'approvazione dell'Ufficio federale dell'ambiente. La regolazione proattiva mediante un nuovo articolo 7a figurava già al primo posto nella revisione precedente fallita ed era nella sua sostanza incontestata. Per contrastare il rapido aumento dei lupi in Svizzera (raddoppio dell'effettivo nell'arco di tre anni), la Commissione fa notare che occorre ripristinare senza indugio la necessaria capacità d'intervento. Essa sottolinea questa necessità e amplia anche il margine di manovra per quanto riguarda l'eliminazione di singoli capi: d'ora in poi potranno essere uccisi i lupi che hanno perso la loro naturale timidezza, si spingono ripetutamente negli insediamenti e costituiscono in tal modo un pericolo (art. 12). Infine nel progetto la Commissione riprende una richiesta dei Cantoni secondo la quale i danni alle infrastrutture causati dai castori vanno risarciti (iniziativa cantonale 15.300). La Commissione ha approvato il progetto con 9 voti contro 2 e 1 astensione.

Comunicato stampa del Consiglio federale del 31.08.2022

Il Consiglio federale sostiene gli sforzi del Parlamento di regolare in maniera efficace la popolazione di lupi in Svizzera. A tal proposito, nell'ottobre 2021 la Commissione dell'ambiente del Consiglio degli Stati ha presentato l'iniziativa parlamentare "L'aumento delle popolazioni di lupi diventa incontrollabile e senza la possibilità di regolamentarlo minaccia l'agricoltura". Nella sua seduta del 31 agosto 2022, il Consiglio federale ha licenziato un parere in merito.

In Svizzera le popolazioni di lupi sono in continuo aumento. Attualmente nel nostro Paese vivono circa 180 lupi e 17 branchi. A causa della crescita degli effettivi, gli attacchi agli animali da reddito sono in aumento. Quest'estate si sono verificate anche situazioni di conflitto con l'uomo.

Il Consiglio federale sostiene quindi gli sforzi del Parlamento di regolare in maniera efficace la popolazione di lupi in Svizzera. La normativa proposta dalla Commissione dell'ambiente del Consiglio degli Stati (CAPTE-S) manterrà tuttavia l'attuale ripartizione delle competenze tra Confederazione e Cantoni. In questo modo, la Commissione affronta una delle principali critiche espresse in occasione della votazione della legge sulla caccia respinta nel 2020.

La CAPTE-S ha presentato nell'ottobre 2021 l'iniziativa parlamentare "L'aumento delle popolazioni di lupi diventa incontrollabile e senza la possibilità di regolamentarlo minaccia l'agricoltura" (21.502). Questa ha per obiettivo la regolazione preventiva delle popolazioni di lupi in Svizzera per evitare danni agli animali da reddito e pericoli per l'uomo. La legislazione vigente consente una regolazione soltanto in seguito a danni ingenti o a un pericolo grave. Il Consiglio federale ritiene inoltre opportuno estendere il margine di manovra per l'abbattimento di singoli lupi come previsto dall'iniziativa parlamentare. Ciò consentirebbe ai Cantoni di eliminare i lupi che diventano pericolosi per l'uomo.

Nella proposta della CAPTE-S verrà attuata anche l'iniziativa del Cantone di Turgovia presentata nel 2015 "Modificare la legge sulla caccia per prevedere il risarcimento dei danni causati dai castori alle infrastrutture" (15.300). Tuttavia, il Consiglio federale respinge la proposta della Commissione secondo cui in futuro la Confederazione parteciperebbe alla prevenzione e al risarcimento dei danni alle infrastrutture causati dai castori.

Inoltre, si oppone alla partecipazione della Confederazione ai costi per il personale dei Cantoni nella gestione del lupo.

