23.3285 · Mozione · 2023-03-16
Dipartimento degli affari esteri
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di sottoporre al Parlamento un progetto di legge per la creazione di un fondo di solidarietà per la ricostruzione dell'Ucraina, limitato nel tempo e basato sugli elementi chiave indicati di seguito.
1. Il fondo garantisce il finanziamento di aiuti umanitari e misure per la ricostruzione dell'Ucraina.
2. Le misure per la ricostruzione sono in linea con l'Accordo di Parigi e con la Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica.
3. La Confederazione stanzia per il fondo mezzi finanziari pari complessivamente al tre per cento del prodotto interno lordo svizzero.
4. Per i conferimenti al fondo, il Consiglio federale richiede al Parlamento un fabbisogno finanziario eccezionale ai sensi dell'articolo 126 capoverso 3 della Costituzione federale.
Begründung
Resistendo all'aggressione della Russia, l'Ucraina difende anche i nostri valori di libertà e democrazia così come i diritti umani. I persistenti bombardamenti russi hanno provocato un'immensa distruzione nel Paese. Nel luglio del 2022 il Governo ucraino ha stimato che per la ricostruzione del Paese saranno necessari investimenti superiori a 750 miliardi di dollari americani (Ukraine's National Recovery Plan). Alla luce del perdurare del conflitto, i danni potrebbero però ammontare a una cifra nettamente superiore.
Una ricostruzione di queste proporzioni potrà essere finanziata solo con massicci aiuti da parte dei Paesi occidentali. Nel National Recovery Plan, il Governo Ucraino ritiene che all'incirca due terzi del fabbisogno di investimenti (circa 500 miliardi di dollari americani) dovranno essere finanziati mediante contributi statali e prestiti di Stati partner. Anche la Svizzera sarà chiamata a fornire un contributo sostanziale in tal senso.
Secondo le stime trimestrali della SECO, nel 2022 il tre per cento del prodotto interno lordo svizzero corrispondeva a circa 23 miliardi di franchi. Alla luce del volume di investimenti stimato dall'Ucraina e della rilevanza dell'economia svizzera nel contesto europeo, un simile importo sarebbe adeguato. Grazie al requisito secondo cui le misure dovranno essere in linea con l'Accordo di Parigi e la Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica, sarebbe possibile promuovere lo sviluppo sostenibile in Ucraina e contribuire in modo significativo alla riduzione delle emissioni di gas serra, come anche alla tutela della biodiversità.
La guerra in Ucraina è un avvenimento straordinario che ha provocato un mutamento profondo e repentino della situazione geopolitica ed economica in Europa. La richiesta di un fabbisogno finanziario eccezionale per alimentare il fondo è pertanto giustificata. A causa del freno all'indebitamento, un finanziamento basato sulle entrate ordinarie sarebbe possibile solo con una forte riduzione delle uscite ordinarie o con entrate fiscali supplementari. Il mercato dei capitali svizzero è in grado di assorbire agevolmente l'assunzione del credito legato al fondo da parte della Confederazione e, sulla base delle stime per il 2022, la quota di indebitamento della Svizzera aumenterebbe così di circa tre punti percentuali, raggiungendo il 31 per cento. Tale valore non rappresenta alcun pericolo per la stabilità delle finanze pubbliche svizzere.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.
Stellungnahme des Bundesrates
Il Consiglio federale sostiene la popolazione colpita in Ucraina sin dall'inizio dell'aggressione militare russa del 24 febbraio 2022. Oltre ai fondi già previsti per l'Ucraina prima dello scoppio del conflitto, l'Esecutivo ha approvato finora tre pacchetti di aiuti e ha sottoposto al Parlamento la richiesta dei relativi crediti aggiuntivi. È stata inoltre cambiata la destinazione di risorse già disponibili o sono state previste compensazioni interne. In Ucraina la Svizzera non fornisce solo aiuto d'emergenza, ma sostiene anche, per esempio, il sistema sanitario e le infrastrutture energetiche, oltre a promuovere la democrazia e il settore privato locale. Grazie alla sua presenza nel Paese sin dagli anni 1990, la cooperazione internazionale (CI) della Svizzera può contare su un'esperienza pluriennale e una fitta rete di contatti.
Nel luglio del 2022 la Svizzera ha ospitato a Lugano l'"Ukraine Recovery Conference", che ha dato il via al processo di ricostruzione del Paese. I "principi di Lugano" adottati in quell'occasione fungono da punto di riferimento per la comunità internazionale per pianificare i lavori d'intesa con le autorità ucraine. In base a questi principi, la ricostruzione dell'Ucraina deve comprendere riforme che integrino il concetto di sostenibilità e siano in linea con l'Agenda 2030 per uno sviluppo sostenibile e l'Accordo di Parigi.
Nell'ambito della Strategia CI 2025-2028 il Consiglio federale ha previsto di destinare circa 1,5 miliardi di franchi all'Ucraina e alle zone limitrofe. Questi fondi, sommati ai circa 300 milioni di franchi previsti per il biennio 2023-2024, porteranno il sostegno all'Ucraina e ai Paesi confinanti a circa 1,8 miliardi di franchi nei prossimi sei anni. La Svizzera dà così un importante contributo all'Ucraina e alla relativa ricostruzione. Si prevede che i costi per la ricostruzione dell'Ucraina diventeranno molto elevati. L'importo preventivato per la cooperazione internazionale (CI) non basterà a coprire interamente il contributo della Confederazione alla ricostruzione dell'Ucraina. Un gruppo di lavoro interdipartimentale attualmente sta esaminando quale organizzazione istituzionale sia necessaria per accompagnare il processo di ricostruzione a lungo termine e la possibilità di creare un fondo. A tale proposito, il Consiglio federale rimanda al proprio parere in risposta alla mozione 23.3437 della Commissione della politica estera del Consiglio nazionale "Programma di sostegno all'Ucraina. Basi legali e 5 miliardi di franchi per gli aiuti umanitari, la protezione della popolazione civile, la promozione della pace e la ricostruzione".
Nel caso in cui la mozione venga accolta dalla Camera prioritaria, il Consiglio federale si riserva il diritto, al momento del passaggio alla seconda Camera, di convertire la proposta di un mandato nel quale sarebbero contemplati anche i risultati delle verifiche sopra citate.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.