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Il Consiglio federale riveda la sua decisione di aumentare il tasso d'interesse dei crediti COVID-19

23.3534 · Interpellanza · 2023-05-03

Dipartimento delle Finanze

Liquidato

Wortlaut

Con comunicazione del 29 marzo 2023 il Consiglio federale dichiarava quanto segue:

"Nella seduta del 29 marzo 2023 il Consiglio federale ha deciso di aumentare, a decorrere dal 3 marzo 2023, i tassi d'interesse dei crediti Covid-19 tuttora scoperti. Questi tassi ammonteranno quindi all'1,5 per cento per i crediti fino a 500 000 franchi e al 2 per cento per i crediti superiori a 500 000 franchi. Così facendo, l'Esecutivo tiene conto dell'andamento dei tassi d'interesse”.

Questa decisione mette in difficoltà molte piccole e medie aziende che hanno fatto capo ai crediti Covid-19 nel periodo della pandemia, spesso perché le varie Autorità hanno decretato chiusure e limitazioni delle attività economiche. Le condizioni con cui sono stati concessi i crediti erano chiari e il tasso d'interesse conosciuto. Si può dunque affermare che i singoli imprenditori a suo tempo avevano deciso di far capo a questi crediti, anche tenuto conto dei tassi d'interesse moderati.

Con questa decisione il Consiglio federale cambia, manu militari, le condizioni dei crediti, mettendo in difficoltà diversi piccoli e medi imprenditori.

Chiedo al Consiglio federale:

1. Non crede che questa decisione unilaterale equivalga a cambiare le carte in tavola a gioco in corsa?

2. Ritiene corretto cambiare le condizioni di concessioni dei prestiti, sapendo che per diversi piccoli e medi imprenditori questa decisione causerà dei problemi nel far quadrare i conti?

3. Prende in considerazione di rivedere la decisione, soprattutto a fronte del fatto che i crediti Covid-19 per molti imprenditori si sono resi necessari a causa di chiusure e limitazioni imposte dalle Autorità?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Secondo l’articolo 4 capoverso 2 della legge del 18 dicembre 2020 sulle fideiussioni solidali COVID-19 (LFiS-COVID-19; RS 951.26), su proposta del Dipartimento federale delle finanze, il Consiglio federale adegua ogni anno agli sviluppi del mercato, con effetto a decorrere dal 31 marzo, i tassi d’interesse per i crediti COVID-19. Aderendo al programma di credito, le imprese mutuatarie sapevano che sarebbe stato applicato un tasso d’interesse e che quest’ultimo sarebbe mutato in funzione degli sviluppi del mercato.

Al numero 6 del modulo di richiesta dei crediti COVID-19 sottoscritto da tutte le imprese mutuatarie è riportato che sui crediti vengono riscossi interessi al tasso d’interesse legale.

2. L’importo di credito garantito da una fideiussione ammontava al massimo al 10 per cento della cifra d’affari realizzata nel 2019 o nel 2018. In altre parole, un tasso d’interesse dell’1,5 per cento corrisponde all’incirca allo 0,15 per cento della cifra d’affari. Alla luce di quanto precede, il Consiglio federale ritiene che un aumento moderato degli interessi sia sostenibile per le imprese mutuatarie.

3. La decisione del Consiglio federale di adeguare i tassi d’interesse è stata presa conformemente alle basi legali. Secondo il summenzionato articolo 4 capoverso 2 LFiS-COVID-19, il Consiglio federale adegua ogni anno, con effetto a decorrere dal 31 marzo, i tassi d’interesse agli sviluppi del mercato. Mentre nel 2021 e nel 2022 al momento della presa di decisione i tassi d’interesse determinanti non avevano subito alcuna variazione, nel primo trimestre del 2023 la situazione è cambiata. Da giugno 2022 i tassi d’interesse sono in forte rialzo e, in ultima analisi, l’Esecutivo ne ha tenuto conto nella sua decisione. Inoltre, l’adeguamento dei tassi d’interesse scoraggia le imprese a utilizzare i crediti COVID-19 più a lungo del dovuto. Ciò è conforme sia allo scopo originario del programma di credito (superare rapidamente i problemi di liquidità dovuti al coronavirus), sia all’interesse dei contribuenti a contenere il più possibile le inadempienze sui crediti.