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22.035 · Oggetto del Consiglio federale · 2022-05-04

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Zusammenfassung

Messaggio del 4 maggio 2022 relativo alla legge federale concernente l’imposta sul tonnellaggio applicabile alle navi

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 04.05.2022

Le imprese di navigazione marittima devono poter richiedere l'assoggettamento all'imposta sul tonnellaggio

Nella seduta del 4 maggio 2022, il Consiglio federale ha adottato il messaggio relativo alla legge federale concernente l'imposta sul tonnellaggio applicabile alle navi. Il disegno di legge prevede che, in futuro, l'utile proveniente dall'esercizio delle navi sia imposto in modo forfettario in base alla stazza netta (capacità di carico della nave).

L'imposta sul tonnellaggio è ampiamente accettata a livello internazionale. Una regolamentazione analoga è già in vigore in 21 Stati membri dell'Unione europea (UE). Per le imprese di navigazione marittima redditizie, la determinazione dell'utile in base alla stazza netta comporta un onere fiscale comparativamente modesto. L'introduzione di un'imposta sul tonnellaggio è uno strumento volto ad accrescere l'attrattiva della piazza economica svizzera per le imprese di questo settore. Il disegno di legge si ispira, negli aspetti fondamentali, alle normative esistenti nell'UE. L'assoggettamento all'imposta sul tonnellaggio avviene su base volontaria.

Le ripercussioni finanziarie dell'imposta sul tonnellaggio non possono essere stimate in modo affidabile per la carenza di dati statistici. Tuttavia, in considerazione degli effetti positivi attesi per la piazza economica svizzera, le eventuali minori entrate dovrebbero essere di entità trascurabile.

Il progetto trae origine da un mandato del 2016 conferito da entrambe le Camere. In generale, il progetto è stato accolto favorevolmente nella procedura di consultazione svoltasi nella primavera del 2021.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 13.12.2022

Via libera a imposta tonnellaggio navi

Le navi d'alto mare devono poter essere tassate in base alla capacità di carico e non all'utile o alla perdita conseguiti. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale, adottando per 99 voti a 85 (tre astensioni) la legge federale concernente l'imposta sul tonnellaggio applicabile alle navi. Spetterà ora agli Stati pronunciarsi sul dossier.

L'imposta sul tonnellaggio è già una realtà ben diffusa a livello internazionale: una regolamentazione analoga è in vigore in 21 Stati membri dell'Unione europea. Il disegno di legge, che trae origine da un mandato del 2016 conferito da entrambe le Camere all'esecutivo, si ispira, negli aspetti fondamentali, proprio alle normative esistenti nell'Ue.

Si tratta in sostanza di un metodo alternativo per determinare l'imposta sull'utile: viene presa in considerazione la stazza netta (capacità di carico) moltiplicata per una tariffa scaglionata e per il numero di giorni di esercizio, ha spiegato il relatore commissionale Leo Müller (Centro/LU). L'utile così determinato viene poi tassato. L'assoggettamento avverrebbe comunque in forma volontaria, "è un'opzione che vale per dieci anni", ha affermato Fabio Regazzi (Centro/TI).

Per le imprese di navigazione marittima redditizie, tale sistema comporta un onere fiscale comparativamente modesto. L'introduzione di un'imposta sul tonnellaggio è quindi uno strumento volto ad accrescere l'attrattiva della piazza economica svizzera per chi opera nel settore, ha sottolineato sempre a nome della commissione Céline Amaudruz (UDC/GE), "ma soprattutto dei Cantoni in cui hanno sede tali compagnie".

"È indispensabile lanciare un segnale di apertura nei confronti delle imprese", ha proseguito la ginevrina. In poche parole, grazie all'introduzione di un'imposta sul tonnellaggio ci si attende un aumento del gettito fiscale e la creazione di nuovi impieghi, ha riassunto la deputata democentrista.

Secondo il governo, al momento le ripercussioni finanziarie di questa novità non possono essere stimate in modo affidabile per la carenza di dati statistici. Tuttavia, in considerazione degli effetti positivi attesi per la piazza economica, le eventuali minori entrate dovrebbero essere di entità trascurabile, aveva assicurato il Consiglio federale al momento di adottare il messaggio lo scorso mese di maggio. "È un'occasione per migliorare le condizioni quadro", ha messo in evidenza oggi in aula il ministro delle finanze uscente Ueli Maurer.