Wortlaut

Con la modifica della legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (LCP), e in linea con il regime delle competenze per gli stambecchi (protetti), si intende consentire preventivamente la regolazione delle popolazioni di lupi da parte dei guardacaccia. Quale misura aggiuntiva per una protezione delle greggi ragionevole, dovrebbe essere consentita la regolazione delle popolazioni di lupi là dove l'elevata densità di lupi costituisce una minaccia per l'agricoltura. Per tali zone deve essere consentito l'abbattimento di branchi di lupi o parti di essi. Le misure di regolazione previste e il loro obiettivo (stabilizzazione o riduzione) vanno motivate dai Cantoni. I lupi che si fanno notare perché si avvicinano pericolosamente a insediamenti e persone o eludono la protezione delle greggi devono poter essere abbattuti.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 29.09.2022

Lupo; consentire abbattimento preventivo

I lupi si stanno moltiplicando rapidamente, forse troppo per il Consiglio degli Stati. Oggi la Camera dei cantoni ha approvato - con 31 voti contro 6 e 4 astenuti - una revisione della legge sulla caccia nata da un'iniziativa parlamentare della sua Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia. Con il progetto si vorrebbe consentire l'abbattimento preventivo di questi animali sul modello di quanto avviene già per lo stambecco. Il dossier passa ora al Nazionale.

Sul territorio svizzero si contano oggi circa 180 lupi e almeno 17 branchi. Queste cifre sono in costante aumento e i conflitti con gli animali da reddito si moltiplicano. La CAPTE-S ha quindi deciso di presentare un'iniziativa parlamentare volta a modificare la legge sulla caccia. Sul modello della regolazione degli effettivi degli stambecchi, ha precisato Othmar Reichmuth (Centro/SZ) a nome della commissione, si mira a rendere possibile la regolazione preventiva degli effettivi di lupi.

Il progetto, secondo la commissione, ripropone un elemento centrale e sostanzialmente incontestato dell'ultima revisione parziale della legge sulla caccia, poi fallita. La commissione è convinta che sia necessario agire rapidamente, considerato il veloce aumento degli effettivi di lupi e dei problemi che questo comporta soprattutto nelle regioni di montagna.

Minaccia per zone abitate ed esseri umani

Stando al progetto della CAPTE-S, l'eliminazione dei branchi o dei singoli lupi deve essere autorizzata, laddove l'agricoltura è minacciata. I guardiacaccia potranno abbattere esemplari che si avvicinano in modo minaccioso a zone abitate o esseri umani, o per il quali le misure di protezione delle greggi sono inefficaci.

"Con questa soluzione, l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) e i cantoni continuano a lavorare assieme per fissare un tetto alla popolazione dei lupi", ha dichiarato il "senatore" Beat Rieder (Centro/VS). In tal modo i cantoni non dovranno più provare la portata concreta di questi danni, ma dovranno giustificare le misure di regolazione nonché i loro obiettivi.

Oggi la Camera dei cantoni ha pure accolto una proposta di Stefan Engler (Centro/GR). Secondo il "senatore" grigionese, i lupi che appartengono a un branco possono essere oggetto di una misura di regolazione tra il primo giugno e il 31 agosto, con l'accordo dell'UFAM, qualora il branco interessato provochi danni, in particolare attaccando animali da reddito, bovini o equini. Spetterà al Consiglio federale regolare le condizioni di regolazione.

Anche in Ticino

Ma non solo il Vallese e i Grigioni sono interessati dal problema del lupo. "Un buon numero di allevatori ticinesi è ormai ad un passo dal gettare la spugna. E se si continua a non agire, il rischio è che quest'importante figura sparisca dalle valli ticinesi - con tutte le conseguenze del caso a livello di approvvigionamento alimentare e di gestione di paesaggio alpino", ha dichiarato il "senatore" Marco Chiesa (UDC/TI).

"Posso comprendere - ha aggiunto il ticinese - che vi sia la necessità di contemplare una certa tutela del lupo in Svizzera. Ma una simile politica non deve assolutamente andare a detrimento dei nostri allevatori e delle loro famiglie. Le conseguenze negative di questa convivenza sono diventate ormai insopportabili".

Chiesa ha poi deplorato il fatto che "quando si parla di lupo si tende a concentrarsi solo sul suo benessere e sulla sua necessità di tutela, dimenticandosi completamente della tutela e del benessere degli animali di allevamento che include la protezione dalla sofferenza, dalla paura e dallo stress".

Vista l'accettazione del progetto, il democentrista ticinese ha quindi ritirato una sua mozione con la quale chiedeva misure simili, ovvero una revisione della legge sulla caccia affinché il lupo non continui ad essere l'incubo degli allevatori di montagna

Consiglio federale d'accordo

Di fronte al "rullo compressore" dei rappresentanti dei cantoni alpini, la sinistra si è trovata completamente in minoranza. Questa regolazione preventiva assomiglierà a una "caccia annuale pianificata in inverno" indipendentemente dai problemi creatisi nelle zone di estivazione, ha sottolineato invano Adèle Thorens (Verdi/VD).

