22.3871 · Mozione · 2022-06-28
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Nel dossier relativo all'Unione europea (UE), il Consiglio federale è incaricato di:
1. trovare soluzioni / un accordo sostenibile con le parti sociali che definisca il modo in cui gli interessi della Svizzera in materia di protezione dei salari e delle istituzioni sociali svizzere possano essere considerati nei rapporti fra la Svizzera e l'UE;
2. presentare periodicamente un rendiconto al Parlamento circa l'avanzamento dei negoziati fra le parti sociali;
3. valutare con l'UE la possibilità di definire clausole di salvaguardia nelle questioni centrali inerenti alla libera circolazione delle persone e di presentare queste considerazioni al Parlamento, in particolare per quanto riguarda le opere sociali e la protezione dei salari svizzeri (estensione delle misure d'accompagnamento).
Una minoranza della Commissione (Portmann, Aebi, Büchel, Farinelli, Geissbühler, Gössi, Grüter, Köppel, Page, Schillinger) propone di respingere la mozione.
Begründung
Il motivo principale per la rottura dei negoziati riguardanti un accordo quadro istituzionale con l'UE è stato la disdetta unilaterale da parte del Consiglio federale, nel 2018, delle condizioni quadro e degli obblighi in materia di partenariato sociale nella politica europea. Fintanto che questo consenso a livello di partenariato sociale e la fiducia non saranno stati ripristinati, il sostegno interno per ogni ulteriori passo verso una buona relazione bilaterale fra la Svizzera e l'UE rimane un'illusione. Pertanto, prima che la Svizzera faccia nuovamente concessioni all'UE, occorre ripristinare il partenariato sociale nel dossier UE. Questo è il compito primario del Consiglio federale che va ora affrontato senza indugio. L'obiettivo da raggiungere è un impegno, all'interno del nostro Paese, fra le parti sociali e quei partiti che vogliono la continuazione di una relazione istituzionale fra la Svizzera e l'UE, affinché la protezione dei salari e del sistema sociale sia garantita in ogni futuro accordo fra la Svizzera e l'UE.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
1. Il Consiglio federale riconosce l'importanza delle parti sociali nel contesto della politica europea. In occasione dei negoziati riguardanti l'Accordo istituzionale ha quindi già tenuto conto delle loro richieste difendendo chiaramente la condizione della protezione salariale svizzera. Anche le parti sociali sono state sistematicamente coinvolte in tutte le fasi dei negoziati. Per questo motivo, all'inizio del 2019, il Consiglio federale ha tenuto ampie consultazioni con i più importanti attori svizzeri, tra cui appunto anche le parti sociali, coinvolte sistematicamente e coerentemente nella ricerca congiunta di soluzioni alle tre questioni ancora aperte.
Ciò è avvenuto sia ai massimi livelli, cioè durante le riunioni delle delegazioni del Consiglio federale, sia a livello operativo.
Questo approccio inclusivo è stato applicato anche dopo la fine dei negoziati relativi all'Accordo istituzionale. In particolare, le parti sociali sono state coinvolte nel lavoro sul margine di manovra in politica interna per ridurre le differenze normative tra la legislazione svizzera e quella dell'UE. Il 3 maggio 2022 si è inoltre tenuto un incontro tra la Consigliera federale Karin Keller-Sutter, il Consigliere federale Guy Parmelin e i massimi rappresentanti delle parti sociali. I risultati delle discussioni e dei relativi lavori saranno valutati nei colloqui esplorativi attualmente in corso presso la Commissione europea. Il Consiglio federale ritiene quindi già adempiuta la mozione e propone pertanto di respingerla.
In vista di eventuali nuovi negoziati con l'UE, il Consiglio federale continuerà a dialogare con le parti sociali. Nonostante svolgano un ruolo importante in questo ambito, ci sono ulteriori questioni da risolvere che richiedono il coinvolgimento di altre cerchie. Nel farlo, il Consiglio federale tiene conto degli interessi complessivi della Svizzera.
2. In conformità con i requisiti legali, le Commissioni della politica estera (CPE) vengono costantemente informate e, se necessario, consultate in merito alle questioni di politica europea rilevanti. Un rendiconto regolare al Parlamento, invece, nella misura in cui quest'ultimo si riunisca pubblicamente, comporterebbe la divulgazione della posizione negoziale della Svizzera e delle relative considerazioni tattiche. Questo approccio ostacola la riuscita della negoziazione.
3. In base alla clausola generale di salvaguardia secondo l'articolo 14 capoverso 2 dell'ALC , e a condizione che l'UE accetti, "in caso di gravi difficoltà di ordine economico o sociale" la Svizzera potrebbe adottare già oggi misure aggiuntive che si discostino temporaneamente dall'accordo.
Se e in quale forma saranno necessarie ulteriori clausole di salvaguardia dipende da quali eccezioni potranno essere concordate all'interno dei negoziati previsti con l'UE al fine di proteggere gli interessi fondamentali della Svizzera nel settore della libera circolazione delle persone. Come indicato al punto 2, anche le CPE vengono informate o consultate in merito, in conformità con i requisiti di legge.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.