Una minoranza formata da socialisti, Verdi e Verdi liberali ha tentato di combattere il progetto, spingendo per la non entrata in materia o per rinviarlo al Consiglio federale, così da modificarlo tenendo maggiormente conto delle responsabilità ecologiche e sociali. Stando a Kathrin Bertschy (PVL/BE), vi sono in primis dubbi sulla costituzionalità del disegno, così come sul fatto che rimpolperebbe davvero le casse della Confederazione.

"Inoltre non c'è una sostenibilità sufficiente, non ci sono abbastanza stimoli ecologici", ha aggiunto Bertschy. A rincarare la dose ci ha pensato Cédric Wermuth (PS/AG), definendo la legge "avventurosa" a causa delle stime vaghe. "Sarebbe come se le assicurazioni fossero tassate in base al numero di clienti, i media in base alle sillabe usate e come se ognuno potesse scegliere fra un'imposta imperniata sul proprio reddito e una sul peso", ha dichiarato l'argoviese sfoderando alcune similitudini per criticarne anche i principi.

Il doppio tentativo di sinistra ed ecologisti è però stato rispedito al mittente per 107 voti a 83 (non entrata in materia) e per 103 a 90 (rinvio al governo).

Nel corso del dibattito di dettaglio i consiglieri nazionali si sono poi soffermati su una serie di punti fonte di controversia in sede di commissione. In particolare, la Camera del popolo ha optato per includere esplicitamente nelle categorie assoggettabili all'imposta sul tonnellaggio le navi da crociera. Nella sua versione iniziale, l'esecutivo parlava vagamente di "trasporto di persone".

In un altro caso, una minoranza di sinistra ha cercato di stralciare un articolo che introduce criteri ambientali, con agevolazioni fiscali per chi inquina meno. Parlando apertamente di "greenwashing" - ecologismo di facciata insomma - Wermuth ha stroncato l'idea, bollandola come inutile. Bisognerebbe studiare dei malus invece che dei bonus, ha fatto notare.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 14.03.2024

Imposta tonnellaggio, meglio lasciar perdere
A causa della situazione instabile in cui versano le finanze federali non è il momento di introdurre l’imposta sul tonnellaggio applicabile alle navi, le cui ripercussioni sul gettito fiscale sono ignote. È il parere del Consiglio degli Stati che, per 29 voti a 15, non è entrato in materia su un progetto del Consiglio federale elaborato su richiesta del parlamento.

È da anni che si discute del progetto di tassare le navi d'alto mare in base alla capacità di carico e non tenendo conto dell'utile o di eventuali perdite. A tale riguardo, il Consiglio nazionale aveva già approvato il progetto - contrari PS, Verdi e Verdi liberali - nel dicembre 2022. A causa del voto odierno dei "senatori", la Camera del popolo dovrà riesaminare questo oggetto.

Il "no" dei "senatori" non sorprende più di tanto, dal momento che la commissione preparatoria raccomandava la non entrata in materia. Quest'ultima giudica tutt'ora arduo valutare vantaggi e inconvenienti di un simile modello di imposizione, fermo restando che nell’attuale situazione il rischio di una diminuzione delle entrate è da ritenersi inopportuno.

Una considerazione fatta propria anche da Thierry Burkart (PLR/AG), secondo cui la Confederazione si trova di fronte a grandi sfide nell'immediato futuro, soprattutto a livello finanziario (vedi la recente votazione sulla 13esima AVS, n.d.r.). Insomma, in questo frangente non è opportuno lanciarsi in nuove avventure.

Inoltre, stando alla commissione, e a diversi oratori, la costituzionalità del progetto è tutt'ora controversa. Invece di uno sgravio per un unico settore, l’introduzione dell’imposta sul tonnellaggio andrebbe invece valutata nel contesto di una strategia fiscale di più ampio respiro. Per Pirmin Bischof (Centro/SO), l'imposta sul tonnellaggio ha un sapore medievale: invece di imporre un'impresa sugli utili, si tassa la capacità di carico. "Immaginate di tassare grandi società di distribuzione, come la Coop, sulla base della superficie dei rispettivi negozi", ha argomentato polemicamente Bischof.

Per Carlo Sommaruga (PS/GE) non è tempo di fare regali alle grandi società di armatori che generano miliardi di utili, soprattutto se le conseguenze fiscali per la Confederazione, i Cantoni e i Comuni non sono note. Una considerazione, quest'ultima, ripresa da altri oratori, come lo stesso Bischof.