Ma neppure il Consiglio federale le è venuto in soccorso. Il Governo non si è infatti opposto alle misure presentate. La sola protezione delle greggi non basta, ha dichiarato la ministra dell'ambiente Simonetta Sommaruga. La legislazione in vigore, che consente la regolazione del lupo soltanto in seguito a danni di ampia portata o a un grave pericolo, non è sufficiente, ha aggiunto.

Il progetto mantiene la ripartizione attuale delle competenze tra la Confederazione e i cantoni. Risponde così a una delle principali critiche formulate ne confronti della revisione della legge sulla caccia respinta nel 2020 dal popolo.

Danni dei castori

Il progetto della commissione integra pure la richiesta dei cantoni relativa ai danni causati dai castori. Anche in questo caso la Confederazione dovrà partecipare alle spese. Complessivamente, in seguito ai danni provocati da lupi e castori, i costi preventivati ammonterebbero a 6 milioni di franchi all'anno.

Vista l'accettazione del progetto, i "senatori" hanno ritenuto superflua la mozione del consigliere nazionale Fabio Regazzi (Centro/TI), che chiedeva appunto che i danni causati dalle specie di selvaggina protette come lupi, linci, orsi e castori dovessero essere integralmente assunti dalla Confederazione. L'atto parlamentare era stato approvato dal Nazionale.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 08.12.2022

Lupo, via libera ad abbattimento preventivo

Il numero di lupi in Svizzera sta crescendo troppo in fretta. È quanto ritiene il Consiglio nazionale che, dopo gli Stati, oggi ha approvato - con 106 voti a 74 e 12 astensioni - una revisione della legge sulla caccia per consentirne l'abbattimento preventivo, sul modello di quanto avviene già per lo stambecco.

Il progetto è nato da un'iniziativa parlamentare della Commissione dell'ambiente, della pianificazione del territorio e dell'energia, decisa ad agire rapidamente di fronte all'aumento degli effettivi di questo predatore, ha ricordato Pierre-André Page (UDC/FR) a nome della stessa.

Il lupo giunge ormai anche in pianura, aggredisce pure asini e bovini e, in alcuni casi, non ha più paura dell'uomo, ha affermato, precisando che sul territorio elvetico se ne contano circa 180 e almeno 17 branchi e si moltiplicano i conflitti con gli allevatori.

Secondo la modifica di legge, i cantoni potranno regolare i lupi dal 1° settembre al 31 gennaio, previo consenso del Consiglio federale. I guardacaccia potranno abbattere esemplari che si avvicinano in modo minaccioso a zone abitate o esseri umani, o per il quali le misure di protezione delle greggi sono inefficaci. I cantoni non dovranno più dimostrare la portata concreta dei danni provocati dal predatore, ma dovranno giustificare le misure di regolazione e i loro obiettivi.

"Se non agiamo rapidamente i lupi arriveranno a 500-700 e questi numeri sono al di là della soglia di sopportazione della popolazione", ha affermato Nicolo Paganini (Centro/SG), elencando una serie di incontri tra questo predatore e l'uomo finiti sulla stampa. Analogo il punto di vista di Michael Graber (UDC/VS) che ha riveduto al rialzo i dati, parlando di 210 lupi in Svizzera e del rischio di abbandono delle regioni alpine. "Lascereste giocare all'aperto i vostri bambini all'imbrunire sapendo che c'è in giro il lupo?". "Il lupo - ha sentenziato - è un fallimento dello Stato".

Sull'altro fronte, Christophe Clivaz (Verdi/VS) ha ricordato come lo Stato abbia aumentato i fondi per proteggere le greggi. "Bisogna evitare la sindrome di Cappuccetto Rosso; le aggressioni all'essere umano sono molto rare in Europa". "Il lupo non è solo dannoso, è anche utile per l'equilibro dei boschi di protezione che valgono miliardi", limitando le sovrappopolazioni di ungulati, ha rilevato Bastien Girod (Verdi/ZH), chiedendo di intervenire solo lì dove ci sono danni o problemi e non preventivamente. "Il lupo fa parte del nostro mondo, vogliamo vivere in un parco cittadino o preservare la biodiversità?", si è chiesto Beat Flach (Verdi Liberali/AG), mentre Ursula Schneider-Schüttel (PS/FR) ha auspicato che la legge non venga rielaborata in base alle emozioni.

