23.3411 · Postulato · 2023-03-17
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è incaricato di esaminare come, unitamente al settore, è possibile trovare una soluzione a lungo termine alla crisi del mercato suinicolo. Sarebbe opportuno valutare opzioni come, ad esempio, contributi una tantum ai contadini che si riconvertono a un altro ramo aziendale o che intendono ridurre notevolmente gli effettivi.
Begründung
In Svizzera il mercato suinicolo è caratterizzato da alti e bassi, il cosiddetto ciclo dei suini. Sostanzialmente ciò non è una novità e non desta particolari preoccupazioni, se non fosse che recentemente la sovrapproduzione di suini è stata tale che tonnellate di carne di suino hanno dovuto essere esportate in altri Paesi europei e congelate. Secondo le cifre dell'organizzazione di categoria Proviande, fino a metà febbraio erano stati esportati e congelati rispettivamente più di 31 000 e circa 15 000 suini. L'esportazione è stata finanziata congiuntamente dagli addetti all'ingrasso e al commercio che hanno versato 20 centesimi per chilogrammo di peso alla macellazione. Anche la Confederazione ha adottato misure di sgravio del mercato senza precedenti e, attingendo a piene mani dalle sue casse, a dicembre ha cofinanziato il congelamento di 15 000 suini.
Nel frattempo si sta lentamente delineando una ripresa, ma l'emergenza ha comunque lasciato il segno sugli agricoltori, sui commercianti e sugli addetti alla trasformazione. A lungo andare non si può continuare di questo passo. Lo sostiene anche Raphael Helfenstein di Suisseporcs, il quale ha affermato che per riequilibrare il mercato è necessario che alcuni contadini abbandonino questo comparto. Suisseporcs prospetta una riduzione della produzione totale del 5 per cento circa e ciò significa che a livello svizzero l'effettivo di scrofe deve diminuire di 7000 capi. Per i contadini ciò rappresenta una grande sfida, poiché un'azienda specializzata non può cessare la propria attività o ridurre gli effettivi senza subire grandi perdite. La Confederazione e il settore sono quindi chiamati a fare la loro parte, ovvero a esaminare come sostenere i contadini nella riconversione. L'erogazione di aiuti finanziari una tantum o di contributi per la riconversione dell'azienda è una soluzione più lungimirante rispetto a misure di sgravio del mercato ricorrenti che tamponano l'emergenza soltanto a breve termine e sono molto costose.
Antrag des Bundesrates
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.
Stellungnahme des Bundesrates
La chiusura delle strutture di ristorazione durante la pandemia di COVID-19 ha fatto crescere la domanda di carne suina. A novembre 2022, tuttavia, è andato delineandosi un netto peggioramento della situazione del mercato dei suini da macello.
Per effetto del fenomeno denominato "ciclo dei suini", l'elevata offerta di carne suina unitamente a un calo del consumo pro capite in atto da anni (intensificato dall'abolizione delle misure anti COVID-19) hanno generato una considerevole offerta eccedentaria di suini pronti per la macellazione. Grazie all'impegno congiunto dell'intero settore della carne, compresi i produttori di suini, è stato possibile evitare il sovraffollamento nelle aziende di allevamento, aspetto rilevante dal profilo della protezione degli animali, e un crollo ancora maggiore dei prezzi alla produzione. A sostegno del settore, l'UFAG ha cofinanziato l'azione d'immagazzinamento di 570 tonnellate di carne suina erogando 1,9 milioni di franchi. Il contributo finanziario della Confederazione è stato versato conformemente a quanto prescritto dagli articoli 10 e 13 dell'ordinanza sul bestiame da macello (OBM; RS 916.341) in caso di offerta eccedentaria stagionale. I fondi necessari sono stati attinti dal credito Aiuti alla produzione animale previsto per tali misure nel preventivo ordinario della Confederazione per il 2022.
Con l'introduzione dei pagamenti diretti nel quadro della Politica agricola 2002, il Parlamento ha scorporato la politica dei prezzi da quella dei redditi. Da allora, per principio la Confederazione non interviene più con normative a livello di produzione e di formazione dei prezzi dei prodotti agricoli. Il prezzo di mercato è dunque determinato sostanzialmente dall'offerta e dalla domanda. Il Consiglio federale non ritiene perciò opportuno che la Confederazione intervenga per regolare il mercato suinicolo, come richiesto nel presente postulato. Tale approccio non sarebbe in linea con il futuro orientamento della politica agricola proposto dal Consiglio federale nel suo rapporto del 22 giugno 2022. Esso prevede infatti che venga rafforzata la responsabilità individuale dei settori. Inoltre, non esiste una base legale per le misure proposte, ovvero contributi per la riconversione e per la cessazione dell'esercizio aziendale. Negli anni 1980-1983 e 1993-1994 per gestire la produzione di carne e uova la Confederazione aveva versato anche dei contributi per la cessazione dell'attività di aziende di allevamento e di ingrasso di suini nonché per la riduzione degli effettivi di suini. Tuttavia queste sovvenzioni federali per cessare l'attività e ridurre gli effettivi di animali non hanno sortito alcun effetto duraturo.
Onde evitare che il mercato si ritrovi in una situazione analoga a quella dell'inverno 2022, l'Associazione degli allevatori e dei produttori svizzeri di suini "Suisseporcs" ha creato un gruppo di lavoro denominato Mercato suinicolo con il compito di proporre soluzioni per garantire a lungo termine una produzione di carne suina conforme alle esigenze del mercato. Il Consiglio federale ritiene opportuno che il settore elabori autonomamente soluzioni, affinché in futuro l'offerta e la domanda sul mercato svizzero della carne suina tornino a essere meglio equilibrate. Considerato il contesto attuale, un impegno della Confederazione ai sensi di quanto richiesto dall'autrice del postulato pregiudicherebbe gravemente gli sforzi profusi autonomamente dal settore. Naturalmente, la Confederazione seguirà con attenzione i provvedimenti che il settore prenderà per gestire i volumi del mercato suinicolo e, se necessario, li sosterrà nel quadro delle sue possibilità legali e finanziarie.
Il Consiglio federale propone di respingere il postulato.