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23.3020 · Postulato · 2023-02-21

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Assegnato alla commissione competente

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a valutare come sfruttare maggiormente il calore residuo degli impianti che ne producono molto (per esempio i centri dati).

In tale contesto occorre in particolare valutare

1. un obbligo di sfruttamento del calore residuo a partire da determinati valori;

2. un'iscrizione nel piano direttore;

3. una pianificazione "positiva" per quanto concerne l'energia.

Begründung

Secondo la migliore stima possibile, il consumo di elettricità dei centri dati in Svizzera ammonta a 2,1 TWh, vale a dire il 3,6 per cento circa del consumo complessivo di elettricità a livello nazionale nel 2019. Occorre prevedere che tale consumo aumenterà ulteriormente: potrebbe passare dagli attuali 2,1 TWh ai 2,7-3,5 TWh o addirittura aumentare fino ai 4 TWh entro il 2026 (1) (2).

Il calore residuo prodotto è sfruttato solo in rari casi; nel 60-80 per cento dei centri di calcolo non ha luogo nessuno sfruttamento del calore residuo (3) (4). Il Governo del Cantone di Sciaffusa ad esempio constata come, a causa della mancanza di una base legale formale, non sia possibile obbligare il gestore del centro di calcolo [di Beringen] a sfruttare il calore residuo restante all'esterno dell'edificio (5), e questo nonostante il fatto che nella sua configurazione finale il centro di calcolo dovrebbe consumare 350 GWh/a, oltre il 70 per cento del consumo di elettricità a livello cantonale. Nel Cantone di Zurigo è stato presentato un postulato urgente che intende obbligare i centri di calcolo a mettere a disposizione il loro calore residuo per le reti di riscaldamento a distanza (6). Il Consiglio federale è ora invitato a esaminare il modo più ragionevole per garantire un maggiore sfruttamento del calore residuo in un progetto coordinato a livello nazionale.

(1) https://www.admin.ch/gov/it/pagina-iniziale/documentazione/comunicati-stampa.msg-id-83072.html

(2) https://www.newsd.admin.ch/newsd/message/attachments/66087.pdf

(3) https://www.newsd.admin.ch/newsd/message/attachments/66075.pdf

(4) https://infogram.com/rz-tabelle-2022-1h7g6kw0dxko6oy

(5) https://storage.googleapis.com/politikch-prod/attachments/CzvO4Up.pdf

(6) https://www.kantonsrat.zh.ch/geschaefte/geschaeft/?id=c64464fd9ae64f72a38955b8fcf5ee1a

Antrag des Bundesrates

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale sostiene in linea di principio la proposta di sfruttare il calore residuo, ove ciò sia tecnicamente possibile ed economicamente sensato. Utilizzando questo calore per riscaldare, si risparmiano petrolio, gas ed elettricità. Per sfruttare il calore residuo servono, oltre ai produttori e ai consumatori, anche e soprattutto reti termiche. Nel dicembre 2021 il Consiglio federale ha illustrato in un rapporto redatto in adempimento del postulato 19.4051 del Gruppo liberale radicale il potenziale degli impianti di teleriscaldamento e teleraffreddamento.

Quanto più vicini sono la produzione e il consumo di calore residuo e quanto più l'offerta di calore corrisponde alla domanda, tanto maggiore è il risparmio. In questo senso la pianificazione territoriale può contribuire a un'ottimizzazione della situazione.

Lo sfruttamento del calore residuo e le reti termiche interessano gli ambiti di competenza della Confederazione, dei Cantoni e dei Comuni. Ai Cantoni spettano le principali competenze in materia di pianificazione territoriale e di diritto edilizio, fermo restando che possono delegare parte dei compiti ai Comuni. La Confederazione può, in particolare, introdurre strumenti di promozione o stabilire norme di protezione ambientale per lo sfruttamento delle fonti energetiche. Essa funge inoltre da modello sfruttando il calore residuo dei propri centri di calcolo. Tuttavia, le sue competenze in ambito energetico sono fortemente limitate. Il settore degli edifici rimane sostanzialmente di competenza dei Cantoni (cfr. art. 89 cpv. 4 Cost.).

Per mancanza di una base costituzionale corrispondente la Confederazione non può imporre l'obbligo di sfruttare il calore residuo. La costruzione e l'esercizio delle infrastrutture corrispondenti sono disciplinati dai Cantoni. La parte volontaria dei modelli di prescrizioni energetiche dei Cantoni (MoPEC) prevede già lo sfruttamento parziale del calore residuo non evitabile, quando ciò sia possibile tecnicamente e sensato dal punto di vista economico. Il Consiglio federale raccomanda ai Cantoni di adottare queste norme volontarie. Il diritto federale non prevede un obbligo esplicito di pianificazione energetica. Il compito principale della Confederazione consiste nel fornire alle città e ai Comuni che non dispongono ancora di una tale pianificazione i finanziamenti e le basi necessarie per elaborarla.

Nel febbraio 2022 la Confederazione, i Cantoni e i Comuni hanno firmato una Carta per accelerare congiuntamente l'ampliamento delle reti termiche. I firmatari della Carta si sono prefissi l'obiettivo di aumentare l'offerta di calore delle reti termiche, passando dai 6 terawattora del 2020 a un +33 per cento entro il 2030 e a un +50 per cento entro il 2050.

Infine, nell'ottica della pianificazione territoriale il Consiglio federale non ritiene prioritaria per il piano direttore una pianificazione "positiva". La sfruttamento del calore residuo dipende principalmente dalla configurazione del singolo caso, il che complica una tale pianificazione "positiva". Al di là dei consueti contatti tra la Confederazione e i Cantoni, il Consiglio federale non vede alcuna necessità d'intervento.

Per le ragioni suesposte il Collegio propone di respingere il postulato.

Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.