22.3429 · Mozione · 2022-05-10
Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sviluppare una strategia militare e di difesa che sulla base di scenari plausibili descriva concretamente le azioni militari e specifici metodi operativi d'impiego in caso di evento reale, chiarisca il ruolo della Svizzera in Europa in materia di politica di sicurezza e provveda in tal modo all'uniformità del sistema complessivo militare. In tal merito verrà presentato un rapporto al Parlamento sotto forma di libro bianco.
Dalla fine della Guerra fredda la Svizzera non dispone di alcuna strategia militare e di difesa che descriva i compiti dell'esercito in caso di evento reale. Questa lacuna non viene colmata nemmeno con il Rapporto sulla politica di sicurezza 21.070.
La lacuna deve pertanto essere urgentemente colmata a livello di Consiglio federale. L'urgenza è ancora maggiore perché l'attacco russo all'Ucraina, del tutto inaccettabile e contrario al diritto internazionale, ha cambiato radicalmente l'ordinamento di pace e sicurezza europeo.
Per sviluppare un'adeguata strategia di difesa, non basta fare genericamente riferimento all'insicurezza della situazione militare in Europa. Ciò presuppone piuttosto scenari plausibili, un'adeguata cognizione della moderna strategia bellica e delle capacità di aggressori identificabili. Occorre analizzare sia i mezzi e le misure dell'attacco che quelli della difesa e trarne le giuste conclusioni.
Le esperienze in Ucraina confermano il cambiamento fondamentale della strategia bellica che è risultato evidente in altri teatri di guerra, come in Armenia/Azerbaigian, Siria, Yemen, Libia e nella regione del Tigrè in Etiopia. Missili balistici a corto raggio, missili guidati, missili da crociera e droni sono stati elementi centrali nella prima ondata dell'attacco russo all'Ucraina.
Di conseguenza nella difesa non si sente parlare quasi per niente di aerei da combattimento. Il carico maggiore della difesa è sostenuto piuttosto da eccellenti mezzi d'esplorazione, dalla difesa terra-aria a corta e media distanza e, soprattutto nella prima fase, da armi di fanteria come i sistemi missilistici spalleggiabili.
La strategia di difesa della Svizzera deve riflettere questo fondamentale cambiamento della strategia bellica, chiarire il futuro ruolo della Svizzera nella cooperazione europea in materia di sicurezza e, sulla base di una strategia di politica estera esplicitamente formulata, individuare offerte negoziali orientate al progetto per i nostri partner.
Begründung
Il Consiglio federale è incaricato di sviluppare una strategia militare e di difesa che sulla base di scenari plausibili descriva concretamente le azioni militari e specifici metodi operativi d'impiego in caso di evento reale, chiarisca il ruolo della Svizzera in Europa in materia di politica di sicurezza e provveda in tal modo all'uniformità del sistema complessivo militare. In tal merito verrà presentato un rapporto al Parlamento sotto forma di libro bianco.
Dalla fine della Guerra fredda la Svizzera non dispone di alcuna strategia militare e di difesa che descriva i compiti dell'esercito in caso di evento reale. Questa lacuna non viene colmata nemmeno con il Rapporto sulla politica di sicurezza 21.070.
La lacuna deve pertanto essere urgentemente colmata a livello di Consiglio federale. L'urgenza è ancora maggiore perché l'attacco russo all'Ucraina, del tutto inaccettabile e contrario al diritto internazionale, ha cambiato radicalmente l'ordinamento di pace e sicurezza europeo.
Per sviluppare un'adeguata strategia di difesa, non basta fare genericamente riferimento all'insicurezza della situazione militare in Europa. Ciò presuppone piuttosto scenari plausibili, un'adeguata cognizione della moderna strategia bellica e delle capacità di aggressori identificabili. Occorre analizzare sia i mezzi e le misure dell'attacco che quelli della difesa e trarne le giuste conclusioni.
Le esperienze in Ucraina confermano il cambiamento fondamentale della strategia bellica che è risultato evidente in altri teatri di guerra, come in Armenia/Azerbaigian, Siria, Yemen, Libia e nella regione del Tigrè in Etiopia. Missili balistici a corto raggio, missili guidati, missili da crociera e droni sono stati elementi centrali nella prima ondata dell'attacco russo all'Ucraina.
