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22.407 · Iniziativa parlamentare · 2022-02-28

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Ausgangslage

Comunicato stampa della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati del 21.01.2025

Con 11 voti contro 2 la Commissione ha approvato definitivamente il suo progetto volto ad aumentare la quota di partecipazione spettante alle emittenti radiofoniche locali e alle emittenti televisive regionali al 6–8 per cento dei proventi del canone radiotelevisivo. Il progetto prevede inoltre misure generali a favore dei media finanziate mediante il canone. La Commissione intende quindi creare condizioni interessanti per un'offerta mediatica diversificata e di pari valore in tutte le regioni del Paese.

La Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati (CTT-S) ha preso conoscenza del rapporto sui risultati della consultazione relativa alle iniziative parlamentari 22.407 e 22.417. Alla luce dell’esito chiaramente positivo della consultazione, la Commissione ha approvato definitivamente il suo progetto preliminare con 11 voti contro 2 nella votazione sul complesso. Secondo tale progetto la percentuale del canone assegnata alle emittenti radiofoniche locali e alle emittenti televisive regionali, che attualmente si aggira tra il 4 e il 6 per cento dei proventi del canone, dovrebbe essere aumentata al 6–8 per cento. Le misure generali a favore dei media devono inoltre essere estese. Si dovranno sostenere gli istituti di formazione e di formazione continua, le agenzie di stampa e le organizzazioni di autoregolamentazione. Con queste misure attuabili rapidamente la CTT-S intende garantire la qualità dei media svizzeri. Una minoranza propone di non entrare in materia sul progetto poiché lo ritiene problematico segnatamente sotto il profilo democratico, dato che le misure proposte facevano parte del pacchetto a favore dei media respinto dal Popolo nel 2022. Un’altra minoranza ha proposto di abbandonare le misure di sostegno generale (11 voti contro 2).

Rispetto alla versione inviata in consultazione, la Commissione ha apportato due modifiche al suo progetto. In primo luogo, con 10 voti contro 0 e 2 astensioni, ha eliminato il riferimento ai media elettronici nelle misure di sostegno generale, poiché questo aspetto è stato criticato durante la consultazione. In secondo luogo ha esteso all’unanimità il sostegno finanziario a Mediapulse (ricerca sull’audience) per includere non solo lo sviluppo e l’acquisizione di metodi e sistemi di raccolta di dati, ma anche la loro gestione.

Comunicato stampa del Consiglio federale del 30.04.2025

Sostegno ai media: Consiglio federale favorevole a misure di rapida attuazione

I media indipendenti e pluralistici adempiono un’importante funzione in termini di politica democratica. Il Consiglio federale accoglie dunque con favore il potenziamento mirato del sostegno ai media elettronici proposto dalla Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati (CTT-S). In occasione della seduta del 30 aprile 2025 ha licenziato il proprio parere in merito al rapporto della Commissione. In tale parere, il Consiglio federale incarica il Parlamento di entrare in materia sul progetto di legge della CTT-S.

Secondo il progetto della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni del Consiglio degli Stati, in futuro le radio locali e le televisioni regionali dovrebbero beneficiare del 6-8 per cento dei proventi del canone radiotelevisivo. Oggi questa parte è del 4-6 per cento. Il progetto prevede anche un potenziamento delle misure generali esistenti (sostegno alla formazione e alla formazione continua, al Consiglio della stampa e alle prestazioni delle agenzie di stampa) e un sostegno alla gestione della Fondazione per la ricerca sull’utenza Mediapulse. La CTT-S chiede di integrare tali misure nella legge sulla radiotelevisione e di finanziarle tramite i proventi del canone. Con il suo progetto preliminare, la Commissione attua le iniziative parlamentari «Ripartizione del canone radiotelevisivo» (22.407) e «Misure di promozione a favore dei media elettronici» (22.417).

