22.3399 · Interpellanza · 2022-05-09
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
1. Perché il Consiglio federale non punta a insediare una rappresentanza diplomatica ad Asmara?
2. Perché non vi sono finora stati colloqui diretti tra il Consiglio federale e il presidente Afewerki?
3. Su quali criteri di valutazione si fonda la Confederazione per stabilire se in un determinato Paese vi è una situazione di pericolo?
4. Qual è attualmente la situazione dei richiedenti l'asilo eritrei in Svizzera?
- Numero di Eritrei in Svizzera (di cui richiedenti l'asilo e persone ammesse provvisoriamente)?
- Numero di nascite, per anno, tra il 2015 e il 2021?
- Numero di persone beneficianti dell'aiuto sociale?
- Numero di persone che ricorrono al soccorso d'emergenza?
5. Come si presenta l'aiuto in loco?
- A quanto ammonta l'impegno finanziario della Svizzera in Eritrea?
- Come si è sviluppato tra il 2015 e il 2021?
Le domande summenzionate sono poste in relazione a un rapporto sulle torture subite da un cittadino eritreo la cui domanda d'asilo è stata respinta.
1. e 2.
A mio parere, una valutazione neutrale sulla situazione in Eritrea è possibile soltanto se vi è una rappresentanza permanente ad Asmara. Soltanto in contatto con il regime è possibile affrontare, discutere ed eventualmente risolvere i problemi sollevati. Di sicuro il rifiuto di intrattenere colloqui (poiché l'Eritrea non è uno Stato di diritto) non risolve alcun problema! Le richieste di contattare attivamente il regime eritreo per negoziare un accordo di riammissione (mozione Geissbühler 11.3831 del 26 settembre 2011) e di promuovere il ritorno in patria degli Eritrei senza timore di persecuzione (mozione Geissbühler 15.4126 del 15 dicembre 2015) sono già state presentate. La situazione in Eritrea è migliorata in diversi settori (sanità, formazione, economia) e molti richiedenti l'asilo lasciano il loro Paese esclusivamente perché sono stati chiamati a prestare servizio nell'esercito.
L'obbligo di assolvere servizio militare non può essere accettato come motivo d'asilo, dato che è previsto nella maggior parte dei Paesi. In caso contrario si può presumere che gli Svizzeri che si rifiutano di fare il servizio militare ottengano asilo ad esempio in Germania?
In questa ottica, insediare una rappresentanza diplomatica in Vaticano non sembra avere molto senso (dato che non vi sono problemi con questo Stato).
3. Nei media la prassi vigente in materia d'asilo è messa in discussione in base a una dichiarazione di un richiedente l'asilo eritreo respinto.
4.e 5.
La valutazione della necessità di risolvere attivamente i problemi dipende da queste cifre.
Stellungnahme des Bundesrates
1. La competenza diplomatica per l'Eritrea è detenuta dall'ambasciata svizzera in Sudan, che dispone di un buon accesso presso le autorità eritree e intrattiene scambi regolari con il governo eritreo. Questa competenza per accreditamento speciale non presenta alcun inconveniente all'atto pratico. L'ambasciata svizzera organizza regolarmente missioni ad Asmara. Inoltre, delegazioni provenienti da Berna si sono recate in Eritrea a più riprese negli ultimi anni, da ultimo nell'ottobre 2019. Dal 2018 la Svizzera dispone anche di un posto di lavoro nell'ambasciata tedesca ad Asmara, dove le attività diplomatiche e consolari dei due Paesi restano tuttavia strettamente separate. Infine, la Svizzera prepara attualmente la nomina di un inviato speciale per il Corno d'Africa, il cui mandato includerà l'Eritrea. Il Consiglio federale disporrà quindi di uno strumento supplementare per tutelare gli interessi della Svizzera in questo Paese.
2. Anche se il Consiglio federale non ha finora discusso direttamente con il presidente eritreo Afwerki, vi sono contatti di alto livello tra il governo svizzero e quello eritreo. Infatti, i consiglieri federali Simonetta Sommaruga e Didier Burkhalter, nel 2016, e successivamente il consigliere federale Ignazio Cassis, nel 2018 e nel 2019, si sono intrattenuti direttamente con il ministro eritreo degli affari esteri Osman Saleh. Nell'ottobre 2021 il consigliere speciale del presidente eritreo, Yemane Gebreab, è inoltre stato ricevuto in Svizzera dai segretari di Stato Livia Leu e Mario Gattiker.
A livello tecnico e in collaborazione con la Germania, la Svezia e la Norvegia, la Svizzera conduce pure un dialogo che serve in particolare da base per la cooperazione in materia migratoria. Svariati incontri hanno potuto essere organizzati prima della pandemia di COVID-19.
