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22.3910 · Interpellanza urgente · 2022-09-14

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Il gas e l'elettricità stanno diventando sempre più costosi, anche a causa della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina. Oltre ai consumatori privati, sono soprattutto le PMI svizzere a soffrire per il forte rincaro dell'elettricità. Per molte aziende l'aumento dei prezzi è insopportabile e in alcuni casi minaccia addirittura la loro esistenza. In questo contesto ci si chiede come sgravare le PMI dall'impennata delle tariffe.

Il Consiglio federale è pertanto invitato a rispondere alle seguenti domande.

1. Cosa sta facendo il Consiglio federale per tutelare le PMI dall'aumento dei prezzi dell'elettricità?

2. Ritiene che ci sia la possibilità di concedere crediti alle PMI per i cosiddetti casi di rigore, analogamente a quanto avvenuto durante la crisi legata al COVID?

3. Dove ravvisa la possibilità di aumentare ulteriormente la quantità o la produzione di elettricità per ottenere un effetto di riduzione dei prezzi?

a. In ambito idrico, una riduzione dei "deflussi residuali" potrebbe generare, ad esempio, secondo le stime, una produzione aggiuntiva di elettricità fino a 1,4 TWh (circa 0,6 TWh di elettricità invernale). Questa produzione aggiuntiva potrebbe essere valutata sul mercato e, una volta detratte le spese di gestione, potrebbe essere rimborsata ai clienti finali tramite Swissgrid. Con un prezzo di 1000.00 franchi / TWh, si tratterebbe di circa 600 milioni. Come valuta il Consiglio federale questo potenziale? È disposto a creare una base legale?

b. Anche una riduzione dell'operatività e dei processi produttivi, soprattutto nei settori ad alto fabbisogno di energia, potrebbe aumentare la sicurezza dell'approvvigionamento. Come valuta il Consiglio federale questo potenziale? È disposto a esaminare eventuali misure con questi settori?

4. Il Consiglio federale o il DATEC sono disposti ad avvalersi della facoltà di emanare ordinanze secondo l'articolo 13 capoverso 3bis OAEl e a ridurre il tasso d'interesse calcolatorio per il capitale immobilizzato nella rete elettrica (costo medio ponderato del capitale, "Weighted Average Cost of Capital", WACC)? Il Consiglio federale condivide l'opinione secondo cui questa misura potrebbe fornire ai clienti finali dell'elettricità uno sgravio finanziario di centinaia di milioni?

Stellungnahme des Bundesrates

Ad 1, 2 e 4: Il Consiglio federale è consapevole delle sfide che il rincaro dell'elettricità comporta per le aziende sul libero mercato. Ha quindi incaricato il gruppo di lavoro interdipartimentale (DATEC, DEFR, DFI, DFGP) di valutare la necessità di eventuali misure e la forma che potrebbero assumere, tenendo conto degli sviluppi sui mercati dell'energia e del loro impatto sui nuclei familiari e sull'economia.

Si valutano sia le misure di intervento sul mercato dell'energia elettrica, sia le misure di sostegno per le aziende colpite.

Il gruppo di lavoro interdipartimentale presenterà al Consiglio federale i risultati della sua valutazione nell'ottobre 2022. Per ora è necessario attendere i risultati dei lavori in corso.

Ad 3: Il Consiglio federale non ritiene che un ulteriore aumento della quantità di elettricità disponibile possa avere un effetto di riduzione dei prezzi in Svizzera, perché per questi ultimi sono determinanti i prezzi all'ingrosso in Europa.

a) Le stime sull'energia idroelettrica descritte nell'interpellanza presuppongono una riduzione dei deflussi residuali a 0, il che non è realistico. Il Consiglio federale sta esaminando una riduzione temporanea di tali deflussi per alcuni impianti idroelettrici di nuova concessione.

b) Le aziende con un elevato fabbisogno di elettricità hanno un incentivo economico a consumare meno elettricità possibile. Al di sopra di un certo livello di prezzo conviene rinunciare alla produzione e rivendere sul mercato l'elettricità già acquistata. Il Consiglio federale è favorevole a un approccio autonomo del settore privato e per il momento non vede la necessità di un intervento da parte dello Stato.

Risposta del Consiglio federale.