A sostegno del progetto si è mosso anche il Governo. La protezione delle greggi da sole non basta, servono interventi anche sul numero di lupi, ha affermato la consigliera federale Simonetta Sommaruga, aggiungendo che dovrebbe essere possibile abbatterli preventivamente, senza però mettere a rischio la specie.

Il plenum ha respinto, con 103 voti a 91, una proposta di Matthias Samuel Jauslin (PLR/AG) che chiedeva di autorizzare il tiro preventivo tutto l'anno, purché non mettesse in pericolo la popolazione regionale di lupi e fosse utilizzato solo per prevenire danni gravi.

Nulla da fare nemmeno per Simone de Montmollin (PLR/GE), che chiedeva la possibilità di abbattere i lupi che causano danni significativi anche nelle bandite di caccia, dove la fauna selvatica è protetta. La sua proposta è stata bocciata di stretta misura, con 96 voti a 92 e 7 astensioni.

Il progetto mantiene la ripartizione attuale delle competenze tra la Confederazione e i cantoni. Risponde così a una delle principali critiche formulate nei confronti della revisione della legge sulla caccia respinta nel 2020 dal popolo.

La Confederazione dovrà fornire ai cantoni un sostegno finanziario per i costi del personale impiegato per la gestione del lupo. La modifica di legge tiene conto anche della richiesta dei cantoni di risarcire i danni causati dai castori a strade, argini e corsi d'acqua. Anche in questo caso, Berna dovrà partecipare alle spese.

Il Nazionale ha apportato alcune modifiche alla bozza.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 12.12.2022

Il Consiglio degli Stati ha approvato alcune disposizioni inserite dal Nazionale nella legge sulla caccia. In particolare è stata regolamentata la designazione dei cosiddetti corridoi faunistici di importanza interregionale, così come le multe per la caccia impropria. A causa di alcune divergenze il dossier dovrà comunque tornare alla Camera del popolo.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 13.12.2022

CN: legge sulla caccia, regolati anche gli ultimi dettagli

La legge sulla caccia è pronta per le votazioni finali: oggi il Consiglio nazionale ha infatti risolto le ultime divergenze superstiti con gli Stati. Il punto principale - ossia consentire l'abbattimento preventivo del lupo, sul modello di quanto avviene per lo stambecco - era già stato adottato dalle Camere nelle scorse sedute.

In sospeso rimanevano un paio di questioni, ad esempio sulla competenza in materia di regolamentazione dei principi di protezione delle greggi. La Camera del popolo inizialmente voleva lasciare tale compito alla Confederazione, mentre i "senatori" preferivano che ciò venisse fatto d'intesa fra Berna e i Cantoni. Il Nazionale ha infine ceduto, allineandosi a quest'ultima versione.

Anche per quanto riguarda la proposta che voleva cambiare il termine "bandite federali di caccia", ossia quelle zone che servono a tutelare e conservare specie rare e minacciate nonché i loro habitat, in "aree di protezione della fauna selvatica" i consiglieri nazionali si sono uniformati alla volontà dell'altro ramo del Parlamento. Questa modifica è quindi stata scartata.

Da ricordare come il nucleo del disegno legislativo sia già stato liquidato dalle Camere: i Cantoni potranno regolare i lupi dal 1° settembre al 31 gennaio, previo consenso del Consiglio federale. I guardacaccia potranno abbattere preventivamente esemplari che si avvicinano in modo minaccioso a zone abitate o esseri umani, o per i quali le misure di protezione delle greggi sono inefficaci. I Cantoni non dovranno più dimostrare la portata concreta dei danni provocati dal predatore, ma dovranno giustificare le misure di regolazione e i loro obiettivi.

La nuova legge ha in primis l'obiettivo di intervenire per frenare la rapida moltiplicazione dei lupi. La Svizzera attualmente conta circa 180 esemplari e una ventina di branchi. Secondo le stime, la popolazione di questo carnivoro potrebbe perfino raddoppiare nel corso dei prossimi tre anni.