22.3404 · Interpellanza · 2022-05-09
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Per proteggere i minori dagli abusi sessuali, da tempo la Commissione europea prevede di introdurre un cosiddetto controllo delle chat, che mira a una sorveglianza sistematica di massa delle comunicazioni private alla ricerca di contenuti correlati all'abuso di minori. Tutti i fornitori di servizi di posta elettronica, messaggistica o altri servizi di comunicazione saranno obbligati a ricercare in maniera completamente automatizzata le comunicazioni sospette e a segnalarle alle autorità. Questo obbligo può implicare la decrittazione di messaggi criptati o la perquisizione diretta dei dispositivi finali.
In seguito alla veemente opposizione di organizzazioni di tutela dei diritti civili, il pacchetto di legge ha dovuto essere rielaborato a più riprese e posticipato e si prevede che sarà adottato nelle prossime settimane. Per quanto legittimo possa apparire il fine, altrettanto fondamentali sono le questioni correlate alla nostra sfera privata, alla nostra protezione dei dati e in ultimi analisi ai nostri diritti fondamentali che il mezzo solleva.
Prego il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:
1. È a conoscenza di questo progetto normativo dell'UE?
2. In che misura i cittadini della Svizzera sarebbero toccati da questa legge UE?
3. In che misura i servizi di messaggeria e altri fornitori di mezzi di comunicazione elettronica in Svizzera sarebbero toccati da questo obbligo?
4. Il previsto controllo delle chat è compatibile con la concezione svizzera della protezione dei dati e in particolare con i nostri diritti fondamentali democratici?
5. Una tale sorveglianza di massa delle persone in Svizzera costituisce un'ingerenza nei nostri diritti di libertà proporzionata al perseguimento dell'obiettivo?
6. Una soppressione della comunicazione criptata potrebbe causare nuovi problemi, ad esempio la perquisizione per trovare contenuti diversi dall'abuso di minori o la creazione di lacune tecniche di sicurezza?
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale è a conoscenza del fatto che la Commissione europea, in data 11 maggio 2022, ha proposto una nuova legislazione per la prevenzione e la lotta contro gli abusi sessuali online su minori. Il nuovo progetto legislativo obbliga i fornitori a individuare, segnalare e rimuovere il materiale relativo ad abusi sessuali su minori presente nei loro servizi. I fornitori sono inoltre chiamati a valutare e ad attenuare il rischio che i loro servizi vengano utilizzati impropriamente. In una fase successiva, il Parlamento europeo e il Consiglio decideranno in merito a questa proposta.
2 e 3. Non è ancora possibile valutare se e in quale misura i servizi di messaggistica e gli altri fornitori di mezzi di comunicazione elettronica in Svizzera come pure la popolazione in generale saranno toccati da questa regolamentazione.
4 e 5. Secondo l'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU; RS 0.101) nonché l'articolo 13 della Costituzione federale (Cost.; RS 101), ognuno ha diritto al rispetto della sua sfera privata. Di conseguenza, le condizioni e la procedura di autorizzazione relative alla sorveglianza del traffico delle telecomunicazioni sono regolamentate in Svizzera in modo rigoroso sul piano legale. La sorveglianza del contenuto delle telecomunicazioni è possibile in Svizzera soltanto se sono adempiute le condizioni di cui agli articoli 269 e seguenti del Codice di procedura penale (CPP; RS 312.0) e degli articoli 70 e seguenti della Procedura penale militare (PPM; RS 322.1). Ogni misura di sorveglianza è inoltre esaminata sul piano materiale da parte del tribunale competente. Alle sorveglianze del Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) si applica la legge federale del 25 settembre 2015 sulle attività informative (LAIn; RS 121), che prevede ugualmente una procedura di autorizzazione giudiziaria e politica (art. 27 cpv. 2 LAIn). Queste norme rigorose garantiscono il rispetto dei diritti della personalità degli interessati in Svizzera. Per poter eseguire nuove misure di sorveglianza di massa in assenza di autorizzazione giudiziaria, occorrerebbe procedere nel nostro Paese a una modifica radicale delle pertinenti basi legali.
6. La ricerca preventiva, generale e indifferenziata di contenuti di comunicazioni private secondo criteri predefiniti proposta dalla Commissione europea rappresenta una nuova forma di lotta alla criminalità non contemplata dall'attuale diritto svizzero in materia di sorveglianza. La proposta della Commissione europea non contiene dettagli tecnici e delega pertanto l'attuazione tecnica ai fornitori che dovrebbero essere assistiti da un nuovo centro europeo indipendente. Le sfide tecniche e giuridiche legate a un sistema complesso di questo tipo non vanno sottovalutate.
Un'eventuale attuazione di questa proposta comporta una serie di rischi e potrebbe condurre a un indebolimento o a una soppressione della crittografia. I potenziali cibercriminali potrebbero sfruttare le lacune tecniche così emerse o manipolare i criteri di ricerca. Inoltre la ricerca potrebbe essere estesa in un secondo momento ad altri criteri rispetto a quelli precedentemente menzionati. In questo contesto, occorrerà attendere per vedere se la nuova legislazione UE entrerà in vigore e, se del caso, quale sarà il suo contenuto. Soltanto allora sarà possibile valutare la rilevanza di queste norme per gli utenti svizzeri di Internet e di servizi di messaggistica.
Risposta del Consiglio federale.