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22.4066 · Interpellanza · 2022-09-29

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Gli stipendi e le condizioni lavorative del personale federale finiscono regolarmente nel mirino di alcune cerchie politiche e dei media. Invito pertanto il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:

1. A quanto ammontano i costi del personale dello Stato svizzero (con e senza Cantoni e Comuni) in rapporto al PIL? E dove si colloca la Svizzera in confronto all'Europa?

2. Quali settori dell'Amministrazione federale sono cresciuti maggiormente negli ultimi 10 anni e per quali motivi?

3. L'elevato livello dei salari riportato dai media è in gran parte dovuto anche al fatto che la Confederazione ha esternalizzato sempre più i posti meno qualificati o che questi posti sono stati vittime della digitalizzazione. Il Consiglio federale è disposto a bloccare queste esternalizzazioni?

4. A quanto ammontano i costi per il personale di fornitori terzi e di società di lavoro temporaneo o di personale a prestito che lavorano per la Confederazione?

5. A quanto ammontano gli eventuali risparmi ottenuti da "reinternalizzazioni" di prestazioni altamente qualificate precedentemente acquistata da terzi a caro prezzo?

6. Quali condizioni di lavoro deve soddisfare un'azienda di cui alla domanda 4 quando lavora per la Confederazione?

7. A quanto ammontano le misure salariali negoziate con le parti sociali (rincaro e aumento dei salari reali) negli ultimi 10 anni? Qual è la differenza rispetto alle misure salariali dello stesso periodo nel settore privato?

8. Come valuta le prestazioni di PUBLICA, compresa la partecipazione a misure di risanamento, rispetto a quelle del settore pubblico (Cantoni e Comuni più grandi) e di aziende comparabili del settore privato?

Begründung

La portata dell'attacco generalizzato in atto contro i salari e le condizioni di assunzione del personale federale è senza precedenti.

Questo attacco è dovuto a uno studio di un nuovo istituto dell'Università di Lucerna, finanziato - secondo le informazioni fornite dallo stesso - esclusivamente da grandi facoltosi. Lo studio esamina l'occupazione nel settore pubblico e, in un'osservazione marginale, confronta i salari della Confederazione con quelli del al settore privato sulla base di una tesi scientificamente e metodologicamente infondata.

Lo studio, con le sue tesi insussistenti e confuse, ha scatenato un'ondata di interventi parlamentari contro il personale federale.

Così facendo si attaccano le fondamenta della politica del personale della Confederazione con affermazioni e cifre in parte semplicemente false o prive di qualsiasi fondamento.

Stellungnahme des Bundesrates

Ad domanda 1: la quota dei costi del personale della Confederazione rapportata al PIL si è attestata tra l'1,1 e l'1,2 per cento negli ultimi quattro anni. Includendo tutti i livelli statali e le assicurazioni sociali il valore si situa tra il 7,3 e il 7,8 per cento. La Svizzera presenta quindi una delle quote più basse nel contesto europeo.

Ad domanda 2: in riferimento alle spese per il personale, il settore della sicurezza è quello che è cresciuto maggiormente in termini assoluti, mentre in termini relativi l'aumento più consistente è stato registrato nel settore della sanità. Negli ultimi anni la situazione in materia di sicurezza e di criminalità è molto cambiata e ha comportato un potenziamento delle risorse per fedpol, il Corpo delle guardie di confine e il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC). Nel settore della sanità vi sono stati aumenti in particolare presso l'UFSP e l'UST, essenzialmente a seguito delle misure per combattere la pandemia di COVID-19.

Ad domanda 3: il Consiglio federale non persegue alcuna politica di esternalizzazione dei posti meno qualificati. Il rapporto tra posti qualificati e posizioni con mansioni perlopiù esecutive è mutato, poiché sono cambiati i requisiti e le esigenze dell'Amministrazione federale, dei cittadini e dell'economia. Da un lato, sono aumentate le richieste nei confronti dell'Amministrazione federale e dei suoi collaboratori e ciò si riflette in particolare anche nella creazione di nuovi posti; dall'altro, i compiti perlopiù esecutivi sono stati automatizzati o digitalizzati o lo saranno in futuro.

Ad domanda 4: nel 2021 le spese per prestazioni di terzi (personale a prestito, consulenza e prestazioni di servizi esterne; consulenza e prestazioni di servizi in ambito informatico) sono ammontate a 1,2 miliardi. Ciò corrisponde a un quinto delle spese per il personale.

Ad domanda 5: tra il 2015 e il 2022 sono stati internalizzati circa 600 posti. Iniziata dopo un'inchiesta dell'Organo parlamentare di controllo dell'amministrazione (OPCA), questa ondata di internalizzazioni ha permesso di sgravare il bilancio della Confederazione di circa 15 milioni sul lungo termine. Tuttavia, le internalizzazioni non sono finalizzate solo ad alleggerire le finanze, ma anche a ridurre i rischi reputazionali e garantire il mantenimento delle conoscenze. Di conseguenza, i risparmi conseguiti possono variare e in alcuni casi non ve n'è alcuno.

Ad domanda 6: i mandatari devono osservare le disposizioni in materia di tutela dei lavoratori e le condizioni di lavoro determinanti nel luogo della prestazione, gli obblighi di annuncio e di autorizzazione secondo la legge del 17 giugno 2005 contro il lavoro nero (LLN; RS 822.41) e le disposizioni sulla parità salariale tra donna e uomo. Le condizioni di lavoro sono quelle definite nei contratti collettivi di lavoro e nei contratti normali di lavoro oppure, in loro assenza, le condizioni di lavoro effettive, usuali per il luogo e la professione. Tali disposizioni sono contenute nelle condizioni generali (CG) della Confederazione per le commesse di prestazioni di servizio.

Ad domanda 7: negli ultimi dieci anni (2011-2021), la massa salariale dell'Amministrazione federale è aumentata del 5,1 per cento sulla base delle compensazioni del rincaro e degli aumenti reali dello stipendio. Nello stesso periodo, secondo le indagini salariali condotte da UBS, l'aumento medio della massa salariale dell'economia nazionale è stato pari all'8,0 per cento.

Ad domanda 8: uno studio comparativo dei principali istituti di previdenza di diritto privato e pubblico commissionato da PUBLICA all'inizio del 2022 ha mostrato che PUBLICA versa rendite di vecchiaia elevate. Le buone prestazioni sono dovute a contributi di risparmio consistenti versati dagli impiegati e dal datore di lavoro. Le rendite di invalidità si collocano nella media rispetto al gruppo di confronto. Presso PUBLICA il rischio di risanamento non è ripartito equamente tra datore di lavoro e impiegati. Gli eventuali contributi di risanamento sono sì sostenuti in modo paritetico, ma la rimunerazione ridotta o pari a zero del capitale di previdenza, che secondo il piano di risanamento vigente sarebbe applicata in primis, è a carico degli assicurati attivi.

Risposta del Consiglio federale.