23.3088 · Interpellanza · 2023-03-08
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Ad oggi, la Svizzera è uno dei pochi Paesi membri del Consiglio d'Europa a non aver ratificato la Carta sociale europea. Senza voler tornare sulle vicende che stanno dietro alla questione, chiedo che venga fatto il punto della situazione su questo dossier che, qualche anno fa, ha interessato anche l'ambito della nostra formazione professionale.
In qualità di membro della delegazione svizzera presso l'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, anch'io, come le mie colleghe e i miei colleghi, vengo puntualmente interrogato sul tema, e mi è ormai difficile dare una risposta.
Che dire, poi, del fatto che attualmente la sottocommissione sulla Carta sociale europea a Strasburgo è presieduta da un parlamentare svizzero?
Chiedo quindi al Consiglio federale di precisare quali sono le riflessioni attuali su questo dossier e, soprattutto, di indicare quali sono le questioni in sospeso che impediscono di ratificare la Carta sociale europea.
Stellungnahme des Bundesrates
Il 2 luglio 2014 il Consiglio federale ha adottato un rapporto sulla Carta sociale europea riveduta, dando seguito al postulato del 12 gennaio 2010 della Commissione della politica estera del Consiglio degli Stati 10.3004 "Compatibilità della riveduta Carta sociale europea con l'ordinamento giuridico svizzero". L'esame della compatibilità ha mostrato che la Svizzera non può accettare gli articoli 12, 13 e 19. Gli articoli 1, 5, 6, 7, 16 e 20 risultano invece accettabili senza dover apportare modifiche a livello legislativo. Il Consiglio federale è quindi giunto alla conclusione che, dal punto di vista giuridico, la Svizzera può accettare i sei articoli fondamentali e, pertanto, ratificare la Carta riveduta. Dall'autunno del 2014 il rapporto è stato oggetto di dibattiti in seno alle diverse commissioni parlamentari del Consiglio degli Stati e del Consiglio nazionale in cui è stato presentato. Inoltre, ha avuto luogo un'audizione delle parti sociali in proposito. Queste discussioni non sono però sfociate in una presa di posizione del Parlamento.
La mozione 15.3804 de Courten del 7 settembre 2015 chiedeva al Consiglio federale di non ratificare la Carta sociale europea. L'Esecutivo ha proposto di respingere la mozione indicando che, per ragioni di ordine costituzionale, il Parlamento non poteva incaricarlo di non ratificare la Carta. Dopo essere stata respinta dal Consiglio degli Stati nel dicembre del 2016, la mozione de Courten è stata liquidata.
il 17 marzo 2016 il Consiglio degli Stati ha deciso di non dare seguito alla petizione depositata l'8 febbraio 2010 dall'organizzazione ACAT Svizzera (acronimo di Azione dei cristiani per l'abolizione della tortura), che chiedeva di firmare e ratificare la Carta riveduta. Il 18 giugno 2021 anche il Consiglio nazionale ha preso la medesima decisione.
Come indicato in occasione dei dibattiti relativi alla mozione de Courten 15.3804, il Consiglio federale non prevede nessuna misura finalizzata alla ratifica della Carta riveduta fintanto che il Parlamento non gli invierà un chiaro segnale di voler procedere in tal senso.
Risposta del Consiglio federale.