Il Consiglio federale chiede al Parlamento di entrare nel merito sul progetto della CTT-S e di approvare a larga maggioranza le modifiche che il testo prevede, ovvero l’introduzione di misure rapidamente attuabili per un rafforzamento dei media a breve e medio termine. Il possibile aumento delle quote del canone destinate alle radio locali e alle televisioni regionali assicurerebbe alle emittenti contributi di sostegno pari a quelli odierni nonostante la futura riduzione dei proventi del canone. Queste misure generali consentiranno di sostenere istituzioni del cui lavoro beneficia l’intera piazza mediatica Svizzera.

Wortlaut

Presento un'iniziativa parlamentare che prevede la modifica dell'articolo 40 capoverso 1 della legge federale del 24 marzo 2006 sulla radiotelevisione nella maniera seguente:

Art. 40 cpv. 1

Le concessioni con partecipazione al canone secondo l'articolo 68a capoverso 1 lettera b danno diritto al 6-8 per cento dei proventi del canone radiotelevisivo.

Il Consiglio federale determina:

(Seguito invariato)

Begründung

La modifica qui proposta della legge federale sulla radiotelevisione riprende uno degli elementi incontestati del pacchetto di misure a favore dei media respinto dal Popolo il 13 febbraio 2022.

Tale modifica è perfettamente giustificata oggigiorno vista la crescente importanza delle radio e delle televisioni regionali all'interno del paesaggio mediatico svizzero. Inoltre, dato che nel corso dei dibattiti che hanno portato all'adozione della legge su un pacchetto di misure a favore dei media la SSR ha accettato la diminuzione della sua aliquota di canone, nulla si oppone alla ripresa della sopraccitata modifica della LRTV, che peraltro non ha nessun legame oggettivo con il resto delle misure proposte.

L'obiettivo della modifica di legge proposta è dunque quello di riprendere un elemento incontestato del pacchetto di misure al fine di garantire al meglio la diversità dei media, specialmente nelle regioni periferiche.

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 05.06.2025

Media privati vanno sostenuti con aumento canone radio-tv

I media privati dovrebbero ricevere una quota maggiore del canone radio-tivù, ossia il 6-8% invece del 4-6% attuale. Inoltre, vanno potenziate le misure generali di sostegno ai media elettronici. È quanto ritiene il Consiglio degli Stati che oggi ha approvato (con 30 voti a 6) l'entrata in materia su un progetto di revisione legislativa che prende origine da due iniziative parlamentari in tal senso.

Quella dell'ex "senatore" Philippe Bauer (PLR/NE) vuole che le emittenti radiofoniche e televisive locali vadano sostenute con un aumento della quota di ripartizione del canone. Secondo il suo estensore, si tratta di un importante passo per rafforzare la pluralità mediatica, senza dover adeguare l'importo di questo balzello.

L'altra iniziativa presentata dalla "senatrice" Isabelle Chassot (Centro/FR) vuole garantire un sostegno ai media elettronici, in particolare a quegli istituti che propongono in modo continuativo offerte di formazione e formazione continua a orientamento pratico per chi opera nelle redazioni dei media elettronici, segnatamente formazioni di base e formazioni continue nel settore del giornalismo d'informazione.

Oltre a ciò, potrebbero anche essere sostenute agenzie di stampa e agenzie di produzione di contenuti audiovisivi che rivestono importanza nazionale e garantiscono un'offerta equivalente in tedesco, francese e italiano.

Stando alla maggioranza del plenum, entrambi i provvedimenti - attuabili rapidamente - dovrebbero migliorare la qualità dei media svizzeri, ha dichiarato Stefan Engler (Centro/GR) a nome della commissione.

Una minoranza - guidata da Esther Friedli (UDC/SG) - ha tentato invano di convincere il plenum a respingere il progetto, adducendo che queste misure facevano già parte del pacchetto di provvedimenti a favore dei media respinto in votazione popolare nel 2022.

