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22.042 · Oggetto del Consiglio federale · 2022-09-16

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Ausgangslage

Comunicato stampa del Consiglio federale del 16.09.2022

Il Consiglio federale approva un credito aggiuntivo destinato ad Axpo Holding AG e altri 23 crediti

Nella sua seduta del 16 settembre 2022 l'Esecutivo ha approvato la seconda aggiunta ordinaria al preventivo 2022. Sottopone al Parlamento 24 crediti aggiuntivi per una somma totale di 5,6 miliardi di franchi. L'aggiunta riguarda principalmente i crediti quadro per la società Axpo Holding AG (4,0 mia.), l'accoglienza dei rifugiati dall'Ucraina (1,2 mia.) e la realizzazione di centrali elettriche di riserva (160,0 mio.). Oltre a ciò, il Consiglio federale chiede alle Camere federali tre crediti d'impegno. Il credito aggiuntivo destinato ad Axpo Holding AG sarà discusso in una sessione parlamentare straordinaria.

Il messaggio sottoposto al Parlamento concerne due decreti federali. Il primo decreto riguarda il credito aggiuntivo destinato ad Axpo Holding AG (4,0 mia.) e sarà trattato nella sessione straordinaria convocata dal Parlamento che si terrà il 26 e il 28 settembre 2022. Il secondo decreto, che sarà discusso nella sessione invernale, riguarda ulteriori 23 crediti aggiuntivi e tre crediti d'impegno. Nel suo messaggio concernente la seconda aggiunta ordinaria al preventivo 2022, il Consiglio federale chiede alle Camere federali crediti aggiuntivi per un importo complessivo di 5,6 miliardi di franchi.

La somma più consistente riguarda il credito quadro per Axpo Holding AG. Il 5 settembre 2022 l'Esecutivo ha deciso di attivare il piano di salvataggio per il settore dell'energia elettrica e di concedere ad Axpo il credito quadro di 4,0 miliardi chiesto. In tal modo il Consiglio federale intende evitare che la società debba affrontare problemi di liquidità, che, nel peggiore dei casi, potrebbero mettere a repentaglio l'approvvigionamento elettrico della Svizzera. Sempre il 5 settembre 2022, la Delegazione delle finanze ha autorizzato l'aggiunta urgente dell'ordine di 4,0 miliardi così come un credito d'impegno urgente di 10,0 miliardi per aiuti finanziari concessi a titolo sussidiario per salvare le imprese del settore dell'energia elettrica di rilevanza sistemica. Nel frattempo le Camere federali hanno approvato a posteriori il credito d'impegno.

Maggior fabbisogno per la migrazione e gli interessi passivi

Altre aggiunte consistenti riguardano la guerra in Ucraina e in particolare i costi legati all'accoglienza di al massimo 110 000 rifugiati con lo statuto di protezione S (1,2 mia.) fino a fine anno nonché il trasporto e la realizzazione di centrali di riserva (160,0 mio.) per limitare la penuria di elettricità a partire dall'inverno 2022/2023. Un ulteriore credito aggiuntivo rilevante è destinato agli interessi passivi per il debito della Confederazione (prestiti e crediti contabili a breve termine). Dopo la decisione concernente i tassi d'interesse presa dalla Banca nazionale svizzera (BNS) nel mese di giugno 2022, gli interessi a lungo termine sono tornati a un livello positivo. Inoltre, è atteso un netto aumento dei deflussi di mezzi dal bilancio della Confederazione. Ne consegue uno stimato maggiore fabbisogno di 135,0 milioni.

Altri due importanti crediti aggiuntivi comprendono le indennità pari a 42 milioni per il traffico turistico e il traffico locale per mitigare le conseguenze della pandemia.

Si applica la disposizione derogatoria relativa al freno all'indebitamento

Le direttive del freno all'indebitamento possono essere rispettate anche con gli aumenti di credito chiesti. 4,9 miliardi dei crediti aggiuntivi totali sono chiesti come fabbisogno finanziario eccezionale. La disposizione derogatoria relativa al freno all'indebitamento è applicabile perché gli sviluppi del mercato dell'elettricità, la guerra in Ucraina e la pandemia da coronavirus costituiscono eventi eccezionali che sfuggono al controllo della Confederazione e gli oneri supplementari non possono essere compensati nel bilancio ordinario.

Verhandlungen

Disegno 1

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 26.09.2022

Axpo, "ok" linea di credito da 4 miliardi

Axpo, il gigante dell'elettricità in difficoltà a causa delle bizze del mercato energetico provocato dalla guerra in Ucraina, potrà far capo a una linea di credito di 4 miliardi di franchi se dovesse averne bisogno. Il Consiglio degli Stati si pronuncerà mercoledì.

