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22.3928 · Mozione · 2022-09-15

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

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Wortlaut

Il Consiglio federale, in collaborazione con l'Unione svizzera dei produttori di verdura, è incaricato di aggiornare appena possibile l'allegato 1 dell'ordinanza sulla liberazione secondo l'OIEVFF (RS 916.121.100) (le cosiddette fasi effettivamente amministrate), tenendo conto degli attuali periodi di produzione indigeni (stagione) nonché del potenziale nei prossimi 10 anni e rispettando gli impegni assunti dalla Svizzera nel quadro dell'OMC.

Begründung

Negli anni '90, con il passaggio al sistema d'importazione a due fasi, sono state stabilite le fasi effettivamente amministrate. Per molte verdure tali fasi non sfruttano il margine di manovra previsto dall'OMC e negli ultimi 30 anni non sono state adeguate. In questo periodo, però, grazie al progresso tecnologico, ma anche a causa dei cambiamenti climatici, le possibilità di coltivazione sono notevolmente evolute. Anche il comportamento in materia di consumo non è più paragonabile a quello di 30 anni fa. Inoltre, le fasi effettivamente amministrate includono periodi in cui in Svizzera non si produce più e pertanto rappresentano un ostacolo amministrativo per il commercio.

Nell'estate 2021 i media hanno riportato che immediatamente prima della cosiddetta fase effettivamente amministrata era stato necessario distruggere dei pomodori svizzeri, poiché il commercio prediligeva merce d'importazione più vantaggiosa. Non si è trattato di un caso isolato. Al di fuori di tale periodo protetto gli orticoltori indigeni incontrano sempre più difficoltà a posizionare sul mercato la loro merce coltivata nel rispetto di condizioni sempre più severe (Iv.Pa. 19.475).

Nello stesso anno il Parlamento ha accolto la mozione 19.3624 Promozione del consumo di frutta e verdura prodotte localmente. Nel rapporto in adempimento dei postulati 20.3931/21.3015 il Consiglio federale ribadisce la volontà di promuovere la produzione vegetale sostenibile per il consumo umano. Nel 2022 diverse associazioni del settore orticolo hanno sottoscritto l'accordo intersettoriale di riduzione dello spreco alimentare.

La Svizzera corre il rischio di non raggiungere gli obiettivi politici in materia di sostenibilità poiché il commercio pone priorità sbagliate a causa della crescente concorrenza sui prezzi. Se per motivi correlati ai prezzi il prodotto indigeno è sostituito con merce importata e di conseguenza distrutto, il carico per l'ambiente è di gran lunga maggiore, la Svizzera non ha più alcun potere decisionale in materia di condizioni di produzione, trasferisce i problemi all'estero e perde credibilità nei confronti della produzione indigena in quanto la obbliga a produrre prodotti sostenibili da destinare al macero.

Un aggiornamento delle fasi amministrate secondo le possibilità attuali (cfr. elenco in basso) contribuirebbe inoltre a incrementare il grado di autoapprovvigionamento in verdure visto che per la produzione e il commercio si applicherebbero nuovamente le stesse condizioni quadro e quindi si prediligerebbero le verdure svizzere a quelle importate.

Con un semplice adeguamento delle fasi effettivamente amministrate, il Consiglio federale, nello specifico l'Ufficio federale dell'agricoltura, può apportare un prezioso contributo al raggiungimento degli obiettivi e assicurare pari opportunità ai commercianti, in modo che per questi non sussistano svantaggi concorrenziali. L'adeguamento rispetta gli impegni assunti dalla Svizzera sul piano internazionale.

Fasi effettivamente amministrate da aggiornare (nuovi periodi):

Cicoria rossa: fase effettivamente amministrata dal 15.5. al 15.3.

Porro foodtainer: fase effettivamente amministrata dal 1.7. al 31.1.

Lollo: fase effettivamente amministrata dal 1.3. al 1.12.

Lattuga romana nana: fase effettivamente amministrata dal 15.4. al 17.11.

Prezzemolo riccio: fase effettivamente amministrata dal 15.4. al 12.12.

Prezzemolo liscio: fase effettivamente amministrata dal 15.4. al 12.12.

Rabarbaro: fase effettivamente amministrata dal 30.3. al 21.6.

Melanzane: fase effettivamente amministrata dal 1.6. al 15.10

Batavia: fase effettivamente amministrata dal 1.3. al 31.12

Cavoli cinesi: fase effettivamente amministrata dal 10.4. al 1.3.

Cetrioli nostrani: fase effettivamente amministrata dal 15.4. al 7.10.

Cetrioli per insalata (serra): fase effettivamente amministrata dal 15.4. al 8.10.

Coste: fase effettivamente amministrata dal 1.3. al 15.12.

Porri verdi: fase effettivamente amministrata dal 1.3. al 15.2.

Cavoletti di Bruxelles: fase effettivamente amministrata dal 9.9. al 25.1.

Romanesco: fase effettivamente amministrata dal 1.6. al 30.11.

Spinaci: fase effettivamente amministrata dal 1.3. al 7.12.

Sedano coste: fase effettivamente amministrata dal 1.5. al 31.12.

Pomodori: fase effettivamente amministrata dal 1.5. al 20.10.

Pomodori ciliegia (cherry): fase effettivamente amministrata dal 1.5. al 20.10.

Pomodori peretti: fase effettivamente amministrata dal 1.5. al 20.10.

