22.3965 · Mozione · 2022-09-21
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un progetto di modifica della legge federale sull'Assemblea federale (RS 171.10) e della legge federale sulle finanze della Confederazione (RS 611.0) al fine di estendere il referendum facoltativo ai decreti federali sui crediti d'impegno e sui limiti di spesa che comportano nuove spese uniche o ricorrenti a partire da un determinato importo.
Begründung
Le uscite della Confederazione sono in costante aumento; dal 1990 hanno registrato un incremento del 160 per cento e ammontano ora a circa 80 miliardi di franchi (v. preventivo 2022). Oggi i tagli di bilancio sono difficili da attuare, in particolare a causa della crescente quota di uscite vincolate. È perciò necessario individuare nuove modalità per contenere un apparato statale in espansione. L'UDC chiede che il Popolo sia interpellato. Sarebbe corretto coinvolgere i contribuenti in decisioni che, per loro, nel lungo periodo possono tradursi in costi supplementari. Come ha dimostrato nel 2001 accettando a larga maggioranza il freno all'indebitamento, la popolazione svizzera è estremamente attenta alle questioni finanziarie. Se al Popolo viene data la possibilità di avvalersi del referendum, la politica finanziaria risulterà più ragionevole dal momento che soprattutto il ceto medio risente direttamente delle conseguenze degli aumenti delle imposte.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Le Camere federali si sono a più riprese interrogate sull'opportunità di integrare i diritti popolari con un referendum finanziario. L'ultima volta risale al 2018, quando hanno respinto i pertinenti interventi parlamentari su proposta delle proprie commissioni delle istituzioni politiche (17.446 n Iv. Pa. Gruppo UDC Introduzione del referendum finanziario; 18.417 n Iv. Pa. Bäumle Introduzione di un referendum finanziario facoltativo a livello federale; 17.4318 s Mo. Minder Introduzione del referendum finanziario facoltativo a livello federale). I lavori più impegnativi in tale contesto sono stati svolti nel quadro dell'iniziativa parlamentare 03.401 Introduzione di un referendum finanziario, depositata dal Gruppo UDC. Il progetto della Commissione delle istituzioni politiche del Consiglio nazionale è però stato respinto a maggioranza nell'ambito della procedura di consultazione con il conseguente stralcio dal ruolo dell'iniziativa parlamentare nel 2008.
L'introduzione di un referendum finanziario facoltativo per decreti federali concernenti i crediti d'impegno e i limiti di spesa rafforzerebbe il diritto popolare di esprimersi su questioni di politica finanziaria. Una partecipazione democratica diretta più ampia avrebbe però conseguenze negative per la gestione delle spese. È probabile, ad esempio, che si verifichino ritardi nell'approvazione dei decreti in materia di spese. Sia il Parlamento che il Consiglio federale perderebbero dunque la propria flessibilità politico-finanziaria.
Mediante i limiti di spesa vengono gestite le spese ricorrenti che comprendono sia i sussidi (ad es. i pagamenti diretti all'agricoltura) sia le spese a carattere gestionale (ad es. nei settori dell'esercito o dell'educazione e ricerca). In questo caso un referendum potrebbe impedire o ritardare l'adempimento dei compiti già legittimati per legge. Perciò il Consiglio federale è contrario all'applicazione di un referendum finanziario per i limiti di spesa.
Un referendum finanziario per crediti d'impegno, che riguardano perlopiù spese uniche o spese legate a un progetto, sarebbe invece in linea di principio possibile, ma ne sarebbero interessati soltanto singoli compiti (ad es. l'acquisto di armamenti, le costruzioni o l'aiuto allo sviluppo). Inoltre, l'impegno e la reputazione della Svizzera in settori importanti come le relazioni con l'estero sarebbero compromessi. Per questi motivi il Consiglio federale ritiene che un referendum finanziario facoltativo per i crediti d'impegno non sia opportuno.
Le uscite e i debiti pubblici vengono limitati efficacemente già con altri provvedimenti istituzionali; infatti, nel 1995 è stato inserito nella Costituzione federale il freno alle spese (art. 159 cpv. 3 lett. b Cost.). Il freno alle spese garantisce che nuove spese una tantum di importo superiore a 20 milioni o nuove spese periodiche di importo superiore a 2 milioni di franchi debbano ottenere una maggioranza qualificata in entrambe le Camere prima di essere approvate. Nel 2001 è inoltre stata approvata con l'85 per cento dei voti la disposizione costituzionale sul freno all'indebitamento (art. 126 cpv. 2 Cost.). Negli ultimi 20 anni il freno all'indebitamento si è rivelato uno strumento valido per garantire una politica finanziaria sostenibile. Esso esige che la Confederazione tenga in equilibrio le sue uscite e le sue entrate, il che richiede il massimo rigore sul fronte politico-finanziario da parte del Consiglio federale e del Parlamento.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.