3. Responsabile della procedura d'asilo, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) esamina ogni domanda d'asilo in maniera individuale e accurata. Segue costantemente la situazione nei Paesi di origine e di provenienza dei richiedenti l'asilo. Intrattiene scambi intensi con esperti internazionali di diversi settori come pure con le autorità migratorie di altri Paesi europei e l'Agenzia dell'Unione europea per l'asilo. Fondandosi sulle conoscenze acquisite in tal modo, la SEM definisce e se necessario adegua la prassi svizzera in materia di asilo e allontanamento, tenendo conto della giurisprudenza del Tribunale amministrativo federale (TAF).
La SEM esamina ogni singolo caso per determinare se ritornando nel Paese d'origine il richiedente l'asilo rischia di subire pregiudizi ai sensi dell'articolo 3 della legge sull'asilo e se deve pertanto essere riconosciuto come rifugiato. Se il richiedente non adempie la qualità di rifugiato, occorre in un secondo tempo determinare, tenendo conto della giurisprudenza del TAF, se l'esecuzione del suo allontanamento è ammissibile, ragionevolmente esigibile e possibile ai sensi dell'articolo 83 della legge federale sugli stranieri e la loro integrazione.
In linea di massima, i rimpatri sono ragionevolmente esigibili, anche se l'interessato rischia di essere convocato nel servizio nazionale eritreo. Se l'esame dell'incarto mostra tuttavia che un ritorno in patria metterebbe verosimilmente in pericolo l'esistenza della persona, quest'ultima è ammessa provvisoriamente a motivo dell'inesigibilità dell'esecuzione del suo allontanamento.
4.
I richiedenti l'asilo eritrei in cifreNumero Eritrei in Svizzera (stato al 31 marzo 2022)42 818- di cui richiedenti l'asilo316- di cui persone ammesse provvisoriamente9105Nascite di cittadini eritreiAnnoNumero20151013201613362017132820181347201912842020113520211247Numero di beneficiari dell'aiuto sociale2020*30 595Numero di beneficiari del soccorso d'emergenza2020*695
*Le cifre del 2021 non sono ancora disponibili
Numero: dei 42 818 cittadini eritrei recensiti in Svizzera, 33 032 fanno parte della popolazione residente permanente, di cui 8623 sono titolari di un permesso di domicilio (permesso C) e 24 409 di un permesso di dimora (permesso B). In ciascuno dei due gruppi, una netta maggioranza possiede lo statuto di rifugiato (permesso C: 7874; B: 21 645).
316 persone si trovano in procedura d'asilo (permesso N) e 9105 persone sono ammesse provvisoriamente (permesso F). 363 persone si trovano in fase di aiuto al ritorno dopo aver ricevuto una decisione d'asilo negativa corredata di una notifica di allontanamento. Due persone sono titolari di un permesso di soggiorno di breve durata (meno di 12 mesi).
Nascite: la grande maggioranza dei neonati sono figli di rifugiati e sono inclusi nello statuto di rifugiato dei genitori (2021: 1187). I restanti neonati sono nati da genitori senza statuto di rifugiato (2021: 60).
Aiuto sociale: sono recensiti tutti i cittadini eritrei che hanno beneficiato dell'aiuto sociale nel 2020, a prescindere che si tratti dell'aiuto sociale nel settore dell'asilo e dei rifugiati (somme forfettarie globali) o dell'aiuto sociale economico e anche a prescindere dal titolo di soggiorno. I richiedenti l'asilo alloggiati nei centri federali d'asilo (CFA) che ricevono prestazioni in natura e un importo per le piccole spese a titolo di "aiuto sociale" non sono rilevati.
Soccorso d'emergenza: sono rilevati tutti i cittadini eritrei che hanno beneficiato del soccorso d'emergenza nel 2020. I richiedenti l'asilo respinti alloggiati nei CFA che ricevono prestazioni in natura e un importo per le piccole spese a titolo di "aiuto sociale" non sono rilevati.
5. Dopo una fase pilota di ripresa della cooperazione allo sviluppo con l'Eritrea nel 2017, la Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) ha commissionato, nel 2109, una valutazione indipendente dei progetti sostenuti. In base alle constatazioni e raccomandazioni della valutazione, il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) ha deciso di proseguire la sua cooperazione con una nuova fase di tre anni (2020-2023) nel settore della formazione professionale e un impegno finanziario massimo di sei milioni di franchi.
L'aiuto pubblico allo sviluppo (APS) bilaterale della Confederazione in Eritrea è ammontato a 5,7 milioni di franchi tra il 2015 e il 2021. Questo importo include quasi esclusivamente progetti sostenuti tramite organizzazioni attive in loco dalla DSC, dalla SEM e dalla Divisione Pace e diritti umani; vi si aggiungono borse universitarie concesse in maniera mirata dalla Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l'innovazione a studenti eritrei, per una quota minima (circa l'1 % sul periodo).
APS bilaterale della Confederazione per l'Eritrea (in mio. di franchi svizzeri):
2015201620172018201920202021*Totale Confederazione0,20,32,00,90,90,41,05,7
* dati provvisori
Risposta del Consiglio federale.