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22.3855 · Mozione · 2022-06-17

Dipartimento della difesa, della protezione della popolazione e dello sport

Liquidato

Wortlaut

In adempimento della sua promessa del 30 maggio 2007 di "legare la detenzione da parte dei militari attivi di munizioni da tasca al loro domicilio alla situazione che domina la politica di sicurezza", il Consiglio federale è incaricato di adottare imme-diatamente le misure necessarie affinché tali militari si vedano nuovamente conse-gnare la munizione da tasca idonea alla loro arma personale.

Begründung

In Svizzera il soldato non è un semplice coscritto. È un cittadino che si avvale del suo diritto sovrano di portare un'arma e del suo obbligo nei confronti del Paese di difenderlo in caso di necessità. L'origine del concetto di cittadino soldato risale alla democrazia ateniese dell'antichità: ogni cittadino avente il diritto di partecipare all'assemblea che governa la città aveva l'obbligo di dotarsi, a proprie spese, di un'arma e di uno scudo e di combattere con gli altri all'interno della falange. Ciò spiega perché, all'origine del concetto di cittadino soldato, l'obbligo di difendere i propri è l'equivalente del diritto politico di gestire gli affari comuni.

Oggi in Europa, la Svizzera è l'unico Paese in cui questo concetto è ancora in vigore; qui infatti si può vedere il corollario della democrazia diretta che il nostro Paese è il solo a praticare. Così, da noi, il giovane, la ragazza che adempie il suo obbligo militare, si vede consegnare la sua arma personale in prestito e la porta a casa dopo ogni servizio.

I militari ricevevano anche la cosiddetta munizione da tasca per poter entrare in servizio completamente equipaggiati in caso di mobilitazione. Considerando che un soldato in uniforme equipaggiato con un'arma costituisce un potenziale bersaglio, si pensava allora alla necessità, anche al di fuori degli scenari di invasione, di garantire la loro sicurezza personale.

Alcuni anni fa, ritenendo che in Europa regnasse una pace che alcuni immaginavano duratura, si è smesso di consegnare loro questa munizione da tasca. Unitamente alla maggioranza della classe politica, il Consiglio federale ha quindi cessato di vedere il soldato come un cittadino che fa il suo dovere per considerarlo piuttosto una minaccia per la sicurezza domestica.

La guerra in Ucraina ci ricorda tragicamente quanto fragile possa essere la pace e quanto, nel XXI secolo, possa scoppiare improvvisamente un conflitto nel nostro continente. L'Esercito svizzero lo aveva già capito reintroducendo e ricominciando ad addestrare, dopo averla imprudentemente abbandonata, la mobilitazione come mezzo per rispondere a una minaccia inattesa.

L'evoluzione della situazione in Europa giustifica il fatto di andare fino in fondo: è tempo di ridare ai soldati la loro munizione da tasca. È anche un atto di fiducia nei confronti di coloro che prestano servizio, un contratto morale che lo Stato deve riattivare.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Nel 2007 il Parlamento ha accolto la mozione 07.3277 "Consegna della munizione da tasca" della Commissione della politica di sicurezza del Consiglio degli Stati. Il Consiglio federale è stato incaricato di rinunciare alla consegna della munizione da tasca. La decisione di allora fu una conseguenza degli omicidi e dei suicidi commessi con armi dell'esercito.

L'ultima volta che il Consiglio federale ha condotto una valutazione completa della situazione di minaccia è stato nel Rapporto sulla politica di sicurezza del novembre 2021. Le considerazioni principali continuano a essere applicabili. La guerra in Ucraina avrà ripercussioni durature sulla situazione della sicurezza. Per questo motivo l'impatto della guerra sulla prontezza futura dell'esercito viene costantemente valutato. Una minaccia militare diretta di un attacco terrestre contro la Svizzera rimane tuttavia improbabile a breve e medio termine.

Il Consiglio federale ritiene pertanto che ritornare sulla decisione del Parlamento del 2007 non sia attualmente giustificato.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.