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23.3310 · Interpellanza · 2023-03-16

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

La guerra d'aggressione in Ucraina, perpetrata dalla Russia in aperta violazione del diritto internazionale, viene condotta con bombe e missili la cui fabbricazione è stata resa possibile anche da beni svizzeri a duplice impiego. Pongo quindi due domande al Consiglio federale:

Cosa pensa dell'affermazione dell'ex capo del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca (DEFR) nel dibattito al Consiglio degli Stati in merito alla richiesta da parte di Karin Keller-Sutter di allentare la prassi in materia di autorizzazioni per i beni a duplice impiego alla Russia, ossia che non devono esserci criteri di valutazione ideologici (10.03.2016)?

Sulla base di ciò, cosa pensa dell'affermazione di Niklas Masuhr, ricercatore in campo militare presso il Center for Security Studies (CSS) del Politecnico di Zurigo, secondo cui risulterebbe più vantaggioso per le capacità di combattimento dell'esercito russo importare beni a duplice impiego piuttosto che sistemi militari già pronti (vedi dossier della NZZ: "Russland braucht für den Krieg Schweizer Maschinen", 12.09.2022)?

Begründung

Secondo un rapporto dell'Economic Security Council of Ukraine (EEB) pubblicato il 16 giugno 2022 dalla International Volunteer Community InformNapalm, fino al 2022 le aziende svizzere hanno svolto un ruolo importante nella produzione di armi russe, a dispetto delle sanzioni comminate in seguito all'annessione della Crimea. Si tratta principalmente di motori per jet da combattimento, sistemi missilistici e di difesa aerea, ma anche armi da fuoco. Poiché da un anno le armi fabbricate con beni a duplice impiego causano grandi sofferenze in Ucraina, è necessario che il Consiglio federale, il Parlamento e, più in generale, il nostro Paese facciano i conti con quella che sembra essere una prassi di esportazioni troppo generosa.

Stellungnahme des Bundesrates

Si definiscono a duplice impiego i beni industriali che possono essere utilizzati sia a scopo civile che a scopo militare e che figurano in elenchi armonizzati a livello internazionale stilati dai regimi di controllo delle esportazioni.

Il Consiglio federale aveva sottolineato nella sua risposta che le domande di esportazione di beni a duplice impiego erano state valutate caso per caso secondo i criteri di controllo delle esportazioni nel quadro dell'ordinanza del 27 agosto 2014, allora in vigore, che istituiva provvedimenti per impedire l'aggiramento delle sanzioni internazionali in relazione alla situazione in Ucraina (RU 2014 2803).

All'epoca suscitavano perplessità le domande di fornitura alle cosiddette società miste, che producevano sia beni civili che militari. Tuttavia, se l'esame delle singole domande dimostrava che tutti i requisiti per una fornitura di beni a scopo civile erano soddisfatti, l'autorizzazione doveva comunque essere concessa.

In base all'attuale regime di sanzioni sono invece vietate la vendita e l'esportazione verso la Russia di un'ampia gamma di beni industriali, compresi tutti quelli a duplice impiego.

Risposta del Consiglio federale.