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23.3228 · Interpellanza · 2023-03-16

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato, sulla base dell'ultimo studio sul rischio sismico in Svizzera, elaborato dal Servizio Sismico Svizzero (SED) del Politecnico federale di Zurigo (ETH Zurigo) su incarico della Confederazione, a rispondere alle seguenti domande sulle evidenze e sulle misure previste in materia di prevenzione sismica.

1. L'80 per cento degli edifici in Svizzera è stato costruito prima del 2003 e non è attualmente conforme agli standard antisismici. Il Consiglio federale come pensa di verificare, su scala nazionale, il rispetto della normativa antisismica introdotta nel 2003?

2. Alla luce delle recenti evidenze, quali misure intende attuare su scala nazionale per rendere conformi agli standard antisismici edifici particolarmente a rischio, tenuto conto della loro densità di occupazione?

3. Il modello europeo conferma l'analisi dei rischi della Svizzera, secondo cui la regione di Basilea è l'area che presenta il rischio sismico più elevato su scala nazionale. Quest'area presenta tutti gli elementi rilevanti in tale contesto: un'elevata densità di abitanti e beni materiali, un alto rischio sismico, numerosi edifici vulnerabili, un'area produttiva caratterizzata da molteplici rischi. Quali misure preventive specifiche intende adottare il Consiglio federale, in collaborazione con i Cantoni della Svizzera nordoccidentale, per la protezione di questa regione?

4. Case costruite su sedimenti, come quelle nell'Altipiano svizzero, sono esposte a un rischio da 10 a 20 volte maggiore rispetto a quelle costruite sulla roccia. Quali misure preventive intende adottare il Consiglio federale a questo riguardo?

5. Intende richiedere, sulla base delle nuove evidenze relative all'importanza del sottosuolo, un attestato di sicurezza aggiornato per le centrali nucleari svizzere, quelle da più tempo in funzione in Europa?

6. Il modello di rischio sismico non tiene ancora conto delle possibili conseguenze secondarie. Il Consiglio federale intende integrare nel modello anche le crescenti conseguenze in termini ambientali dovute ai cambiamenti climatici, vale a dire suoli più fragili, eventi di piena più frequenti e pendii instabili?

Begründung

I nostri centri economici sorgono su un sottosuolo che amplifica le onde sismiche: è quanto emerge chiaramente dal modello di rischio sismico al momento più attendibile della Confederazione. In caso di danni agli edifici in un arco di tempo di 100 anni, i Cantoni Basilea Città, Berna, Vallese, Zurigo e Vaud potrebbero subire perdite finanziarie per circa 25 miliardi di franchi, ossia più della metà delle perdite finanziarie attese; tra 150 e 1600 persone potrebbero perdere la vita e tra 40 000 e 175 000 potrebbero rimanere senza casa. A ciò si aggiungono le perdite secondarie e i danni infrastrutturali non ancora modellizzati, che si inseriscono in un contesto di maggiore fragilità per via delle conseguenze dei cambiamenti climatici. Lo studio richiede dunque un adeguamento in tal senso dei controlli di sicurezza che hanno luogo nelle centrali nucleari da più tempo in funzione in Europa. Dobbiamo migliorare rapidamente la prevenzione sismica, perché la questione non è più se si verificherà o meno un violento terremoto, ma soltanto quando.

Link allo studio dell'ETH Zurigo: http://www.seismo.ethz.ch/it/home/

Stellungnahme des Bundesrates

1) La responsabilità della Confederazione in materia di edilizia antisismica è limitata al proprio ambito di competenza. La Confederazione verifica il rispetto della normativa antisismica nel caso tanto di progetti edili propri quanto di progetti infrastruttuali che le vengono sottoposti per approvazione da parte dei rispettivi detentori (p. es. FFS).