Oggi, per motivi di tempo, la Camera dei cantoni non ha effettuato alcuna deliberazione di dettaglio. "Le discussioni riprenderanno mercoledì 18 giugno", ha dichiarato il presidente del Consiglio degli Stati Andrea Caroni (PLR/AR).

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 18.06.2025

Media privati vanno sostenuti con aumento canone radio-tv
I media privati dovrebbero ricevere una quota maggiore del canone radio-tivù, ossia il 6-8% invece del 4-6% attuale. Inoltre, vanno potenziate le misure generali di sostegno ai media elettronici per una migliore copertura regionale. È quanto ritiene il Consiglio degli Stati che oggi ha approvato (con 34 voti a 5 e 1 astenuto) un progetto di revisione legislativa che prende origine da due iniziative parlamentari in tal senso.

Quella dell'ex "senatore" Philippe Bauer (PLR/NE) vuole che le emittenti radiofoniche e televisive locali vadano sostenute con un aumento della quota di ripartizione del canone. Secondo l'autore, si tratta di un importante passo per rafforzare la pluralità mediatica, senza dover adeguare l'importo di questo balzello.

L'altra iniziativa presentata dalla "senatrice" Isabelle Chassot (Centro/FR) vuole garantire un sostegno ai media elettronici, in particolare a quegli istituti che propongono in modo continuativo offerte di formazione e formazione continua a orientamento pratico per chi opera nelle redazioni dei media elettronici, segnatamente formazioni di base e formazioni continue nel settore del giornalismo d'informazione.

Oltre a ciò, potrebbero anche essere sostenute agenzie di stampa e agenzie di produzione di contenuti audiovisivi che rivestono importanza nazionale e garantiscono un'offerta equivalente in tedesco, francese e italiano.

Critiche dall'UDC

Entrambi i provvedimenti - attuabili rapidamente - dovrebbero migliorare la qualità dei media svizzeri, ha dichiarato Stefan Engler (Centro/GR) a nome della commissione. Si tratta di "creare condizioni quadro interessanti per un'offerta mediatica diversificata e paritaria in tutte le regioni", ha aggiunto il "senatore" grigionese.

Una minoranza UDC ha tentato invano di convincere il plenum a respingere il progetto, adducendo che queste misure facevano già parte del pacchetto di provvedimenti a favore dei media respinto in votazione popolare nel 2022. "Ci opponiamo a un'espansione dell'intervento statale nel settore dei media", ha dichiarato Esther Friedli (UDC/SG). A suo avviso, ulteriori sovvenzioni dovrebbero essere discusse solo dopo il voto sull'iniziativa popolare all'iniziativa popolare "200 franchi bastano! (Iniziativa SSR)". "Stiamo facendo una legge che forse dovremo sostituire di nuovo tra un anno o due", ha aggiunto.

Dal canto suo, il Consiglio federale - per bocca del ministro delle comunicazioni Albert Rösti - ha accolto con favore l'"estensione specifica e mirata delle sovvenzioni". L'obiettivo è che in futuro le radio e le televisioni private ricevano almeno lo stesso importo di oggi, anche dopo la prevista riduzione del canone da 335 a 300 franchi per nucleo familiare.

35 milioni in più

Dal canto suo, il sostegno finanziario aggiuntivo richiesto - se il progetto fosse accolto - ammonta a un massimo di 35 milioni di franchi, un surplus marginale rispetto all'attuale canone di 1,3 miliardi di franchi per la SSR. Le emittenti radiofoniche e televisive locali riceveranno circa 26 milioni in più e gli istituti scolastici 9 milioni in più, secondo il rapporto esplicativo del progetto di legge.

I contributi sono calcolati in base al costo delle attività sostenute. Citando le misure federali di riduzione dei costi, il Consiglio federale avrebbe voluto ridurre la quota massima al 50%, ma gli Stati l'hanno mantenuta all'80%.