È quanto ha stabilito oggi il Consiglio nazionale nel corso della sessione straordinaria voluta dall'UDC nell'ambito dell'aggiunta urgente al preventivo 2022 della Confederazione; un'aggiunta chiesta dal Consiglio federale sulla base di una legge urgente ad hoc volta a fornire un paracadute alle aziende elettriche di importanza sistemica (oltre ad Axpo, anche BKW e Alpiq) in difficoltà.

Le condizioni di partenza

Tenuto conto dell'incertezza che regna sul mercato dell'elettricità, e dei prezzi non solo elevati ma anche volatili, le aziende elettriche hanno bisogno, per poter acquistare energia, di presentare garanzie per centinaia di milioni in tempi brevissimi, soldi che non sempre hanno a disposizione e che le banche non possono concedere in tempi così ristretti.

Da qui l'intervento legislativo del governo con una legge ad hoc, sull'esempio di quanto fatto in altri paesi, come la Germania. La legge prevede la messa a disposizione di crediti, a titolo sussidiario, da parte della Confederazione per un massimo globale di 10 miliardi di franchi. Axpo ha fatto richiesta a inizio settembre per una linea di credito di 4 miliardi, concessa dal Governo. L'azienda, di proprietà dei cantoni di Zurigo, Argovia, Sciaffusa, Glarona e Zugo, nonché delle aziende elettriche di Zurigo, Argovia, San Gallo e Turgovia, non ha ha ancora fatto uso di questa somma.

Basta Stato

Seppur non fondamentalmente contraria a questo intervento per Axpo, l'UDC avrebbe voluto condizionare tale credito a condizioni severe, per esempio chiedendo ai proprietari di contribuire in parti uguali al prestito. I democentristi auspicavano anche un'esame approfondito del rischio prima della concessione del prestito e proponevano di vietare ad Axpo il commercio a breve termine a proprio nome e per proprio conto a scopo di lucro.

Diversi oratori democentristi hanno giustificato il giro di vite accennando agli errori di Axpo, una società più concentrata nel fare soldi sui mercati finanziari dell'energia che nella produzione in proprio di corrente. Insomma, se Axpo si trova in difficoltà, ciò è dovuto a investimenti a rischio e a un controllo lacunoso da parte del Cda e dei cantoni. Se si fosse fatto attenzione, non si sarebbe giunti a questa situazione, secondo l'UDC, che ha rievocato anche il salvataggio di UBS, banca rimasta invischiata nella crisi dei mutui subprime e salvata dalla Confederazione.

Evitare il peggio

Pur criticando il modello di affari di Axpo - o come i Verdi, la stessa liberalizzazione del mercato dell'elettricità, rivelatasi a loro avviso un fallimento - gli altri gruppi parlamentari hanno tuttavia respinto tutte le richieste dell'UDC, sostenendo che legge quadro sull'aiuto alle imprese elettriche sistemiche prevede già condizioni severe per le società che attingono ai prestiti, come il divieto di versare dividendi o bonus.

In questo frangente, secondo la maggioranza e lo stesso ministro della finanze Ueli Maurer, benché non contenti di quanto sta succedendo è importante agire per evitare il peggio, ossia un'eventuale interruzione di corrente, o peggio, per le aziende e le famiglie. I Cantoni, ha spiegato il responsabile della finanze, non hanno i mezzi e la possibilità, in tempi ristretti, di intervenire con grosse somme di denaro se Axpo dovesse veramente trovarsi in difficoltà.

Per Maurer, se Axpo dovesse vacillare, si rischia un effetto domino, visto che questa azienda è strettamente collegata con Alpiq e BKW. Sussiste il pericolo che venga meno l'approvvigionamento del paese in corrente. Il consigliere federale democentrista ha rammentato che, in ogni caso, Axpo non ha ancora utilizzato il denaro messole a disposizione e che prima di farlo ci penserà due volte: le condizioni del prestito sono assai poco attrattive. Insomma, "prima di rivolgersi a noi, le grandi aziende elettriche cercheranno denaro altrove", ha concluso il consigliere federale.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 28.09.2022

Axpo, "ok" linea di credito da 4 miliardi

Axpo, il gigante dell'elettricità in difficoltà a causa delle bizze del mercato energetico provocato dalla guerra in Ucraina, può far capo a una linea di credito di 4 miliardi di franchi se dovesse averne bisogno.

Dopo il Consiglio nazionale lunedì, oggi anche il Consiglio degli Stati ha approvato - a passo di carica, visto il poco tempo rimasto - parte del secondo supplemento al preventivo 2022 della Confederazione, nel quadro di una sessione straordinaria voluta dall'UDC. Gli altri crediti supplementari chiesti dall'esecutivo, escluso quindi Axpo, verranno trattati in dicembre, durante la sessione invernale delle Camere.