Tuttavia, non compete alla Confederazione imporre prescrizioni ai Cantoni in materia di edilizia antisismica. La legislazione pertinente e la procedura di autorizzazione edilizia rientrano nell'ambito di competenza dei Cantoni. La competenza della Confederazione in tale ambito è limitata alla definizione di principi generali (art. 75 Cost.). L'attuazione della normativa antisismica vigente nel più ampio contesto della normativa edilizia nel caso di edifici nuovi e trasformati è responsabilità dei proprietari pubblici e privati e dei progettisti tecnici da questi incaricati.

Norme in materia di sicurezza sismica nell'ambito della procedura di autorizzazione edilizia sono previste dalla minoranza dei Cantoni e differiscono le une dalle altre. Per porre rimedio a tale situazione, il 9 marzo 2023 la Conferenza svizzera dei direttori delle pubbliche costruzioni, della pianificazione del territorio e dell'ambiente (DCPA) ha adottato una raccomandazione in cui si richiede che l'aspetto della sicurezza sismica venga tenuto in debito conto nell'ambito della legislazione antisismica e della procedura di autorizzazione edilizia.

2-4) Dal 2004 è in vigore la norma in materia di verifica della sicurezza sismica degli edifici della Società svizzera degli ingegneri e degli architetti (SIA). Da allora, la sicurezza sismica di edifici costruiti senza alcuna normativa antisismica di riferimento o sulla base di una normativa antisismica ormai obsoleta è stata sistematicamente oggetto di verifica e, laddove necessario, si è proceduto a migliorare gli edifici. Tali verifiche e interventi migliorativi sono responsabilità dei proprietari, che vi procedono solitamente nell'ambito di importanti operazioni di riattazione o trasformazione già pianificate. Quanto all'aspetto della tipologia di sottosuolo, la SIA ne tiene conto, all'interno delle proprie norme, già dal 2003. Quindici Cantoni hanno allestito carte delle classi di suolo di fondazioni sismiche come ausilio per i progettisti tecnici. Anche la preparazione a eventuali eventi sismici è in linea di principio di responsabilità dei Cantoni. I Cantoni di Basilea Città e di Basilea Campagna attuano misure di prevenzione sismica a livello cantonale e intrattengono uno scambio regolare con gli esperti dell'Ufficio di coordinamento per la mitigazione dei sismi della Confederazione presso l'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM). La gestione degli eventi sismici è responsabilità dei Cantoni. In caso di eventi di grave entità, la Confederazione può sostenere i Cantoni in via sussidiaria (p. es. con l'intervento dell'esercito) e coordinare alcuni aspetti legati alla gestione degli eventi (p. es. aiuto internazionale, gestione delle risorse della Confederazione, presentazione della situazione). Al momento, in collaborazione con diversi partner (tra cui il Cantone di Basilea Città), l'UFAM sta inoltre lavorando alla pianificazione nazionale della prevenzione sismica.

5) L'ultimo modello di rischio sismico del Servizio Sismico Svizzero non contempla le centrali nucleari svizzere, che sottostanno a una normativa specifica e alla vigilanza dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN). In tale contesto, bisogna poter certificare che le centrali nucleari sono tanto sicure da resistere a un terremoto di entità pari a quella che si registra una volta ogni 10 000 anni. Dal disastro di Fukushima del 2011, questo certificato è stato presentato due volte dai gestori delle centrali nucleari svizzere; nel secondo caso, la presentazione del certificato ha fatto seguito alle nuove ipotesi di rischi sismici dell'IFSN, definite nel 2015 e in vigore dal 2016. Al loro interno, l'importanza del sottosuolo è illustrata in modo dettagliato. I certificati di sicurezza delle centrali nucleari svizzere non vengono quindi messi in discussione dall'ultimo modello di rischio sismico della Svizzera.

6) Andando a sviluppare ulteriormente il modello di rischio sismico della Svizzera, l'intenzione è di considerare anche gli eventi secondari innescati dai terremoti, quali movimenti di versante, liquefazione del suolo e tsunami, nonché le loro conseguenze.

Risposta del Consiglio federale.

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