Nel progetto è previsto anche un sostegno finanziario per le agenzie svizzere indipendenti che offrono servizi equivalenti in tedesco, francese e italiano. "Con le loro prestazioni a basso costo (ad es. messa a disposizione di contributi professionali sotto forma di testo, audio o video), le agenzie di stampa contribuiscono alla qualità giornalistica, segnatamente anche alla qualità dei piccoli media", viene rilevato dal Consiglio federale.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio nazionale, 23.09.2025

Fetta più grande del canone per i media privati

I media privati dovrebbero ricevere una quota maggiore del canone radio-tivù, ossia il 6-8% invece del 4-6% attuale. Inoltre, vanno potenziate le misure generali di sostegno per una migliore copertura regionale. Lo ha deciso oggi il Consiglio nazionale, approvando due progetti legislativi già accolti dagli Stati lo scorso mese di giugno.

Le due revisioni della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV) prendono origine da altrettante iniziative parlamentari. "Si è deciso di trattarle separatamente in quanto l'una o l'altra potrebbe essere oggetto di referendum, danneggiandosi a vicenda", ha spiegato a nome della commissione Damien Cottier (PLR/NE).

L'iniziativa dell'ex "senatore" Philippe Bauer (PLR/NE) vuole che le emittenti radiofoniche e televisive locali siano sostenute con un aumento della quota di ripartizione del canone. Secondo l'autore, si tratta di un importante passo per rafforzare la pluralità mediatica, senza dover adeguare l'importo di questo balzello.

L'altra, presentata dalla "senatrice" Isabelle Chassot (Centro/FR), vuole garantire un sostegno all'autoregolamentazione del settore, in particolare al Consiglio svizzero della stampa, e a istituti indipendenti che propongono in modo continuativo formazioni e formazioni continue destinate a chi opera nelle redazioni. Inoltre, intende sostenere agenzie di stampa e agenzie di produzione di contenuti audiovisivi che rivestono importanza nazionale e garantiscono un'offerta equivalente in tedesco, francese e italiano. Il riferimento ai media elettronici, molto controverso, era per contro già stato eliminato dalla commissione preparatoria degli Stati.

UDC scettica

Nel primo caso, il progetto è stato accettato per 131 voti a 40 (19 astenuti), mentre nel secondo per 136 a 55 (due astenuti). Pur con delle divergenze, talvolta anche all'interno dei singoli gruppi parlamentari, su singoli punti, in linea di principio il rafforzamento del panorama mediatico elvetico è stato largamente auspicato in aula. "Bisogna mantenere la diversificazione attuale", si è detto d'accordo il consigliere federale Albert Rösti, secondo cui il costo complessivo di quanto proposto ammonterebbe a 35 milioni di franchi.

L'adeguamento al 6-8% "è necessario per garantire che anche in futuro il servizio pubblico radio-televisivo possa essere assicurato, soprattutto in contesti linguistici periferici", ha dichiarato Alex Farinelli (PLR/TI). "In un periodo di fake news, la promozione delle nuove leve è fondamentale", ha messo in evidenza dal canto suo Martin Candinas (Centro/GR). Riguardo alle agenzie, Michael Töngi (Verdi/LU) ha ricordato come il loro lavoro sia molto importante, in particolare per i media più piccoli che da soli non sono in grado di coprire tutta l'informazione.

Le critiche principali sono arrivate dai banchi dell'UDC, i cui rappresentanti avrebbero preferito mantenere il diritto vigente. "Non dobbiamo stanziare sovvenzioni, bensì migliorare le condizioni quadro", ha affermato Gregor Rutz (ZH). Lo zurighese ha ricordato come l'elettorato abbia già bocciato nel febbraio del 2022, con il 54,6% di no, un pacchetto di misure a favore dei media nazionali, che ricalca parzialmente quelle odierne.