I 4 miliardi chiesti dal Consiglio federale si basano sulla legge urgente ad hoc volta a fornire un paracadute alle aziende elettriche di importanza sistemica (oltre ad Axpo, anche BKW e Alpiq) in difficoltà. Diversamente dal Nazionale, alla Camera dei cantoni non c'è stato dibattito: in particolare, alla Camera del popolo i democentristi avevano criticato il modello d'affari di Axpo, chiedendo che la linea di credito venisse condizionata al rispetto di particolari obblighi; per esempio i proprietari - ossia i cantoni di Zurigo, Argovia, Sciaffusa, Glarona e Zugo, nonché delle aziende elettriche di Zurigo, Argovia, San Gallo e Turgovia - avrebbero dovuto contribuire in parti uguali al prestito. I democentristi auspicavano anche un'esame approfondito del rischio prima della concessione del prestito e proponevano di vietare ad Axpo il commercio a breve termine a proprio nome e per proprio conto a scopo di lucro.

Oggi, invece, la documentazione non presentava alcuna proposta di minoranza. Come ha ricordato in aula Johanna Gapany (PLR/FR), il credito di 4 miliardi è stato approvato in seno alla commissione preparatoria per 12 voti a 1. A parte l'intervento del ministro delle finanze Ueli Maurer, e della stessa Gapany, nessun altro oratore ha preso la parola. Solo i voti in aula hanno fatto emergere la malcontento di diversi "senatori", specie nel centro-destra: il freno alle spese è stato sciolto con 29 voti a favore, 3 contro e ben 10 astenuti. Il dossier è poi stato accolto per 29 voti a 8 e 5 astensioni.

Le condizioni di partenza

Tenuto conto dell'incertezza che regna sul mercato dell'elettricità, e dei prezzi non solo elevati ma anche volatili, le aziende elettriche hanno bisogno, per poter acquistare energia, di presentare garanzie per centinaia di milioni in tempi brevissimi, soldi che non sempre hanno a disposizione e che le banche non possono concedere in tempi così ristretti.

Da qui l'intervento legislativo del governo con una legge ad hoc, sull'esempio di quanto fatto in altri paesi, come la Germania. La legge prevede la messa a disposizione di crediti, a titolo sussidiario, da parte della Confederazione per un massimo globale di 10 miliardi di franchi. Axpo ha fatto richiesta a inizio settembre per una linea di credito di 4 miliardi: una somma concessa dal Governo e, ora, anche dal parlamento.

Per la maggioranza del parlamento, questa linea di credito non è un "regalo": la legge sull'aiuto alle imprese elettriche sistemiche - che proprio oggi ha superato nei due rami del Parlamento lo scoglio della clausola d'urgenza - prevede condizioni severe per le società che attingono ai prestiti, come il divieto di versare dividendi o bonus.

In questo frangente, secondo la maggioranza e lo stesso ministro della finanze Ueli Maurer, è importante agire per evitare il peggio, ossia un'eventuale interruzione di corrente, o peggio, per le aziende e le famiglie. Se Axpo dovesse vacillare si rischia un effetto domino, visto che questa azienda è strettamente collegata con Alpiq e BKW. Sussiste insomma il pericolo che venga meno l'approvvigionamento del paese in corrente. Un'eventualità che il Parlamento vuole evitare ad ogni costo.

Disegno 2

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 01.12.2022

Il Consiglio nazionale ha approvato la seconda aggiunta al preventivo 2022, nella quale spicca un credito da 1,2 miliardi destinato all'accoglienza di rifugiati ucraini a beneficio dello statuto di protezione S. La Camera del popolo ha inoltre adottato un supplemento di 191 milioni destinato alla realizzazione della centrale elettrica di riserva di Birr (AG). Il plenum ha pure accettato un credito di impegno di 46,5 milioni per i generatori di emergenza, durante quattro inverni. I parlamentari hanno inoltre concesso 10 milioni al fine di finanziare la campagna attualmente in corso per sensibilizzare ai risparmi di energia.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 05.12.2022

Nell'ambito della seconda aggiunta al preventivo 2022, gli Stati hanno approvato un credito da 1,2 miliardi destinato all'accoglienza di rifugiati ucraini a beneficio dello statuto di protezione S.

La Camera dei Cantoni ha accettato un supplemento di 191 milioni destinato alla realizzazione della centrale elettrica di riserva di Birr (AG). L'impianto, che dovrebbe essere operativo in febbraio, deve produrre elettricità in caso di emergenza. Nel credito di impegno fino al 2026, i due rami del Parlamento hanno accettato di liberare i 485 milioni chiesti dal Governo.

Il plenum ha pure approvato un credito di impegno di 46,5 milioni per i generatori di emergenza, durante quattro inverni. Questi gruppi elettrogeni contribuiscono all'approvvigionamento energetico del Paese e i costi in caso di penuria sarebbero ben più elevati. La Camera del popolo ha inoltre concesso 10 milioni al fine di finanziare la campagna attualmente in corso per sensibilizzare ai risparmi di energia.