Porre fine all'assoggettamento discriminatorio alla tassa d'esenzione dall'obbligo militare per le persone dichiarate inabili al servizio
22.500 · Iniziativa parlamentare · 2022-12-15
Parlamento
Liquidato
Wortlaut
La legge federale sulla tassa d'esenzione dall'obbligo militare (LTEO) è modificata in modo che la tassa d'esenzione non venga più imposta a persone disabili e/o dichiarate inabili al servizio militare.
Begründung
Il tema, che ha dato vita a molti oggetti parlamentari, potrebbe quasi costituire un casus belli, se l'espressione non desse adito, in questo caso, a infelici interpretazioni...
Riepilogo dei fatti: quando l'esercito svizzero rinuncia a reclutare cittadini con una grave menomazione, li dichiara inabili al servizio esentandoli dalla tassa d'esenzione dall'obbligo militare (TEO). Purtroppo, questa logica non si applica ai giovani esentati dall'obbligo militare con una disabilità pari o inferiore al 40 per cento. Anche se sono considerati inabili al servizio, devono comunque pagare la tassa. Questa disparità di trattamento non è solo ingiusta, ma anche discriminatoria e incomprensibile. Nel 2021, la Svizzera è stata criticata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo (sentenza del 12.02.2021 n. 23040/13) nel caso Ryser contro la Svizzera: la Corte ha infatti stabilito che l'obbligo di pagare la tassa militare imposto a una persona dichiarata inabile al servizio per motivi di salute costituisce una "violazione dell'articolo 14 (Divieto di discriminazione) in combinato disposto con l'articolo 8 (Diritto al rispetto della vita privata e familiare) della Convenzione europea dei diritti dell'uomo". Nel suo parere in risposta all'interpellanza 20.4152 su questo argomento presentata dalla consigliera nazionale Marie-France Roth Pasquier, il Consiglio federale ritiene tuttavia che "(...) l'attuale configurazione di questo sistema tenga sufficientemente conto del principio dell'uguaglianza giuridica (...)". Una risposta laconica e deludente, motivata dai cambiamenti legislativi introdotti nel 2013 - vale a dire dopo i fatti relativi alla sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo - che, secondo il Governo, sono sufficienti a respingere le critiche e le disparità di trattamento. Occorre prenderne atto. È tuttavia necessario chiedersi se la volontà dell'esercito svizzero di essere inclusivo, pur essendo certamente lodevole, non sia un laborioso esercizio di comunicazione mal raffazzonato.
Nel rapporto (disponibile soltanto in francese e tedesco) in adempimento al mio postulato 20.4446, il Consiglio federale indica che altri esempi di circostanze che nella vita civile non hanno lo stesso impatto che nell'ambiente militare sono: sul piano fisico una miopia molto elevata, le infiammazioni croniche dell'intestino (morbo di Crohn), l'emofilia, le ernie discali e le lesioni complesse al ginocchio e, sul piano psicologico, gli stati depressivi, i problemi di dipendenza e i disturbi dell'adattamento. Tutti i giovani soggetti all'obbligo di leva che si trovano in tali situazioni o mostrano problemi simili sono dichiarati inabili al servizio militare.
Sebbene nel suo insieme il rapporto fornisca una risposta abbastanza esauriente alle questioni sollevate, resta il fatto che tale affermazione costituisce il pomo della discordia: i criteri impiegati per stabilire il grado di invalidità non sono infatti nemmeno equivalenti a quelli impiegati dall'Al, che prevede come unico criterio la capacità o l'incapacità di guadagno. Questo eccesso di zelo da parte delle autorità militari si rivela particolarmente problematico, visto che - come ricorda la rivista Cérébral, pubblicata dall'Associazione Cerebral Suisse (1) - la maggior parte dei giovani che rientrano nella definizione di invalidità militare non si percepisce come disabile, e quindi inabile al servizio.
Alla luce di queste poche considerazioni e nonostante le modeste riforme dell'esercito svizzero volte a migliorare la sua politica inclusiva, resta il fatto che il principio all'origine del dibattito, vale a dire l'assoggettamento di una persona disabile, o inabile al servizio militare per motivi di salute, a una tassa d'esenzione, è e resta discriminatorio qualunque sia la posizione assunta dal Governo al riguardo. Certo, vi sono margini di manovra per quanto riguarda l'incorporazione, ma l'articolo 13 capoverso 2 LTEO rimane profondamente ingiusto nei suoi fondamenti e problematico nelle sue conseguenze e nella valutazione effettuata dalle autorità competenti. Pertanto, sulla base di queste considerazioni e alla luce della sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo del 12 febbraio 2021, diventa importante che i cittadini disabili e/o dichiarati inabili al servizio non siano più assoggettati alla tassa militare.
(1) ROUVENAZ Catherine, La Suisse est pointée du doigt par Strasbourg [Strasburgo punta il dito sulla Svizzera], in: "Magazine Cerebral", N°3, 2021, pag. 7: " (...) Mon fils de 23 est hémophile. Il vit normalement mais a été déclaré inapte par l'armée lors de son recrutement et ne peut pas non plus faire de protection civile. Je trouve particulièrement injuste qu'il soit assujetti à la taxe militaire. [Mio figlio di 23 anni è emofiliaco. Conduce una vita normale ma al momento del reclutamento è stato dichiarato inabile e non può nemmeno svolgere il servizio di protezione civile. Trovo particolarmente ingiusto che sia assoggettato alla tassa militare]."
AGILE.CH riceve questo tipo di comunicazioni da diversi anni, come altre organizzazioni di persone con disabilità, tra cui l'Associazione svizzera degli emofiliaci (...)"