Ancora delle divergenze

Nella discussione di dettaglio sono state affrontate tutta una serie di minoranze. Ad esempio, nel quadro del disegno sulle misure generali di sostegno, una proponeva di prevedere la possibilità di aiutare finanziariamente anche gli organi che promuovono progetti di ricerca e di reportage giornalistici. È però stata bocciata per 119 a 73.

Più tirata la votazione sull'ammontare del sostegno: per 99 a 94, i deputati hanno scelto che la quota dei costi computabili non deve superare il 50%, allineandosi al Consiglio federale. I "senatori" avevano invece fissato tale percentuale all'80%.

Nell'ambito del progetto relativo alla partecipazione al canone per le emittenti radiofoniche locali e televisive regionali, il plenum si è espresso, per 105 a 88, contro un ulteriore aumento delle quote tenendo conto del rincaro, temendo che possa andare a scapito della SSR.

Infine, i consiglieri nazionali hanno optato (119-72) per permettere in futuro alle aziende di ottenere più di due concessioni. Secondo i contrari, così facendo si metterebbe però in pericolo la pluralità dei media, concentrando l'offerta presso i grandi attori.

Il dossier torna ora agli Stati per discutere le divergenze emerse fra le Camere.

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 01.12.2025

Maggior sostegno a media privati locali e regionali

Referendum permettendo, i media privati locali e regionali dovrebbero ricevere una quota maggiore del canone radio-tivù, ossia il 6-8% invece del 4-6% attuale. Inoltre, andrebbero potenziate le misure generali per la formazione giornalistica. È quanto prevedono due progetti legislativi approvati definitamente oggi dal Consiglio degli Stati quasi all'unanimità (solo 3 astenuti). Il dossier è pronto per le votazioni finali.

La revisione di legge approvata oggi riprende elementi incontestati del pacchetto di misure a favore dei media che era stato respinto alle urne nel 2022. Esclusi invece i media online, elemento che aveva condotto alla bocciatura popolare.

All'origine del dibattito odierno due iniziative parlamentari inoltrate, rispettivamente, da Isabelle Chassot (Centro/FR) e dell'ex "senatore" Philippe Bauer (PLR/NE). Per aumentare le chances in caso di referendum, il Consiglio nazionale aveva diviso la revisione della legge federale sulla radiotelevisione in due progetti distinti in quanto l'una o l'altra iniziativa potrebbe essere oggetto di referendum, danneggiandosi a vicenda.

Una riflessione ripresa oggi in aula del relatore della commissione, Charles Julliard (Centro/JU). L'iniziativa parlamentare Bauer vuole che le emittenti radiofoniche e televisive locali siano sostenute con un aumento della quota di ripartizione del canone. Secondo l'autore, e il plenum che oggi l'ha seguito senza batter ciglio, si tratta di un importante passo per rafforzare la pluralità mediatica.

L'altra iniziativa parlamentare, presentata dalla "senatrice" Isabelle Chassot (Centro/FR), intende garantire un sostegno all'autoregolamentazione del settore, in particolare al Consiglio svizzero della stampa, e a istituti indipendenti che propongono in modo continuativo formazioni e formazioni continue destinate a chi opera nelle redazioni. Inoltre, intende sostenere agenzie di stampa e agenzie di produzione di contenuti audiovisivi che rivestono importanza nazionale e garantiscono un'offerta equivalente in tedesco, francese e italiano.

Oggi in aula, gli Stati hanno deciso che la quota dei costi computabili per il settore della formazione giornalistica non dovrà superare il 50%, allineandosi al Consiglio federale e la Consiglio nazionale. Durante un precedente passaggio alla camera dei Cantoni, i "senatori" avevano fissato tale percentuale all'80%.

Tali contributi verrebbero finanziati mediante una quota che non deve superare l'1% dei proventi del canone, ossia attualmente 13 milioni di franchi secondo cifra fornite in aula da diversi "senatori". Il progetto intende permettere in futuro alle aziende di ottenere più di due concessioni.