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23.325 · Iniziativa cantonale · 2023-12-12

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Fine delle discussioni della Commissione del Consiglio nazionale

Ausgangslage

Comunicato stampa della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati del 15.08.2025

La Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati ha dato il via alla consultazione relativa a un progetto preliminare di modifica della legge sul lavoro con il quale si consente ai Cantoni di fissare sino a 12 domeniche all’anno durante le quali i lavoratori possono essere occupati nei negozi senza autorizzazione.

Scaturito dall’iniziativa 23.325 («Flessibilizzazione temporanea degli orari di apertura dei negozi»), presentata dal Cantone di Zurigo, il progetto preliminare in questione modifica la legge sul lavoro in modo tale che i Cantoni possano fissare sino a 12 domeniche all’anno, in luogo delle 4 attuali, durante le quali i lavoratori possono essere occupati nei negozi senza autorizzazione. La Commissione ritiene che le esigenze della popolazione si siano modificate e richiedano ora una maggiore flessibilità per quanto riguarda gli orari di apertura. Con il progetto si intende fare in modo che i negozi del commercio al dettaglio possano rispondere a queste esigenze, accrescendo la loro competitività nei confronti del commercio online e dei negozi nella fascia di confine estera. I Cantoni restano comunque liberi di decidere se e in quale misura intendono fare uso di questa possibilità. Rimangono peraltro invariate anche le altre disposizioni a tutela dei lavoratori.

Una minoranza chiede di non entrare in materia, poiché è dell’avviso che la domenica debba rimanere per quanto possibile il giorno riservato al riposo e alla cura dei rapporti sociali e teme che, in forza della nuova disposizione, numerosi lavoratori possano essere messi sotto pressione e indotti a lavorare di domenica. Tale minoranza chiede inoltre che l’estensione del lavoro domenicale sia subordinata alla presenza nel settore interessato, a livello federale o cantonale, di un contratto collettivo di lavoro avente carattere obbligatorio generale.

Comunicato stampa della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati del 17.02.2026

La Commissione ha preso atto dei risultati della consultazione concernente l'iniziativa del Cantone di Zurigo 23.325 «Flessibilizzazione temporanea degli orari di apertura dei negozi». Essa constata che la grande maggioranza dei Cantoni è favorevole al progetto, poiché lascia ai Cantoni la libertà di autorizzare aperture domenicali supplementari ma anche di rinunciarvi. Ha quindi deciso di non apportare modifiche al suo progetto e nella votazione sul complesso lo ha approvato con 11 voti contro 2. Ora il Consiglio federale esprimerà il suo parere in merito al progetto, che nella sessione estiva sarà poi esaminato dal Consiglio degli Stati.

Comunicato stampa del Consiglio federale del 22.04.2026

Il Consiglio federale è a favore dell’estensione del lavoro domenicale nel commercio al minuto

Nel suo parere approvato il 22 aprile 2026 il Consiglio federale accoglie con favore la proposta della Commissione dell’economia e dei tributi del Consiglio degli Stati sull’eventuale estensione del lavoro domenicale nei negozi. Il progetto consente ai Cantoni di fissare fino a 12 domeniche all’anno, anziché le 4 previste finora, in cui il personale di vendita può lavorare senza autorizzazione.

Il Consiglio federale accoglie favorevolmente il mantenimento dell’approccio federalista: spetta ai Cantoni decidere se avvalersi di questa possibilità ed eventualmente come attuare tale disposizione a livello cantonale.

Già oggi i Cantoni possono fissare 4 domeniche all’anno durante le quali i lavoratori possono essere occupati nei negozi senza autorizzazione. Il progetto della commissione prevede, come limite massimo, l’aumento a 12 domeniche per anno civile. Così facendo, la commissione adotta l’iniziativa cantonale «Flessibilizzazione temporanea degli orari di apertura dei negozi» presentata nel 2023 dal Cantone di Zurigo.

Il Consiglio federale ritiene che il progetto della commissione rappresenti una moderata flessibilizzazione che, come già avviene oggi, affida ai Cantoni la decisione di estendere o meno il lavoro domenicale in misura limitata. Le disposizioni protettive definite nella legge sul lavoro concernenti il lavoro domenicale si applicano anche a queste domeniche.

