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Limitazione della gamma di PF nella prova che le esigenze ecologiche sono rispettate (PER). Il Consiglio federale prevede altri studi e adeguamenti?

22.4240 · Interpellanza · 2022-09-30

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Nella produzione conforme alla PER l'uso di pesticidi problematici deve essere limitato. Pertanto, al fine di proteggere le acque sotterranee, le acque superficiali e le api mellifere, i principi attivi ad alto potenziale di rischio vanno sostituiti con altri a basso rischio. In questo modo la Confederazione intende contribuire al raggiungimento degli obiettivi del piano d'azione sui pesticidi e dell'iniziativa parlamentare 19.475 "Ridurre il rischio associato all'uso di pesticidi".

In realtà, nella valutazione del rischio non sono stati presi in considerazione i rischi per importanti gruppi di specie, segnatamente anfibi, rettili e altri insetti impollinatori diversi dalle api mellifere.

Gli anfibi sono uno dei gruppi di specie più a rischio in Svizzera, infatti 14 specie su 20 (70 %) sono minacciate o fortemente minacciate. La maggior parte degli anfibi utilizza habitat acquatici e terrestri, dove spesso entrano in diretto contatto con i pesticidi. Pertanto sono più esposti rispetto ai pesci, ad esempio. Gli insetticidi e molti fungicidi, in particolare, sono molto tossici per loro.

Le api mellifere sono meno sensibili e spesso anche meno esposte rispetto ad altri insetti impollinatori (api selvatiche, vespe, sirfidi e farfalle). Pertanto, se il potenziale di rischio è basso per le api mellifere, non significa necessariamente che lo sia anche per altri insetti. La moria di insetti è palese e minaccia anche l'esistenza dell'agricoltura.

Alla luce di quanto precede, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande.

1. Il Consiglio federale è disposto a determinare i rischi dei PF omologati per gli anfibi e a tenerne conto nella prossima revisione del potenziale di rischio (punteggio di rischio)? Se no, perché?

2. Il Consiglio federale è disposto a determinare i rischi dei PF omologati per i rettili e a tenerne conto nella prossima revisione del punteggio di rischio? Se no, perché?

3. Il Consiglio federale è disposto a determinare i rischi dei PF omologati per altri insetti impollinatori diversi dalle api mellifere, in particolare per gli impollinatori notturni, e a tenerne conto nella prossima revisione del punteggio di rischio? Se no, perché?

4. Il Consiglio federale è disposto a tener conto anche degli effetti indiretti, come ad esempio la distruzione delle fonti di nutrimento per gli insetti impollinatori causata dall'erbicida Total? Se no, perché?

5. Il Consiglio federale è disposto a fare da apripista basandosi sul principio di prevenzione, nonostante l'UE non abbia ancora messo a disposizione alcuna base di valutazione? Se no, perché?

Stellungnahme des Bundesrates

1 e 2. Il rischio potenziale dei vari principi attivi presenti nei prodotti fitosanitari (PF) è stato calcolato sulla base dei dati forniti nel fascicolo di omologazione. I requisiti relativi a questi dati sono armonizzati a livello internazionale. In Svizzera e nell'UE le esigenze da adempiere sono le stesse. È quindi possibile confrontare tutti i principi attivi sulla base di criteri identici. Non per tutti i principi attivi, invece, sono disponibili dati attendibili provenienti da test di laboratorio standardizzati su anfibi, indispensabili per effettuare una valutazione comparativa. Al momento non vi sono nemmeno criteri riconosciuti dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) per valutare il rischio dei PF per gli anfibi. Lo stesso vale per i rettili. Finché non saranno disponibili dati esaustivi e criteri di valutazione armonizzati a livello europeo, non è opportuno tener conto di anfibi e rettili nel punteggio di rischio.

3. Per quanto riguarda le api, nella sua valutazione comparativa Agroscope ha utilizzato i dati sulla tossicità per le api mellifere, poiché erano disponibili per tutti i principi attivi. L'UE, dal canto suo, sta elaborando basi di valutazione per altri insetti impollinatori (api solitarie e bombi). Per il momento, però, tali dati sono disponibili soltanto per un numero limitato di principi attivi nuovi o riesaminati e di conseguenza non sono ancora adatti per calcolare punteggi di rischio. Tuttavia si constata che in quasi tutti i casi i principi attivi ad azione insetticida con i punteggi di rischio più elevati per le api sono anche quelli con i punteggi di rischio più alti per le acque superficiali. Ciò è plausibile perché gli organismi più sensibili (api, insetti acquatici e crostacei) sono tutti artropodi e quindi presentano caratteristiche fisiologiche simili. Per la PER si deve pertanto partire dal presupposto che se fossero disponibili dati ecotossicologici relativi a api selvatiche, vespe, sirfidi e farfalle, in cima a una classifica dei principi attivi vi sarebbero gli stessi insetticidi altamente tossici che anche per le acque superficiali e le api presentano i punteggi di rischio più elevati.

4. Le misure di lotta contro le malerbe sulle particelle coltivate mirano a ridurre la concorrenza esercitata dalle malerbe sulle piante coltivate in termini di fabbisogno di acqua, luce e sostanze nutritive. Gli erbicidi vengono omologati soltanto se sono sufficientemente efficaci per raggiungere tale scopo. I metodi alternativi, come la lotta meccanica (erpici, sarchiatrici), si prefiggono lo stesso obiettivo. Non è quindi opportuno tener conto degli effetti dei vari erbicidi sulle malerbe, poiché sono proprio quelli ricercati per contrastarne la concorrenza.

5. All'interno di una rete di ricerca finanziata dall'UE, la Svizzera è attiva in una COST-action che mira a sviluppare uno schema di valutazione del rischio per anfibi e rettili. Inoltre, nel quadro del piano d'azione sui PF, l'UFAM finanzia un progetto per la protezione degli anfibi dai PF, in particolare nell'habitat terrestre. Infine, anche nell'ambito dei progetti dell'UE PERA (European Partnership for next generation, systems-based Environmental Risk Assessment) e PARC (European Partnership for the Assessment of Risks from Chemicals) la Svizzera partecipa in modo determinante all'ulteriore sviluppo di basi di valutazione dei PF. Vista la portata del progetto e nell'ottica del riconoscimento reciproco delle valutazioni del rischio dei principi attivi contenuti nei PF, è indispensabile una procedura concertata con i partner europei.

Risposta del Consiglio federale.

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