Limite di spesa 2024-2027 per le strade nazionali, la Fase di potenziamento 2023, il credito d'impegno e la modifica del decreto federale concernente la rete stradale nazionale
23.032 · Oggetto del Consiglio federale · 2023-02-22
Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni
Liquidato
Zusammenfassung
Messaggio del 22 febbraio 2023 concernente il limite di spesa 2024-2027 per le strade nazionali, la Fase di potenziamento 2023, il credito d’impegno e la modifica del decreto federale concernente la rete delle strade nazionali
Ausgangslage
Le strade nazionali forniscono un importante contributo al sistema dei trasporti svizzero e devono essere mantenute in adeguato stato di conservazione. Secondo il Consiglio federale, occorre perciò continuare a investire in esercizio, manutenzione e ampliamento. Nella seduta del 22 febbraio 2023, il Consiglio federale ha adottato il relativo messaggio e quattro decreti federali, tra cui quelli relativi alla Fase di potenziamento 2023 delle strade nazionali e al corrispondente credito d’impegno di 4,354 miliardi di franchi, con cui intende fluidificare il traffico. Propone inoltre un limite di spesa di 8,787 miliardi di franchi per l’esercizio, la manutenzione e l’adeguamento delle strade nazionali nel quadriennio 2024–2027. Il Parlamento ha adottato i quattro decreti federali il 29 settembre 2023. Soltanto quello concernente la Fase di potenziamento 2023 delle strade nazionali sottostava a referendum facoltativo. Poiché il referendum contro tale decreto è riuscito, il Popolo sarà chiamato a esprimersi in merito il 24 novembre 2024.
Secondo le previsioni della Confederazione, in assenza di adeguate contromisure, entro il 2040 circa 450 chilometri di strade, pari a un 20 per cento della rete primaria, saranno regolarmente congestionati. Su quasi 170 chilometri si verificheranno ingorghi o rallentamenti da due a quattro ore al giorno, in particolare nelle aree di grandi città e agglomerati urbani. Il rimedio più immediato alle incombenti criticità consiste in un utilizzo più efficiente della disponibilità infrastrutturale esistente. Concretamente, oltre a ottimizzazioni multimodali integrate, si tratta di incrementare il numero degli impianti di regolazione dinamica dei limiti di velocità e segnalazione pericoli, dei sistemi contagocce agli svincoli e delle corsie dinamiche locali. Rientrano in suddetta strategia anche interventi di tipo normativo, con adeguamenti già apportati al codice stradale, come per esempio la possibilità di superare a destra veicoli incolonnati o il principio di immissione «a cerniera» nei restringimenti di carreggiata. O ancora, l’opportunità di sfruttare in tempi brevi le potenzialità della guida autonoma, grazie alla revisione della legge sulla circolazione stradale. Nonostante questi provvedimenti, per assicurare l’efficienza della rete stradale primaria sono necessari potenziamenti di capacità mirati sui tratti più congestionati. A tal fine il Consiglio federale ha messo a punto il Programma di sviluppo strategico delle strade nazionali (PROSTRA), aggiornato periodicamente e presentato al Parlamento di norma ogni quattro anni. I progetti di ampliamento più urgenti e più avanzati vengono assegnati a una determinata fase di potenziamento. Il Governo chiede all’Assemblea federale di attribuire alla Fase 2023 e approvare in via definitiva cinque interventi dell’Orizzonte 2030, che diverranno cantierabili presumibilmente nei prossimi quattro anni, per un valore complessivo intorno a 4 miliardi di franchi:
A1 Wankdorf BE – Schönbühl BE
A1 Schönbühl BE – Kirchberg BE
A1 galleria del Rosenberg a San Gallo
A2 galleria sotto il Reno a Basilea
A4 galleria di Fäsenstaub a Sciaffusa
Per la loro realizzazione, il credito d’impegno al vaglio del Parlamento è di 4,002 miliardi di franchi lordi (prezzi aggiornati al 2020, IVA e rincaro esclusi). A questi si aggiungono 52 milioni per lo scambio di tracciato fra ferrovia e autostrada della Glattal, in coordinamento con la realizzazione della galleria ferroviaria di Brütten, e 300 milioni per la stesura degli altri progetti di ampliamento.
