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23.1021 · Interrogazione · 2023-04-12

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Alla fine di marzo 2023 il Consiglio federale ha comunicato di avere deciso di aumentare, a decorrere dal 31 marzo 2023, i tassi d'interesse annui per i crediti d'emergenza Covid-19 tuttora scoperti dallo 0,0 all'1,5 per cento per i crediti fino a 500 000 franchi e al 2 per cento per i crediti superiori a 500 000 franchi. Questa scelta è motivata dall'attuale situazione economica e dal fatto che la crisi economica dovuta alla pandemia è in gran parte superata.

Tuttavia in diversi settori le ripercussioni della crisi pandemica sulla liquidità e sulle cifre d'affari sono ancora tangibili. Senza considerare il rincaro generale, che in molti settori tra cui quello alberghiero può essere trasferito solo in misura contenuta sui clienti, questi aumenti dei tassi d'interesse gravano notevolmente su molte aziende. Inoltre, la nuova realtà sempre più caratterizzata dai pagamenti con carte di credito ha moltiplicato le tasse a carico delle PMI per tali transazioni.

Alla luce di quanto esposto si pongono le seguenti domande.

- Anche il Consiglio federale reputa che la promessa di considerazione e sostegno nell'affrontare le ripercussioni della crisi pandemica fatta nel 2020 a migliaia di titolari di PMI al momento della concessione dei crediti d'emergenza Covid-19 necessari alla loro sussistenza sia infranta?

- L'Esecutivo è disposto a riesaminare la propria decisione e mantenere allo 0,0 per cento i tassi d'interesse dei crediti d'emergenza Covid-19 ancora scoperti?

Stellungnahme des Bundesrates

L’Esecutivo rimane convinto della necessità delle misure decise a marzo 2020 per attenuare le ripercussioni economiche della diffusione del coronavirus. Allora, numerose aziende disponevano di sempre meno liquidità per coprire i costi correnti a causa delle chiusure aziendali e del brusco calo della domanda. Uno degli obiettivi dei crediti COVID-19 era evitare che le imprese sostanzialmente solvibili andassero incontro a difficoltà a causa di problemi di liquidità. Tale obiettivo è stato raggiunto. Nel quadro dell’attivazione del programma di crediti COVID-19, i mutuatari erano consapevoli del fatto che prima o poi avrebbero dovuto rimborsare i crediti e che sarebbero stati riscossi interessi.

Secondo l’articolo 4 capoverso 2 della legge sulle fideiussioni solidali COVID-19, il Consiglio federale adegua ogni anno agli sviluppi del mercato, con effetto a decorrere dal 31 marzo, i tassi d’interesse. Mentre nel 2021 e nel 2022 al momento della presa di decisione i tassi d’interesse determinanti non avevano subito alcuna variazione, nel primo trimestre del 2023 la situazione era cambiata. Dal mese di giugno 2022 gli interessi sono aumentati notevolmente, ragion per cui il Consiglio federale ha proceduto all’adeguamento. L’adeguamento dei tassi d’interesse incentiva inoltre i mutuatari a non mantenere il loro credito COVID-19 più a lungo del necessario. Ciò è conforme sia allo scopo originario del programma di credito (superare rapidamente i problemi di liquidità dovuti al coronavirus) sia all’interesse dei contribuenti a contenere il più possibile le inadempienze sui crediti.

L'aumento dei tassi di interesse dei crediti Covid-19 grava sulle PMI | Lexipedia | Lexipedia