A nome di una minoranza, sostenuta anche da Fabio Regazzi (Centro/TI), Hans Germann (UDC/SH), Werner Salzmann (UDC/BE) e Erich Ettlin (Centro/NW) hanno sostenuto il progetto nel timore che le società con sede in Svizzera attive nel settore marittimo possano decidere di lasciare il nostro Paese per accasarsi in altri Stati europei, come la Grecia, che applicano questo tipo di tassazione.

Per motivi di concorrenzialità dobbiamo garantire a queste società le stesse condizioni fiscali vigenti all'estero, ha spiegato Hans Wicki (PLR/NW).

A nome del Consiglio federale, Karin Keller Sutter ha sostenuto che le eventuali perdite fiscali non dovrebbero essere enormi; una ventina di milioni di franchi. Tuttavia, ha ammesso che i calcoli dell'amministrazione si basano sul periodo 2025-2020, un periodo economicamente difficile per gli armatori.

Da allora, le società attive nel settore marittimo hanno conseguito utili miliardari, ha spiegato la "ministra" delle finanze, ammettendo che i dati a disposizione dei suoi servizi sono ancora troppo lacunosi per elaborare stime attendibili su eventuali minori entrate fiscali. Tuttavia, un'imposta sul tonnellaggio potrebbe attirare in Svizzera altre aziende e, con esse, nuovi posti di lavoro, ha sottolineato - invano - la consigliera federale sangallese.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 28.05.2024

Vista la situazione instabile in cui versano le finanze federali non è il momento di introdurre l'imposta sul tonnellaggio applicabile alle navi, le cui ripercussioni sul gettito fiscale sono ignote e la cui costituzionalità è dubbia. Seguendo il Consiglio degli Stati, il Nazionale ha deciso oggi di non entrare nel merito - con 108 voti a 75 e 2 astensioni - del progetto elaborato dal Governo su richiesta del parlamento. Il dossier è archiviato.

È da anni che si discute di tassare le navi d'alto mare in base alla capacità di carico e non tenendo conto dell'utile o di eventuali perdite. Il progetto, messo a punto con l'obiettivo di rendere la Svizzera più competitiva, comportava una riduzione dell'onere fiscale per le compagnie di navigazione. Il Nazionale lo aveva già approvato nel 2022, ma il rifiuto degli Stati di entrare nel merito lo ha costretto a tornare ad occuparsene.

La stessa commissione preparatoria ha puntato il dito contro le incertezze finanziarie, costituzionali e politiche del disegno. La proposta non contiene inoltre alcun criterio ambientale o sociale aggiuntivo, ha spiegato a suo nome Sophie Michaud Gigon (Verdi/VD), ricordando che sinistra e Verdi hanno già annunciato il lancio di un referendum in caso di approvazione: "quello che non decidiamo oggi lo deciderà il popolo domani".

Contro la non entrata in materia si è battuta invano una minoranza guidata da Céline Amaudruz (UDC/GE). "Questa tassazione è uno strumento accettato a livello internazionale", ha rilevato, ricordando che è in vigore in 21 Stati dell'Ue. La Svizzera ama essere la prima della classe nelle riforme e quando si tratta di introdurre una tassa riconosciuta a livello internazionale non vuole accettarla, ha poi ammonito.

"Con questo progetto il parlamento non è in grado di capire a quanto ammonteranno le perdite fiscali", ha replicato Leo Müller (Centro/LU). "Già solo per questo entrare in materia è irresponsabile". Analogo il punto di vista Daniela Schneeberger (PLR/BL), per la quale il principio di questa imposta non è sbagliato, ma la situazione finanziaria della Svizzera è peggiorata e "non conosciamo abbastanza le implicazioni fiscali della normativa".

A sinistra la tassa è stata vista come un regalo fiscale ingiustificato a un solo settore. Gli sgravi fiscali per un'industria che ha realizzato profitti record negli ultimi anni non sono giustificabili, ha criticato Franziska Ryser (Verdi/SG). Inoltre, ha aggiunto, l'imposta non ha senso nemmeno in termini di politica climatica, viste le emissioni di CO2 delle navi e visto che la proposta non contiene alcun incentivo ecologico.

Dopo aver ricordato che è il parlamento stesso ha aver richiesto l'introduzione di una tassa di questo tipo, anche la ministra delle finanze Karin Keller-Sutter ha puntato il dito contro l'aspetto finanziario e i dubbi di costituzionalità, che "non vanno trascurati". La difficoltà è che le minori entrate oggi non riusciamo a valutarle con certezza, ha chiuso.