Assicurazione malattie obbligatoria. Ripartizione degli utili e delle perdite realizzati sui mercati finanziari tra le riserve e gli accantonamenti tecnici
22.1068 · Interrogazione · 2022-12-12
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Nel 2021 gli assicuratori-malattie del settore obbligatorio hanno investito 18,1 miliardi sui mercati finanziari, realizzando utili per circa 600 milioni. Tra le passività di bilancio, i 18,1 miliardi figurano nelle riserve e negli accantonamenti tecnici. I 600 milioni sono invece stati interamente attribuiti alle riserve (risposte del Consiglio federale all'interpellanza 22.3597 e alla domanda 22.7837).
1. Dei 18,1 miliardi investiti sui mercati finanziari nel 2021, quanto figura, tra le passività di bilancio, nelle riserve e quanto invece negli accantonamenti tecnici?
2. Perché gli utili ottenuti sugli investimenti di accantonamenti tecnici sono stati attribuiti alle riserve e non agli accantonamenti tecnici?
3. Qual è l'importo del patrimonio investito dagli assicuratori-malattie sui mercati finanziari nel 2022? Quanto di questo patrimonio figura, tra le passività di bilancio, nelle riserve e quanto invece negli accantonamenti tecnici?
4. Quali rendimenti (probabilmente negativi) hanno ottenuto gli assicuratori-malattie sugli investimenti finanziari nel 2022? Su quali importi? Qual è l'impatto di questi rendimenti sulle riserve? E sugli accantonamenti tecnici?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Gli accantonamenti tecnici e le riserve sono due voci differenti delle passività di bilancio di un'impresa. Gli accantonamenti tecnici comprendono i costi di cure già effettuate ma non ancora fatturate (art. 13 cpv. 2 della legge sulla vigilanza sull'assicurazione malattie, LVAMal; RS 832.12). La stima delle prestazioni erogate ma non ancora fatturate è inclusa nel bilancio annuale alla voce accantonamenti tecnici (capitale di terzi, passività). Alla fine del 2021 ammontavano a circa 6 miliardi di franchi.
Le riserve, invece, garantiscono la solvibilità dell'assicuratore (art. 14 cpv. 1 LVAMal) e corrispondono al valore residuo degli attivi al netto del capitale di terzi. Le riserve rappresentano quindi il valore che rimane dopo il pagamento di tutti gli obblighi finanziari. Le riserve e gli accantonamenti non devono necessariamente essere destinati a investimenti di capitale, ma possono anche essere coperti da altri conti figuranti tra gli attivi, per esempio su un conto corrente o un conto debitore. Pertanto, non è possibile attribuire chiaramente gli investimenti di capitale né alle riserve né agli accantonamenti tecnici.
2. Il risultato degli investimenti di capitale (sia positivo che negativo) non ha alcun effetto sull'importo degli accantonamenti tecnici. Il fabbisogno di tali accantonamenti viene calcolato a prescindere da questo fattore sulla base di metodi attuariali riconosciuti (cfr. anche risposta alla domanda 1).
3. e 4. Gli assicuratori comunicheranno questi valori all'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) nel primo trimestre del 2023. Queste informazioni sono inoltre pubblicate annualmente nei rapporti di attività degli assicuratori e sono esaminate da revisori esterni che ne attestano la correttezza. L'UFSP le pubblica dopo verifica secondo il diritto in materia di vigilanza. Come già sottolineato nella risposta alla domanda 1, non è possibile attribuire chiaramente gli investimenti di capitale a singole voci della passività.
Si può presupporre che nel 2022 il rendimento finanziario sarà negativo. Alla fine di luglio del 2022, in occasione della presentazione dei premi 2023, gli assicuratori avevano stimato un rendimento negativo degli investimenti di 800 milioni per il 2022. Visto l'andamento registrato sui mercati finanziari da luglio, questa perdita è probabilmente cresciuta. Ciò comporterà una riduzione delle riserve. Le perdite sugli investimenti non hanno tuttavia alcun effetto sull'importo degli accantonamenti tecnici (cfr. risposta alla domanda 2).
Risposta del Consiglio federale.