La sovranità cantonale in materia di orari di apertura dei negozi non viene in alcun modo limitata da questo progetto che, peraltro, consente ai Cantoni di valutare i pro e i contro di un aumento delle aperture domenicali e di prevedere regolamentazioni distinte e politicamente attuabili. In definitiva, ogni negozio decide autonomamente, tenendo conto dell’aumento del fatturato e dei costi, se impiegare o meno personale nelle domeniche previste dal proprio Cantone. Prossimamente la CET-S esaminerà il parere del Consiglio federale.

Wortlaut

Fondandosi sull’articolo 160 capoverso 1 della Costituzione federale il Cantone di Zurigo presenta la seguente iniziativa.

Gli orari di apertura dei negozi devono essere resi maggiormente flessibili, aumentando il numero di aperture domenicali e della relativa frequenza ammessa dalle attuali quattro a 12 domeniche all’anno. La legge sul lavoro e la relativa ordinanza devono essere conseguentemente adeguate.

Begründung

L’economia in Svizzera e nel Cantone di Zurigo è stata ed è ancora colpita da crisi. Secondo la maggioranza della Commissione è quindi opportuno che venga fatto il possile per limitare al massimo i danni economici, contenere i costi sociali e ridurre l’impatto economico. Estendendo il tempo dell’attività economica tramite orari di apertura più flessibili, la prestazione economica risulterebbe maggiore. Da questa misura potrebbero trarre vantaggio soprattutto le attività commerciali e i piccoli offerenti di prestazioni che sono fortemente colpiti da crisi.

Oggi i Comuni possono fissare in modo uniforme al massimo quattro domeniche o giorni festivi all’anno durante i quali i lavoratori possono essere occupati nei negozi senza autorizzazione (art. 19 cpv. 6 LL). Possono essere fissate al massimo due domeniche consecutive (art. 20 cpv. 1 LL). Sarebbe pensabile e forse più facilmente attuabile aumentare il numero di aperture dominicali (adeguamento dell’art. 19 cpv. 6 LL) dalle attuali quattro domeniche all’anno a un numero più elevato (ad es. almeno una domenica al mese).

Verhandlungen

Notizia ATS

Dibattito al Consiglio degli Stati, 09.06.2026

Negozi, no apertura 12 domeniche all'anno senza autorizzazione

Nessuna ulteriore liberalizzazione circa l'apertura dei negozi la domenica: un po' a sorpresa, grazie al voto decisivo del suo presidente Stefan Engler (Centro/GR), il Consiglio degli Stati non è entrato in materia su un progetto con cui s'intendeva consentire ai negozi di rimanere aperti per un massimo di 12 domeniche all'anno senza autorizzazione, invece di quattro come adesso.

Dovendo esprimersi su una proposta di non entrata nel merito di Carlo Sommaruga al termine di un dibattito "emozionale" (sono parole del "senatore" del Centro ticinese, Fabio Regazzi, favorevole al progetto), l'aula si è spaccata: 21 a 21 e un astenuto. Come detto, Engler ha fatto pendere la bilancia dalla parte di coloro che non intendono dare ai cantoni la facoltà di aprire i commerci per 12 domeniche all'anno come chiede un'iniziativa di Zurigo.

Eppure, sia la commissione preparatoria, come anche il Consiglio federale e la maggioranza dei cantoni consultati, spingeva per un'ulteriore estensione delle domeniche lavorative. I motivi? Rispondere alle esigenze di maggiore flessibilità per quanto riguarda gli orari di apertura al fine di rispondere alle necessità dei consumatori e degli stessi negozi, in particolare accrescendo la competitività di quest'ultimi nei confronti del commercio online e dei commercianti della fascia di confine estera.

Per la relatrice della commissione, Tiana Moser (Verdi liberali/ZH), si tratta di concedere ai cantoni questa possibilità. Non vi è alcun obbligo nemmeno per i commerci di adeguarsi, ha sostenuto, ricordando che rimangono invariate le disposizioni a tutela dei lavoratori.

Un ragionamento, quest'ultimo, fatto proprio anche da Regazzi il quale, in qualità anche di presidente dell'Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM), ha ricordato che nessun negozio viene obbligato ad alzare la saracinesca, mentre la giornata domenicale supplementare può venir compensata dagli addetti. Si tratta di una liberalizzazione moderata ha insistito l'imprenditore locarnese, che interessa poco più del 20% delle domeniche all'anno.

