22.3027 · Interpellanza · 2022-02-28
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
La recente decisione giudiziaria che autorizza la denominazione "Gruyère made in Winconsin" è un affronto per i produttori svizzeri di Gruyère, prodotto registrato come denominazione d'origine protetta. Invito il Consiglio federale a indicare quali strumenti possiede la Svizzera per garantire una migliore tutela dei nostri prodotti DOP.
Begründung
A inizio gennaio, nello Stato della Virginia (USA) un giudice ha decretato che il nome "Gruyère" è una denominazione generica e quindi la denominazione "Gruyère made in Winsconsin" è legale.
Tale decisione giudiziaria è un vero e proprio affronto per i produttori svizzeri di questo prodotto autentico e di qualità, che esige competenze specifiche e che dal 2001 si fregia della DOP (denominazione d'origine protetta).
Pur sostenendo, naturalmente, quanto intrapreso sul piano giudiziale dall'Interprofessione svizzera del Gruyère e dal Sindacato interprofessionale francese del Gruyère per fare appello contro questa decisione, invito il Consiglio federale a indicare di quali strumenti dispongono la Svizzera e le nostre organizzazioni professionali per garantire a tutti i nostri prodotti DOP la migliore tutela possibile e come intende rafforzarla.
È fondamentale che i nostri produttori, i quali si premurano di rispettare scrupolosamente il metodo di fabbricazione dei prodotti DOP, siano protetti contro una simile assurda decisione giudiziaria: ne va della credibilità della nostra economia, senza contare poi le conseguenze nefaste sulle esportazioni dei nostri prodotti.
Stellungnahme des Bundesrates
La Confederazione deplora qualsiasi utilizzo della denominazione d'origine protetta (DOP) "Gruyère" per prodotti non conformi all'elenco degli obblighi, sia in Svizzera sia all'estero. Questo principio prevale per tutte le indicazioni geografiche (IG) svizzere. È per questo che la Svizzera è attiva per una migliore protezione delle IG sul piano multilaterale e bilaterale.
Sul piano multilaterale, l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) e l'Istituto federale della proprietà intellettuale (IPI) si impegnano nell'ambito di negoziati e discussioni in seno all'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) e all'Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI) per una migliore protezione delle IG. Nel 2021 la Svizzera ha aderito all'Atto di Ginevra dell'Accordo di Lisbona che è la base del sistema internazionale di registrazione e di protezione delle IG gestito dall'OMPI.
Dalla sua entrata in vigore, il 1° dicembre 2021, questa adesione permette ai beneficiari svizzeri di DOP e di indicazioni geografiche protette (IGP), ma anche di denominazioni d'origine controllata (DOC) viticole, di accedere a un sistema internazionale di registrazione delle loro IG e di ottenerne la protezione nelle parti contraenti.
Sul piano degli accordi bilaterali e conformemente alla mozione 12.3642, "Il Consiglio federale è incaricato di regolamentare d'ora in poi l'utilizzo delle denominazioni di provenienza geografica al momento della firma degli accordi commerciali ed economici bilaterali e di quelli di libero scambio". Questo mandato riafferma la strategia perseguita dalla Svizzera da decenni.
L'accordo tra la Confederazione Svizzera e la Comunità europea sul commercio di prodotti agricoli (RS 0.916.026.81) è di fondamentale importanza. Prevede il riconoscimento reciproco delle IG di vini, distillati e altri prodotti agricoli e derrate alimentari.
La Svizzera ha altresì concluso accordi bilaterali sulla protezione delle IG con alcuni Stati terzi come la Russia, la Giamaica e la Georgia. Il nostro Paese si adopera per ottenere sistematicamente un alto livello di protezione delle sue IG, anche nel quadro degli accordi commerciali preferenziali e, se possibile, sulla base di un elenco di denominazioni. Processi di questo genere sono in corso segnatamente con il Mercosur e la Moldavia. Il loro risultato, tuttavia, dipende sempre dalle ambizioni di tutte le parti, compresi i partner della Svizzera in seno all'Associazione europea di libero scambio (AELS), nonché da tutti gli aspetti considerati in un accordo commerciale.
La Confederazione sostiene inoltre le associazioni di categoria sul piano internazionale in virtù dell'articolo 16b della legge sull'agricoltura (RS 910.1) e a tal fine può assumersi una parte dei costi derivanti dalle procedure intraprese dalle filiere.
Al fine di potenziare la posizione delle IG nel contesto internazionale, l'IPI e l'UFAG sostengono oriGIn, l'Associazione mondiale dei produttori di prodotti d'origine con la quale collaborano per la promozione delle IG come strumento di sviluppo sostenibile.
Risposta del Consiglio federale.