Certificazione antimafia rilasciata dallo Stato italiano anche per gli appalti pubblici in Svizzera
22.3658 · Postulato · 2022-06-15
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di valutare la possibilità e le eventuali necessità di modifiche del quadro legislativo affinché la Confederazione e le aziende da essa detenute possano chiedere nell'ambito di appalti pubblici la presentazione del certificato antimafia italiano sia alle aziende partecipanti sia a quelle beneficiarie di subappalti che hanno la sede principale (casa madre) in Italia. Alfine di non creare inutili oneri burocratici è ipotizzabile considerare solo appalti pubblici con un volume finanziario rilevante. La valutazione dovrebbe considerare la possibile ripresa della pratica anche da parte dei Cantoni.
Begründung
In Italia, società, imprese e consorzi devono produrre e consegnare la certificazione antimafia per partecipare ad appalti pubblici e altre forniture di servizi erogate dalle pubbliche amministrazioni. Il certificato antimafia è un documento che viene rilasciato a seguito di accertamento della "mancanza di cause di decadenza, sospensione o divieto e di tentativi di infiltrazione mafiosa (secondo la legge 575 italiana), verso soggetti che vogliono instaurare rapporti con la pubblica amministrazione". Con la certificazione si attesta che il richiedente non ha a suo carico misure di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, divieto/obbligo di soggiorno, condanna o sentenza definitiva o non definitiva per contraffazione, traffico illecito di rifiuti, scambio elettorale politico-mafioso, associazione a delinquere (anche di tipo straniero), sequestro di persona a scopo di estorsione. La certificazione è rilasciata dalle Prefetture competenti italiane per territorio in seguito alla consultazione di una specifica banca dati di scala nazionale dove sono riportate eventuali cause di decadenza/sospensione/divieto previste dall'articolo 67 del D. Lgs. 159/2011, anche l'esistenza di eventuali tentativi di infiltrazione mafiosa. Si tratta di un documento divenuto corrente nella relazione tra aziende e Stato in Italia. Il valore aggiunto generato è rilevante, senza particolari oneri burocratici. Considerata la necessità di alzare il livello di protezione nei confronti delle infiltrazioni di stampo mafioso in Svizzera, è opportuno valutare l'opportunità di chiedere questo documento nel quadro degli appalti pubblici della Confederazione e delle aziende detenute dalla Confederazione a tutte le aziende postulanti con sede principale (casa madre) in Italia. Trattandosi di un documento ufficiale e corrente in Italia, esso genera un valore aggiunto immediato e significativo a tutela del sistema economico e degli appalti pubblici della Confederazione e dei Cantoni.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale è ben consapevole dei pericoli che le organizzazioni criminali e il crimine organizzato comportano anche nel settore degli appalti pubblici. Gli offerenti che sono stati condannati per aver commesso un crimine (ad es. riciclaggio di denaro), che hanno fatto ricorso a pratiche corruttive o hanno sottoscritto accordi illeciti in materia di concorrenza non devono essere ammessi alla procedura di aggiudicazione di una commessa pubblica.
Il presente postulato è l'occasione giusta per esaminare se il certificato antimafia italiano può essere utilizzato in Svizzera come misura di lotta contro la corruzione negli appalti pubblici.
Il Consiglio federale propone di accogliere il postulato.