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22.3071 · Interpellanza · 2022-03-03

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande e preoccupazioni:

1. Com'è possibile che armi da fuoco come i fucili d'assalto "Sig Sauer 551" siano finiti nelle mani dei combattenti sauditi nella guerra civile yemenita, nonostante l'inasprimento della legge sul materiale bellico nel 2021, che vieta la vendita di armi a Paesi in conflitto?

2. Alla luce delle nuove prove circa l'uso di queste armi per scopi letali, il Consiglio federale intende forse tornare sui suoi passi per quanto riguarda l'esportazione di materiale bellico in Arabia Saudita?

3. Come poteva il Consiglio federale ignorare che la vendita di un Pilatus svizzero agli Stati Uniti, modificabile da questi ultimi senza alcun obbligo di giustificazione al momento dell'acquisto, fosse in realtà di grande importanza strategica nel bombardamento di diversi siti in Afghanistan?

4. Perché il Consiglio federale si ostina a mantenere il PC-12 nella categoria degli aerei civili, quando invece la sua idoneità e la sua convertibilità in un aereo per missioni speciali sono ormai indiscusse?

Begründung

La questione, già trattata dal Consiglio nazionale nel 2021 , ha ora trovato eco nella stampa nazionale e concorrerà presto ad alimentare il disdegno di coloro che stentano a riconoscere nei recenti titoli dei media la piena sincerità del nostro Stato nella sua missione di neutralità. In effetti - come rivelato congiuntamente da RTS, SRF, RSI, NZZ am Sontag e dall'ONG Lighthouse Reports - sono proprio svizzere le armi che vengono attualmente utilizzate dai combattenti sauditi nella guerra civile in Yemen , così come lo erano gli aerei PC-12 impiegati durante le missioni di ricognizione prima del bombardamento di diversi siti in Afghanistan . Alla luce del fatto che la Svizzera - culla del CICR e delle Convenzioni di Ginevra - ha inasprito l'anno scorso la sua legislazione sull'esportazione di armi, com'è concepibile che la tradizione umanitaria del nostro Paese venga sacrificata sull'altare di un profitto senza volto, come quello di una guerra? Dobbiamo urgentemente prendere in mano la situazione e definire chiaramente la linea di condotta da adottare in futuro: vogliamo essere una nazione a cui stanno a cuore la dignità e i diritti umani o una che si presenta al mondo con la croce rossa in una mano e un fucile d'assalto made in Switzerland nell'altra?

(1) SEILER GRAF Priska, interpellanza 21.3865, "La Svizzera vìola il diritto della neutralità?", 17.06.2021

(2) RTS, "Des fusils suisses au coeur d'une guerre sale au Yemen", 23.02.2022

(3) RTS, "Un Pilatus suisse impliqué dans un bombardement meurtrier en Afghanistan", 23.02.2022

Stellungnahme des Bundesrates

Domande 1 e 2:

Nel 2006, quando il Consiglio federale aveva approvato l'esportazione dei fucili d'assalto in questione, vigeva ancora un regime di autorizzazione meno restrittivo. Nell'ordinanza concernente il materiale bellico (OMB, RS 514.511) mancavano ad esempio i motivi d'esclusione per l'esportazione di materiale bellico, in particolare il divieto di esportare questo tipo di materiale verso Paesi che vìolano i diritti umani in modo grave e sistematico (art. 5 cpv. 2 lett. b OMB). In quel momento, inoltre, non vigeva una situazione di conflitto paragonabile a quella attuale nello / in Yemen. Contrariamente a quanto affermato recentemente da alcuni media, l'esportazione di fucili d'assalto in Arabia Saudita non è più consentita dal 2008 in virtù della nuova situazione giuridica. De facto la Svizzera autorizza da anni soltanto l'esportazione di pezzi di ricambio e di munizioni speciali per sistemi di difesa antiaerea forniti dal nostro Paese in passato. Non sussiste pertanto la necessità di un intervento. Per gli stessi motivi il Parlamento ha respinto a giugno 2021 la mozione Seiler Graf (18.4138) "Stop all'esportazione di materiale bellico ai Paesi coinvolti nella guerra in Yemen".

La preoccupazione espressa nella presente interpellanza non è nuova e, come nei casi precedenti, è dovuta in particolare al fatto che la nuova situazione giuridica e la rispettiva prassi del Consiglio federale non hanno quasi mai trovato spazio nei media.

Domande 3 e 4:

A questo proposito il Consiglio federale rimanda alla sua risposta del 13 febbraio 2013 all'interpellanza Evi Allemann (12.4215) "Aeromobili PC-12 NG Spectre. Fornitura problematica di armamenti", perché da allora la situazione non è cambiata. Nei suoi elenchi armonizzati a livello internazionale la legislazione sul controllo dei beni a duplice impiego comprende soltanto velivoli costruiti o modificati specificatamente per scopi militari. Gli aerei di tipo PC-12 NG e del modello successivo PC-12 NGX esportati dalla Svizzera sono versioni civili standard che, secondo le conoscenze della SECO, non presentano specifiche militari. L'esportazione di questi aerei non è quindi soggetta all'obbligo di autorizzazione sancito dalla legge sul controllo dei beni a duplice impiego (RS 946.202). Gli aerei civili esportati dalla Svizzera verso gli Stati Uniti e poi modificati per scopi militari e trasferiti a Paesi terzi sono soggetti esclusivamente alle norme di controllo delle esportazioni degli USA.

Anche altri aerei civili fabbricati da imprese straniere possono essere successivamente dotati di attrezzature militari, ma non per questo sono soggetti - nella loro versione civile - a controlli all'esportazione.

A questo proposito occorre ricordare che il Parlamento ha già affrontato in precedenza la proposta di derogare al principio dei controlli delle esportazioni armonizzati a livello internazionale nell'ambito della legislazione sul controllo dei beni a duplice impiego, ma finora non l'ha mai accolta.

Risposta del Consiglio federale.