(Fonti: messaggio e comunicato stampa del Consiglio federale del 22 febbraio 2023)
Verhandlungen
Camera prioritaria, il Consiglio nazionale esamina l’oggetto nella sessione estiva del 2023. Tra i deputati non vi è disaccordo riguardo al decreto federale concernente il limite di spesa per l’esercizio, la manutenzione e la sistemazione delle strade nazionali per il periodo 2024–2027 e a quello concernente la rete delle strade nazionali. Il dibattito si focalizza principalmente sui decreti federali 2 e 3, vale a dire quello concernente la Fase di potenziamento 2023 delle strade nazionali e quello riguardante il relativo credito d’impegno. Una minoranza della Commissione delle finanze chiede di non entrare in materia sul decreto 3. Il relatore della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni, Christian Wasserfallen (BE/RL), spiega ai colleghi che la Commissione ha aggiunto al decreto il potenziamento del tratto Le Vengeron-Coppet-Nyon, non previsto dal Consiglio federale, per un costo supplementare di 911 milioni di franchi. A suo giudizio l’ampliamento in questione è necessario per decongestionare tale tratto; rammenta inoltre che la regione ha già investito nella rete ferroviaria realizzando la Léman Express. Sottolinea infine che l’ampliamento delle strade permette di ridurre le code. Ursula Schneider Schüttel (FR/S) ribatte che ciò non farebbe invece che incrementare il traffico, dato che l’utilizzo delle strade nazionali ne risulterebbe incentivato. Marco Romano (TI/ME), anch’egli relatore della Commissione, afferma dal canto suo che tutti i progetti sono necessari alla luce della crescita demografica ed economica e mirano a impedire che il traffico si riversi sulle strade cantonali e comunali. Gli esponenti del Partito socialista, dei Verdi e dei Verdi liberali propongono di ridimensionare la portata del decreto, giacché a loro giudizio vi sono altri modi per combattere gli ingorghi (il telelavoro, la riduzione della velocità ecc.). Secondo i deputati in questione tali progetti di potenziamento sono in contrasto con gli obiettivi climatici della Confederazione, spesso non rispondono alle esigenze della popolazione locale e comportano la perdita di suolo prezioso per la biodiversità; l’opzione più ragionevole consisterebbe piuttosto nel migliorare i trasporti pubblici. I sostenitori del progetto rilevano a più riprese che non è il caso di opporre la strada alla ferrovia (o ai trasporti pubblici in generale). Dal canto loro, gli oppositori criticano aspramente l’inserimento nel decreto del tratto Le Vengeron-Coppet-Nyon, frutto secondo loro di un calcolo politico fatto in vista della votazione popolare.
Entrato in materia senza opposizione sul decreto federale concernente la Fase di potenziamento 2023, il Consiglio nazionale approva con 108 voti contro 83 e 2 astensioni il decreto relativo al credito d’impegno. Respinge inoltre due proposte di rinvio al Consiglio federale dei due decreti in questione: la prima chiedeva al Consiglio federale di modificare il progetto tenendo conto degli obiettivi ambientali della Confederazione, la seconda di definire un piano alternativo che non prevedesse un aumento significativo delle capacità e consentisse di raggiungere gli obiettivi sfruttando in modo più intelligente ed efficace le capacità esistenti. Il Consiglio nazionale boccia inoltre tutte le proposte di minoranza miranti a sopprimere o a modificare determinati tratti di cui è previsto il potenziamento e si allinea sulla posizione della maggioranza della Commissione quanto all’inserimento del tratto Le Vengeron-Coppet-Nyon. Nel voto sul complesso, il Consiglio nazionale approva quindi il decreto sulla Fase di potenziamento con 106 voti contro 84 e 2 astensioni.
Seconda Camera, il Consiglio degli Stati esamina il decreto nella sessione autunnale del 2023 ed entra in materia senza opposizione. Relatore della Commissione dei trasporti e delle telecomunicazioni, Olivier Français (VD/RL) sottolinea che pur costituendo solo il tre per cento della rete stradale, le strade nazionali assorbono il 50 per cento dei trasporti individuali motorizzati, il che dimostra la necessità di assicurarne la manutenzione e di potenziarle. Le città adottano inoltre politiche finalizzate a ridurre il traffico cittadino, riversandolo così sulle strade nazionali. Rileva infine che la maggioranza della Commissione ha appoggiato il progetto alla luce dei problemi di congestionamento e dell’importanza che le infrastrutture di trasporto rivestono per l’economia, ritenendo che il progetto permetterà di ridurre le code. Mathias Zopfi (GL/G) chiede invano di stralciare l’ampliamento dei tratti Wankdorf-Schönbühl e Schönbühl-Kirchberg, affermando che questo non sia opportuno tenuto conto del cambiamento climatico in atto. Su proposta della Commissione, la Camera accetta tacitamente di subordinare l’inserimento del tratto Le Vengeron-Nyon-Coppet all’approvazione del Consiglio federale entro il 31 dicembre 2023. Il consigliere federale incaricato del dossier, Albert Rösti, afferma che tale assenso è assicurato. Nella votazione sul complesso, il Consiglio degli Stati approva il decreto federale con 34 voti contro 4 e 4 astensioni. I voti contrari e le astensioni provengono dai deputati dei Verdi e del Partito socialista.
In sede di appianamento delle divergenze, sempre nel corso della sessione autunnale del 2023, il Consiglio nazionale approva senza opposizione la modifica apportata dal Consiglio degli Stati riguardo al tratto Le Vengeron-Coppet-Nyon.
Nella votazione finale del 29 settembre 2023 il Consiglio nazionale adotta il decreto federale con 107 voti contro 87 e 1 astensione. I gruppi dell’UDC, del PLR e del Centro votano a favore, mentre quelli dei Verdi, dei Socialisti e dei Verdi Liberali respingono il decreto. Il Consiglio degli Stati adotta il decreto con 33 voti contro 6 e 5 astensioni. I voti contrari e le astensioni provengono dai gruppi dei Verdi e dei Socialisti.
Unitesi in due comitati, 29 organizzazioni chiedono il referendum, a sostegno del quale raccolgono oltre 65 000 firme valide. Il 24 novembre 2024 il Popolo sarà dunque chiamato a pronunciarsi in merito al decreto. In caso di reiezione del decreto federale sulla Fase di potenziamento, quello relativo al credito d’impegno (disegno 3) diverrà caduco. Non interessati dalla votazione popolare, i decreti 1 e 4 entreranno invece in vigore a prescindere dall’esito dello scrutinio.
Il 24 novembre il progetto è stato respinto in votazione popolare dal 52,7 % dei votanti.