22.1050 · Interrogazione · 2022-09-26
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Le scorte obbligatorie sono concepite per far fronte a eventuali crisi di approvvigionamento e situazioni di penuria. Coprono il fabbisogno di un determinato prodotto per un periodo di tempo prestabilito. Per quanto riguarda il petrolio, sono previste scorte di benzina, diesel, olio da riscaldamento e cherosene. Il Consiglio federale prescrive che per i primi tre combustibili le scorte devono coprire il fabbisogno di 4,5 mesi, mentre per il cherosene quello di 3 mesi. Quest'anno, alla luce della guerra in Ucraina e dei livelli parzialmente bassi del Reno, le società petrolifere devono attingere alle scorte di benzina e diesel. L'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese ha autorizzato gli operatori a sciogliere una parte delle loro scorte (fonte: CH-Media del 29.8.2022).
L'associazione privata Carbura gestisce miliardi di litri di carburante. Sorveglia e controlla i processi di stoccaggio obbligatorio di tutti i prodotti derivati dal petrolio, la cui quantità è in netto calo. Stando alla Strategia energetica 2050, prima o poi i combustibili fossili dovranno essere sostituiti completamente. È ovvio, nel contempo, che l'allestimento di scorte obbligatorie è un compito sovrano che non va interrotto in caso di necessità. Non esistono però obiettivi strategici della Confederazione, a parte la prescrizione del periodo che le scorte devono coprire. E non vi è neppure un obbligo di rendicontazione e quindi nessuna possibilità, per le commissioni parlamentari di vigilanza, di valutare la situazione.
Alla luce di queste considerazioni chiedo al Consiglio federale di rispondere alla seguente domanda: Non sarebbe più logico riconoscere a Carbura lo status di unità autonoma della Confederazione?
Stellungnahme des Bundesrates
La costituzione di scorte obbligatorie, come del resto l'intero approvvigionamento economico del Paese, poggia sulla cooperazione tra Stato ed economia: il legislatore fissa gli orientamenti strategici che permettono di determinare quali beni devono essere stoccati e in quali quantità. Questo approccio è fondato sull'effettivo fabbisogno dei diversi beni economici e permette quindi di adeguare gradualmente le scorte in base ai cambiamenti che intervengono nella società. Le aziende interessate si occupano di gestire le scorte secondo le regole fissate dalla Confederazione. La merce in questione, tuttavia, rimane in ogni momento di loro proprietà. L'obbligo delle scorte è concretizzato in appositi contratti che l'Ufficio federale per l'approvvigionamento economico del Paese (UFAE) stipula con le aziende. Qualsiasi modifica richiede pertanto il suo consenso scritto.
Secondo l'articolo 16 della legge sull'approvvigionamento economico del Paese (LAP; RS 531), i settori economici interessati hanno la possibilità di costituire dei fondi di garanzia. Questi fondi devono essere gestiti da organizzazioni di auto-aiuto di diritto privato (cosiddette "organizzazioni delle scorte obbligatorie") dei rispettivi settori.
Le risorse del fondo possono essere utilizzate unicamente per coprire le spese di deposito sostenute dalle aziende, per compensare le fluttuazioni di prezzo e per ammortizzare le merci (art. 22 dell'ordinanza sull'approvvigionamento economico del Paese; OAEP; RS 531.11). La costituzione, l'adeguamento e lo scioglimento dei fondi di garanzia e dei loro statuti sono subordinati all'approvazione del DEFR (art. 16 LAP). L'UFAE, dal canto suo, vigila sui fondi di garanzia e sugli enti incaricati di amministrarli (art. 17 LAP).
La supervisione e il controllo da parte del Parlamento coprono tutte le attività dell'Amministrazione federale relative alle scorte obbligatorie. In base all'articolo 153 della legge sul Parlamento (RS 171.10), i compiti sovrani delegati a Carbura, ovvero il controllo delle scorte obbligatorie e la concessione o il ritiro dei permessi generali d'importazione, sono anch'essi soggetti alla supervisione e al controllo del Parlamento. Un cambiamento di status, come quello proposto dall'autore dell'interrogazione, non apporterebbe alcun valore aggiunto al sistema delle scorte obbligatorie.
Le organizzazioni in questione, tra cui Carbura, perseguono principalmente degli scopi privati. Forniscono servizi, ad esempio nell'ambito dell'importazione e del finanziamento dei costi di stoccaggio. Rappresentano inoltre gli interessi delle aziende nei confronti della Confederazione e fungono da intermediarie tra Stato ed economia. Poiché questo sistema si è dimostrato valido nel corso degli ultimi decenni, il Consiglio federale non vede la necessità di modificare questa ripartizione dei compiti nel settore delle scorte.
Risposta del Consiglio federale.