Aumento dei prezzi dell'elettricità. Aiutare le PMI e consentire il ritorno al servizio universale
22.4213 · Mozione · 2022-09-30
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Wortlaut
Le imprese che finora hanno coperto il proprio fabbisogno di energia elettrica acquistandola sul mercato libero devono poter tornare al servizio universale con un determinato periodo di preavviso (ad esempio 2 anni), a condizione che rimangano nel servizio universale per un periodo minimo di 10 anni e che diano un contributo alla transizione energetica acquistando energia elettrica rinnovabile oppure autoproducendone e immettendone in rete esse stesse una parte.
Begründung
A causa dell'aggressione russa all'Ucraina, i prezzi dell'elettricità e dell'energia stanno aumentando, con un conseguente incremento dei costi di produzione delle imprese. Se questo aumento verrà trasferito a medio termine sui prodotti finali, si assisterà a un'ulteriore crescita dell'inflazione, con conseguenze negative per le famiglie (perdita del potere d'acquisto) e le imprese (sviluppo economico recessivo).
Particolarmente colpite dai massicci aumenti dei prezzi dell'elettricità sono le imprese che si approvvigionano sul mercato libero, in particolare i grandi consumatori, che devono soddisfare il loro elevato fabbisogno di energia elettrica pagando prezzi attualmente molto elevati. Le imprese ad alto consumo di energia elettrica si trovano quindi ad affrontare costi energetici molto ingenti, che possono portare a problemi di liquidità e minacciare quindi il proseguimento dell'attività. Non di rado le imprese energivore sono anche importanti datori di lavoro. Per garantire la loro esistenza e preservare i posti di lavoro, ai grandi consumatori sul mercato libero deve essere data la possibilità di tornare al servizio universale. Questo a condizione che i consumatori in regime di servizio universale siano protetti da rapidi aumenti di prezzo e che le imprese che decidono di tornarvi contribuiscano alla transizione energetica, rafforzando così il servizio universale stesso. Il ritorno al servizio universale potrebbe essere disciplinato nel seguente modo:
1. Il ritorno al servizio universale è possibile dopo un periodo di due anni dalla richiesta. In questo modo i fornitori del servizio universale hanno tempo sufficiente per procurarsi l'elettricità aggiuntiva ed evitare che il prezzo dell'energia fornita in regime di servizio universale aumenti troppo rapidamente.
2. Le imprese contribuiscono alla transizione energetica generando da sole il 10 per cento del loro fabbisogno di elettricità da fonti rinnovabili entro due anni, o in alternativa acquistando il 100 per cento di elettricità rinnovabile.
3. I grandi consumatori rimangono nel servizio universale per un determinato periodo di tempo (almeno 10 anni). In questo modo, contribuiscono in modo solidale ai costi del servizio universale.
Le imprese hanno così la possibilità di tornare al servizio universale e di contare su un'evoluzione dei prezzi pianificabile e moderata. Allo stesso tempo, si impedisce loro di passare in modo opportunistico dal mercato libero al servizio universale e viceversa, a seconda di quale delle due modalità consente di acquistare l'elettricità al prezzo più conveniente.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Recentemente i prezzi dell'energia sono scesi ben al di sotto degli importi massimi registrati alla fine di agosto 2022. Pertanto, il Consiglio federale attualmente non ritiene necessario adottare misure straordinarie per l'inverno 2022/23.
Pure essendo vero che l'entità effettiva delle oscillazioni dei prezzi registrata oggi era difficilmente prevedibile, è ovvio che la partecipazione al mercato dell'energia elettrica comporti sia rischi che opportunità. Il Consiglio federale ritiene pertanto che spetti in primo luogo alle imprese affrontare questi rischi. Per il settore privato sussistono tuttora diverse opzioni per attenuare gli attuali picchi di prezzo. Tuttavia, nell'ambito della valutazione delle possibili misure, il 2 novembre 2022 il Consiglio federale ha discusso varie alternative per quanto riguardo il ritorno al regime di servizio universale. Al pari di altre misure le ha però respinte in considerazione dei potenziali problemi di attuazione e degli effetti collaterali indesiderati. La misura proposta dalla mozione a breve termine non può contribuire a sgravare finanziariamente le PMI, poiché tali imprese potrebbero ritornare al servizio universale soltanto dopo due anni.
Inoltre, il Consiglio federale sottolinea che, secondo la prassi della Commissione federale dell'energia elettrica (EICom), il principio secondo cui "una volta libero, per sempre libero" viene già ora leggermente ridimensionato per quanto riguarda i raggruppamenti ai fini del consumo proprio (RCP). A un centro di consumo, che in precedenza operava sul libero mercato, è consentito aderire a un RCP con servizio universale, tranne in casi palesi di abuso di diritto. Questa interpretazione del diritto è motivata dal fatto che la partecipazione a un RCP è aperta a tutti e che un RCP ha anche diritto al servizio universale poiché, nel complesso, va considerato come un centro di consumo proprio (art. 11 cpv. 2 secondo periodo dell'ordinanza sull'approvvigionamento elettrico [OAEl; RS 734.71]). Se si costituisce un RCP, sostanzialmente, si ricomincia da capo e occorre nuovamente scegliere tra servizio universale e libero mercato. Il Consiglio federale sta ora integrando esplicitamente la suddetta prassi dell'ElCom nell'OAEl a partire dal 1° gennaio 2023. Ciò a condizione che, anche con la partecipazione del rispettivo centro di consumo, restino soddisfatte le condizioni per la costituzione di un RCP.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.