22.4538 · Interpellanza · 2022-12-16
Dipartimento delle Finanze
Liquidato
Wortlaut
Per i primi 9 mesi dell'anno corrente, la Banca nazionale svizzera (BNS) ha annunciato un risultato negativo record, di ben 142,4 miliardi di franchi.
Le banche centrali devono disporre di sufficienti riserve per adeguare la politica monetaria. Negli ultimi 15 anni, la BNS ha moltiplicato le proprie riserve stampando moneta. I nuovi franchi stampati sono stati venduti per acquistare euro e dollari con l'intenzione di contrastare la forza del franco.
Ad inizio 2022 la BNS disponeva di un portafoglio investito in valuta estera di 966.20 miliardi di franchi, il 25 % in azioni ed il 75 % in obbligazioni, molte delle quali con un investimento di lunga durata.
Sulla borsa USA, la BNS investe in quasi 2800 titoli, comportandosi come il gestore di un fondo di investimento. C'è da chiedersi se abbia le competenze e le risorse necessarie a gestire un simile volume di investimenti.
Anche il profilo di rischio pone degli interrogativi, sia per il 25 % di azioni che per una cosiddetta "duration" (durata media dell'investimento) delle obbligazioni piuttosto alta, specialmente in un contesto di tassi al rialzo.
Anche detenere quasi il 100 % del bilancio in valuta estera rappresenta un notevole rischio. Oltretutto senza valuta svizzera non si può investire in società e debitori elvetici.
L'indipendenza della BNS è sancita dalla Costituzione, tuttavia la Confederazione ha un compito di sorveglianza. Il Consiglio federale dispone di diversi poteri di nomina e di approvazione. Lo scambio di informazioni tra la delegazione del Consiglio federale per la politica economica generale e la Direzione generale della BNS si tiene a scadenza periodica.
Chiedo al Consiglio federale:
- Come valuta il Consiglio federale la gestione dei rischi da parte della BNS sulle sue riserve?
- La BNS dispone delle risorse e competenze necessarie a gestire l'enorme volume di investimenti sulla borsa USA?
- Come valuta il Consiglio federale il fatto che la BNS abbia costituito un'importante mole di riserve non già attingendo ai propri proventi, bensì stampando moneta?
- E' opportuno che la BNS detenga la quasi totalità del bilancio in valuta estera?
- Le enormi quantità di valuta estera sarebbero dovute servire ad indebolire il franco, senza tuttavia ottenere grandi risultati su questo fronte, ne sono però conseguiti dei risultati negativi record. Qual è la posizione del Consiglio federale al proposito?
Stellungnahme des Bundesrates
Gli attivi della BNS, il loro volume e la loro composizione sono determinati dalle esigenze della politica monetaria. Il forte aumento delle riserve valutarie nel corso degli ultimi 15 anni menzionato dall'autore dell'interpellanza è il risultato degli acquisti di valute che hanno consentito alla BNS di attenuare la pressione al rialzo sul franco e di adempiere il proprio mandato, ovvero garantire la stabilità dei prezzi tenendo conto dell'evoluzione congiunturale. La BNS ritiene che questi acquisti abbiano prodotto gli effetti auspicati sotto il profilo della politica monetaria poiché hanno contribuito in modo significativo a evitare un apprezzamento ancora più marcato del franco svizzero e i relativi rischi per la stabilità dei prezzi (inflazione troppo bassa o deflazione) e la congiuntura. Il Consiglio federale condivide quest'opinione.
Non è un fatto insolito che una banca centrale accresca le sue riserve valutarie emettendo moneta per acquistare valute piuttosto che rinunciare a distribuire una parte dei suoi ricavi. Questa pratica non rappresenta un problema. Le riserve valutarie accumulate nell'attivo di bilancio sono compensate, sul fronte dei passivi, dai depositi a vista delle banche il cui aumento deriva dagli acquisti di valute. La riserve valutarie non fanno pertanto parte del capitale proprio della banca.
L'aumento delle riserve valutarie ha fatto oscillare considerevolmente, in termini assoluti, gli utili e le perdite su tali riserve. Considerata l'entità di queste ultime, anche piccole variazioni sui mercati finanziari e valutari possono avere un forte impatto sul risultato annuale della BNS. Tale effetto è ulteriormente accentuato dal fatto che motivi di politica monetaria impediscono alla BNS di coprire i rischi di cambio che gravano sui suoi investimenti in divise. Tuttavia, questi rischi vanno messi in conto nella misura in cui l'adempimento del mandato di politica monetaria lo esige. Quest'ultimo ha sempre la precedenza sulla politica di investimento (primato della politica monetaria).
La BNS esercita una gestione professionale degli investimenti e dei rischi connessi alle sue riserve monetarie. La politica di investimento deve sempre tenere conto delle esigenze della politica monetaria e mira pertanto a un'elevata liquidità e a un'ampia diversificazione. Le riserve monetarie sono perciò investite in diverse valute e classi di attività. La BNS gestisce le proprie azioni passivamente, in base a indici rappresentativi del mercato, per non concentrare i propri attivi su un numero esiguo di titoli.
L'unità organizzativa Gestione dei rischi individua, valuta e monitora costantemente tutti i rischi finanziari rilevanti per gli investimenti. Questi rischi sono gestiti e ridotti tramite un sistema di portafogli di riferimento ("benchmark"), di direttive e limiti. A tal fine vengono utilizzate le informazioni delle principali agenzie di rating, gli indicatori di mercato e le analisi interne. Spetta al Consiglio di banca sorvegliare l'insieme dei processi di investimento e di controllo dei rischi. Quest'ultimo valuta i principi su cui si basa il processo e ne verifica l'applicazione. Un Comitato dei rischi, composto da tre membri del Consiglio di banca, lo assiste nell'adempimento dei suoi compiti. Questo comitato sorveglia in particolar modo la gestione dei rischi e valuta i processi e i metodi utilizzati (per ulteriori informazioni sulla gestione degli investimenti, si veda anche il rapporto di gestione 2021 della BNS).
Risposta del Consiglio federale.