Con questa modifica legislativa s'intende anche dare una mano ai negozi locali, ha insistito Regazzi, visto che come Cantone di frontiera conosciamo un forte pendolarismo degli acquisti la domenica, proprio perché oltre frontiera i negozi sono aperti.

Durante il suo intervento, il "ministro" dell'economia, Guy Parmelin, ha spezzato una lancia a favore di un progetto moderato, perdipiù rispettoso del federalismo. I Cantoni potranno infatti decidere autonomamente se avvalersi di questa possibilità e come attuarla, mantenendo dunque la propria sovranità in materia di orari d'apertura dei negozi, ha sottolineato invano il consigliere federale democentrista.

Un attacco ai lavoratori

Ma per Carlo Sommaruga (PS/GE), questa ulteriore liberalizzazione rappresenta invero un attacco frontale contro i lavoratori. Non si tratta di una modifica moderata della legge, bensì di un'estensione importante delle domeniche lavorative che peserà soprattutto sui dipendenti dei grandi magazzini, perlopiù penalizzati da bassi salari, già oggi vittime più di altri di fenomeni quali stress e burnout.

Il presidente dell'Unione sindacale svizzera, Pierre-Yves Maillard (PS/VD), ha insistito sull'importanza della domenica quale giorno di riposo e socialità, un momento di tregua per rimanere con la famiglia e gli amici che va difeso da quella nuova religione che è diventato il commercio.

Per Maillard, come anche per altri oratori scettici, ad approfittare maggiormente di questa possibilità sarebbero i grandi magazzini, come Migros, non certo i piccoli negozi che non hanno i mezzi finanziari per pagare un impiegato supplementare.

Durante il suo intervento, Heidi Gmür-Schönenberger (Centro/LU) ha sottolineato le ripercussioni negative sulla salute delle aperture domenicali e sull'importanza di questo giorno per tirare il fiato. Non è un caso che il lavoro domenicale, come da tradizione anche di carattere religioso, sia considerato un'eccezione, ha affermato, spalleggiata da Jakob Stark (UDC/TG).

Da parte sua, lo zurighese Daniel Jositsch (PS) ha dichiarato che di domenica non si vende di più solo perché aperti, sebbene si pretenda il contrario. È dubbio anche l'argomento che un maggior numero di domeniche a disposizione possa mitigare la concorrenza esercitata dal commercio online, ha aggiunto il "senatore" socialista ormai in rotta col suo partito che non lo vuole più candidare alle prossime elezioni.

Comunicato stampa della Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio nazionale del 23.06.2026

La Commissione propone con 14 voti contro 11 di non togliere dal ruolo l’iniziativa cantonale 23.325 del Cantone di Zurigo, malgrado la decisione presa nella sessione estiva dal Consiglio degli Stati di non entrare in materia su un progetto presentato dalla CET-S per l’attuazione dell’iniziativa. L’iniziativa cantonale propone di concedere ai Cantoni la possibilità di autorizzare il lavoro domenicale nel commercio al dettaglio fino a dodici giorni all’anno, anziché quattro. La Commissione ritiene che la possibilità di fare acquisti anche la domenica risponda a un’esigenza sociale. Con un moderato allentamento delle restrizioni, l’iniziativa consentirebbe al commercio al dettaglio di reagire a tale esigenza e di continuare a contribuire all’attrattività dei centri cittadini. A tal proposito la Commissione sottolinea che i Cantoni potranno decidere, attraverso un processo democratico, se avvalersi di questa possibile estensione delle aperture domenicali o se rinunciarvi. Secondo la minoranza la modifica legislativa proposta non comporterebbe alcun valore aggiunto di natura economica. Già oggi, infatti, i commerci al dettaglio hanno la possibilità di aprire la domenica, ad esempio nelle regioni turistiche o nei punti chiave delle reti di trasporto. L’estensione delle vendite domenicali non risponderebbe né a un’esigenza della maggior parte degli operatori del settore, né sarebbe nell’interesse dei lavoratori. La minoranza reputa che l’iniziativa non otterrebbe quindi la maggioranza in una votazione popolare e chiede di toglierla dal ruolo.

Informazioni

Segreteria della Commissione dell'economia e dei tributi (CET)

wak.cer@parl.admin.ch

Commissione dell’economia e dei tributi (CET)