Di conseguenza nella difesa non si sente parlare quasi per niente di aerei da combattimento. Il carico maggiore della difesa è sostenuto piuttosto da eccellenti mezzi d'esplorazione, dalla difesa terra-aria a corta e media distanza e, soprattutto nella prima fase, da armi di fanteria come i sistemi missilistici spalleggiabili.
La strategia di difesa della Svizzera deve riflettere questo fondamentale cambiamento della strategia bellica, chiarire il futuro ruolo della Svizzera nella cooperazione europea in materia di sicurezza e, sulla base di una strategia di politica estera esplicitamente formulata, individuare offerte negoziali orientate al progetto per i nostri partner.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Come già espresso nel parere in merito all'interpellanza 22.3170 del 16 marzo 2022 (Ip. Seiler-Graf; Comunicazione di crisi discordante e contraddittoria. Il Consiglio federale verifica le procedure?), i compiti dell'esercito per la protezione e la difesa del Paese e della popolazione sono disciplinati in maniera chiara. A tale proposito non vi sono lacune. I rapporti sulla politica di sicurezza del Consiglio federale, che contengono un'analisi delle minacce e dei pericoli prevedibili, costituiscono la base per la politica di sicurezza svizzera e per l'esercito quale uno degli strumenti per l'attuazione di quest'ultima. La tendenza a strategie di conflitto ibride viene descritta nel rapporto sulla politica di sicurezza. Su questa base l'esercito aggiorna l'ulteriore sviluppo delle capacità di cui necessita per adempiere i suoi compiti, inclusi gli impieghi in diverse situazioni.
In questi documenti e in queste pianificazioni degli ultimi anni, il DDPS e l'esercito hanno già tenuto costantemente conto del notevole peggioramento della situazione in materia di sicurezza, delle mutate forme di conflitto e dell'aumento della minaccia di conflitti armati. Lo dimostrano i documenti di base sul futuro della difesa aerea, sull'ammodernamento delle truppe di terra e sul rafforzamento della ciberdifesa. In questi documenti vengono indicate le capacità necessarie all'esercito per proteggere e difendere la Svizzera e la sua popolazione. Le prime indicazioni della guerra in Ucraina sul piano militare confermano la correttezza delle pianificazioni finora effettuate e delle capacità che derivano, anche per quanto riguarda l'importanza dei mezzi per la protezione dello spazio aereo.
La guerra in Ucraina avrà ripercussioni durature sulla situazione europea in materia di sicurezza. Pertanto il DDPS analizzerà le conseguenze della guerra sul piano della politica di sicurezza e formulerà i risultati sotto forma di rapporto complementare, in stretta collaborazione con gli altri due dipartimenti rappresentati nella Delegazione Sicurezza, ovvero il DFAE e il DFGP. Il rapporto complementare valuterà le conseguenze della guerra rispetto alle considerazioni principali del Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 per quanto concerne l'analisi della situazione, i principi, gli interessi e gli obiettivi ed esaminerà gli eventuali adeguamenti necessari. Il rapporto illustrerà in particolare le ripercussioni sulla situazione europea in materia di sicurezza e le possibilità di una maggiore cooperazione internazionale, in particolare per l'esercito. Il rapporto sarà presentato al Consiglio federale entro l'autunno.
Inoltre il Consiglio federale sottolinea che in futuro, in ogni legislatura, sarà sottoposta al Parlamento una pianificazione dell'esercito basata sulle capacità in una nuova forma di messaggio sull'esercito ("Messaggio basato sulle capacità"). Con questa procedura i valori chiave e l'orientamento dell'esercito e delle sue capacità vengono definiti con un orizzonte temporale di dodici anni, sulla base del rapporto del Consiglio federale sulla politica di sicurezza, che in futuro sarà anch'esso disponibile una volta per ogni legislatura. In tal modo si rendono possibili una pianificazione e un ulteriore sviluppo dell'esercito continui, a lungo termine e basati sulle necessarie capacità militari.
In considerazione di tutto ciò, il Consiglio federale non vede alcun motivo per l'elaborazione di ulteriori rapporti o di un "libro bianco" sull'esercito.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.