Cicoria di coltura forzata: fase effettivamente amministrata dal 15.10. al 15.5

Cicoria bianca di Milano: fase effettivamente amministrata dal 15.6. al 15.2.

Cipolle rosse e bianche: fase effettivamente amministrata dal 7.6. al 15.5.

Cavoli ricci senza testa: fase effettivamente amministrata dal 1.9. al 1.3.

Pak-Choi: fase effettivamente amministrata dal 10.4. al 30.11.

Cavoli a punta: fase effettivamente amministrata dal 15.4. al 15.3.

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

Stellungnahme des Bundesrates

Dall'introduzione delle fasi effettivamente amministrate, circa 30 anni fa, la coltivazione di verdura in Svizzera è fortemente mutata. Nel complesso, in questo periodo la superficie orticola è cresciuta, passando da 12'300 a 16'400 ettari (+33 %) e quella delle serre è aumentata da 286 a 473 ettari (+65 %). A titolo d confronto, la popolazione residente permanente è invece cresciuta del 25 per cento circa.

In questi 30 anni le abitudini alimentari della popolazione svizzera e le loro esigenze in materia di qualità nei confronti degli alimenti hanno subito profondi cambiamenti. I produttori orticoli svizzeri ne hanno tenuto conto, ampliando la loro produzione sostenuta da un'elevata protezione doganale. Per quanto concerne le colture in pieno campo, l'adeguamento è stato favorito dal fatto che con il riscaldamento climatico anche i periodi vegetativi si sono allungati. Tra i fattori limitanti si annoverano il crescente fabbisogno irriguo e la maggiore frequenza con cui si verificano eventi meteorologici avversi. Da questo punto di vista è vantaggioso coltivare in serra, dove le condizioni di coltivazione sono controllate e quindi hanno un impatto positivo per quanto concerne l'adempimento dei requisiti qualitativi nonché richiedono un minore impiego di prodotti fitosanitari. Lo svantaggio di questo metodo di coltivazione è indubbiamente quello delle emissioni di CO2 nell'ambiente, soprattutto se comparato con le regioni di coltivazione più calde. L'Unione svizzera dei produttori di verdura (USPV) ne è consapevole e, congiuntamente con il commercio, ha deciso di azzerare l'utilizzo di combustibili fossili entro il 2040 nella coltivazione in serra.

Per 27 verdure la mozione propone di modificare le fasi effettivamente amministrate. Concretamente si tratta dei periodi durante i quali l'Ufficio federale dell'agricoltura (UFAG) può liberare l'importazione ad aliquote di dazio basse (quantitativi parziali del contingente doganale) soltanto se l'offerta indigena non copre la domanda. Secondo la mozione, per 7 prodotti la fase effettivamente amministrata dovrebbe iniziare più tardi e/o finire prima in modo che sia ridotta di 1-6 settimane, mentre per 16 verdure andrebbe prolungata di 2-10 settimane. Ad esempio, per i pomodori, che sono la principale coltura in serra, la fase effettivamente amministrata dovrebbe iniziare un mese prima (maggio) e terminare 3 settimane dopo, mentre per la batavia, che è la principale coltura in pieno campo, tale fase dovrebbe iniziare 2 settimane prima e terminare 3 settimane dopo. La mozione chiede altresì che 4 prodotti finora non amministrati, per esempio il romanesco, lo siano per 6 mesi. Già tempo fa l'USPV aveva presentato all'UFAG le richieste contenute nella presente mozione. Questi le aveva però respinte al mittente, chiedendo che i produttori e il commercio formulassero una richiesta consensuale, cosa che non è avvenuta.

L'incremento della protezione doganale richiesto, che interesserebbe prevalentemente le importazioni dall'UE, avrebbe varie conseguenze. Il prolungamento della sicurezza dello smercio per i prodotti indigeni si tradurrebbe in un aumento dei prezzi al consumo. Secondo l'Ufficio federale di statistica nel settore ortofrutticolo questi prezzi in Svizzera si situano già mediamente del 42 per cento al di sopra del livello UE. L'ampliamento dell'amministrazione dei quantitativi parziali del contingente doganale comporterebbe anche un maggiore dispendio amministrativo per le aziende. Inoltre, la tematica dello spreco alimentare e dell'autoapprovvigionamento nel contesto della sicurezza alimentare menzionata nella mozione va oltre i singoli casi citati. Per affrontare queste sfide, nel suo rapporto in adempimento del postulato 18.3829 (Piano d'azione contro lo spreco alimentare) il Consiglio federale ha avanzato proposte di più ampia portata.

Per i motivi suesposti, il Consiglio federale respinge la mozione. Tuttavia, in linea di principio, non è contrario al fatto che l'UFAG esamini in maniera approfondita una modifica dell'ordinanza sulla liberazione secondo l'OIEVFF (RS 916.121.100) ed eventualmente la invii in consultazione nell'ambito di un pacchetto di ordinanze agricole. Una richiesta consensuale da parte della produzione e del commercio è un requisito fondamentale a tal fine. Va garantito che la protezione doganale per la verdura fresca non sia incrementata nel complesso e che sia preservato il potere d'acquisto.

Le richieste di prolungamento delle fasi effettivamente amministrate per determinate verdure vanno compensate altrove mediante riduzioni dei dazi. Infine nella ponderazione degli interessi devono essere incluse la compatibilità con gli impegni internazionali assunti dalla Svizzera nonché le ripercussioni sulla politica commerciale, sull'ambiente e sui consumatori.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.

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