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22.3325 · Interpellanza · 2022-03-18

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale stima che da qui all'estate la Svizzera potrebbe accogliere 50 000 ucraini. Al momento, il 40 per cento dei rifugiati ha meno di 18 anni. È quindi fondamentale integrare rapidamente questi giovani nelle nostre scuole (scuola dell'obbligo e tirocinio) e nelle nostre università.

A prima vista, l'integrazione nei livelli di formazione superiori (SUP, scuole universitarie e PF) dovrebbe risultare più facile rispetto all'integrazione nella scuola dell'obbligo o nella formazione professionale. Per le scuole universitarie, che collaborano già sul piano internazionale e conoscono i curriculum ucraini, organizzarsi per accogliere gli studenti ucraini e permettere loro di proseguire gli studi in Svizzera non dovrebbe comportare grossi problemi.

Più complicata appare invece questa integrazione per il livello primario e secondario, oltre che per la formazione professionale. Gli alunni di questi cicli non parlano inglese e provengono da un sistema completamente diverso da quello elvetico. Il numero cospicuo di alunni ucraini e i traumi che potenzialmente si portano dietro costituiscono una grande sfida per gli attori del nostro sistema formativo. Il gruppo Verde liberale rivolge quindi al Consiglio federale le seguenti domande:

1. la SEFRI ha previsto una strategia concreta per aiutare i centri di formazione che dovranno potenzialmente accogliere molti rifugiati, che non parlano nessuna delle nostre lingue, hanno seguito un percorso scolastico completamente diverso dal nostro e per i quali occorrerà chiedersi in quale ciclo e livello formativo sia più opportuno integrarli?

2. il Consiglio federale ha definito una strategia di coordinamento fra i diversi attori (Cantoni, organizzazioni del mondo del lavoro, centri di formazione, ecc.)?

3. le scuole e i Comuni che hanno accolto i primi rifugiati hanno dovuto organizzarsi da soli. Il Consiglio federale prevede degli aiuti concreti da destinare ai centri di formazione e ai Cantoni per l'accoglienza di questi giovani ucraini?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Il Consiglio federale condivide il parere dell'autrice dell'interpellanza: è fondamentale integrare rapidamente i giovani rifugiati ucraini nel sistema formativo svizzero.

I Cantoni, competenti per la scuola dell'obbligo, i licei e l'orientamento professionale, universitario e di carriera, possono avvalersi di procedure e misure convalidate per l'integrazione scolastica e la promozione delle competenze linguistiche, pensate appositamente per gli alunni con una lingua madre diversa da quella locale. Nel ciclo obbligatorio, i bambini ucraini vengono solitamente integrati nelle classi normali, in base all'età dell'alunno. Se ciò non fosse possibile, per esempio perché il numero di alunni ucraini è troppo alto, verranno create apposite classi. In un primo tempo l'obiettivo sarà imparare la lingua locale.

La competenza per la formazione professionale, invece, è ripartita fra Confederazione, Cantoni e organizzazioni del mondo del lavoro. Le strutture esistenti sono flessibili fino a un certo punto. Per poter intraprendere una formazione professionale di base, occorre come minimo un livello linguistico B1.

2. Il Consiglio federale ritiene che le persone che ottengono lo status di protezione S devono poter partecipare alla vita sociale e professionale durante la permanenza in Svizzera. Solamente il dialogo fra i Cantoni, i partner sociali e gli altri attori coinvolti può permettere di trovare rapidamente soluzioni. Per quanto riguarda la formazione professionale, questo dialogo ha luogo nel quadro della Conferenza tripartita della formazione professionale.

3. Il sostegno scolastico è di norma una responsabilità cantonale. Sono già state messe a punto alcune offerte formative, in particolare per quanto riguarda l'informazione preliminare, la consulenza e la promozione di lingue e competenze di base. Il Consiglio federale esprime profonda gratitudine a Comuni e scuole, che hanno agito rapidamente e svolto un lavoro notevole. Allo scopo di sostenere i Cantoni nello svolgimento dei loro compiti, il Consiglio federale ha deciso di adottare ulteriori misure a sostegno delle persone con lo status di protezione S per permettere loro di partecipare alla vita sociale ed economica in Svizzera. Il Consiglio federale ha approvato un contributo finanziario per i Cantoni di 3000 franchi a persona per permettere in particolare l'acquisizione della lingua, l'accesso al mercato del lavoro e il finanziamento di offerte a sostegno delle famiglie e dei bambini.

Risposta del Consiglio federale.