Bürgenstock. In che modo sono definiti gli interessi superiori dello Stato nell'ambito della Lex Koller?
23.3546 · Interpellanza · 2023-05-04
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il resort Bürgenstock intende vendere 67 abitazioni. Un'autorizzazione alla vendita era già stata rilasciata nel 2010 con la motivazione che il resort poteva far valere il modello di stabilimento d'impresa. Non è mai stato reso pubblico di quali prestazioni avrebbero fruito gli acquirenti. A quanto risulta, le abitazioni sono state nel frattempo dotate di una cucina, il che rende poco plausibile l'acquisto di prestazioni di ristorazione. Successivamente l'Ufficio federale di giustizia avrebbe revocato l'autorizzazione eccezionale. Sul caso ha statuito il Tribunale amministrativo di Nidvaldo, ma la sentenza non è ancora stata pubblicata.
Stando a un articolo pubblicato sulla NZZ il 26 aprile 2023, è stata inoltre presentata una richiesta di deroga alla Lex Koller per permettere di vendere queste abitazioni anche a stranieri non domiciliati in Svizzera. Tale richiesta invoca un interesse superiore dello Stato svizzero conformemente alle possibilità di deroga previste nella legge.
Preghiamo il Consiglio federale di rispondere alle domande seguenti:
1. Come è definita l'espressione "interessi superiori dello Stato" nell'ambito della Lex Koller?
2. In quali casi sono state concesse autorizzazioni in virtù di questo articolo derogatorio?
3. In quali casi non sono state negate autorizzazioni in virtù di questo articolo derogatorio?
4. Secondo l'articolo apparso nella NZZ la richiesta è stata presentata dal consigliere federale Ueli Maurer. È consueto che i consiglieri federali presentino in Consiglio federale richieste per singole imprese?
5. Il Consiglio federale ha esaminato la richiesta? Se sì, come ha risposto?
6. Le condizioni previste nell'ambito della Lex Koller non sono mutate dalla decisione degli investitori di impegnarsi sul Bürgenstock. Come giudica il Consiglio federale richieste di deroga dopo la realizzazione di tali grandi strutture?
7. È necessario definire più chiaramente il modello di stabilimento d'impresa, visto che dà ripetutamente adito a discussioni? Le prescrizioni sono applicabili nella pratica?
Stellungnahme des Bundesrates
1. La legge federale del 26 dicembre 1983 sull’acquisto di fondi da parte di persone all’estero (LAFE; RS 211.412.41) autorizza il Consiglio federale a dispensare nel singolo caso l’acquirente di un fondo dall’obbligo di autorizzazione secondo questa legge se lo esige l’interesse superiore della Confederazione (art. 7 lett. h LAFE). Questa disposizione deroga quindi al principio sancito all’articolo 2 LAFE che prevede un obbligo di autorizzazione per l’acquisto di fondi in Svizzera da parte di persone all’estero. Possono essere considerati come interessi superiori della Confederazione, che giustificano un'eccezione al regime dell'autorizzazione, solo gli interessi pubblici di portata nazionale essenziali e preponderanti, atti a preservare o a promuovere elementi importanti della vita politica, economica, scientifica o culturale del Paese (giurisprudenza delle autorità amministrative della Confederazione GAAC 68.12, consid. 3).
2. In rare occasioni, il Consiglio federale ha esentato organizzazioni sportive internazionali dall’obbligo di autorizzazione per l’acquisto di fondi ricorrendo all’articolo 7 lettera h LAFE. In questi casi, l’interesse superiore risiedeva anzitutto nella grande importanza sportiva, culturale ed economica di federazioni mondiali con sede in Svizzera (cfr. GAAC 68.12). Il Consiglio federale ha parimenti ritenuto che l’acquisto di fondi per un complesso turistico ad Andermatt fosse nell’interesse superiore della Confederazione (cfr. i comunicati stampa del 22 settembre 2006, del 21 dicembre 2007 e del 24 febbraio 2021).
3. Si veda la risposta alla domanda 2. Se le condizioni di cui all’articolo 7 lettera h LAFE elencate sopra non sono adempiute, il Consiglio federale non può esentare l’acquirente dall’obbligo di autorizzazione. In passato, le domande che non soddisfacevano le condizioni menzionate sono state spesso ritirate. Il Consiglio federale è a conoscenza di unico caso in cui ha formalmente reso una decisione negativa. Questa decisione del 9 aprile 1986 è pubblicata nella GAAC 50 n. 39.
4. Dopo aver sentito il Governo cantonale interessato, il Consiglio federale accerta se sussiste un interesse superiore della Confederazione secondo l’articolo 7 lettera h LAFE (art. 16 cpv. 1 lett. a LAFE). Come nel caso del resort del Bürgenstock, l’acquirente del fondo deve inviare la propria richiesta all’autorità cantonale di prima istanza a destinazione del Consiglio federale (art. 15 cpv. 2 dell’ordinanza sull’acquisto di fondi da parte di persone all’estero, OAFE).
5. La procedura presso il Consiglio federale è ancora pendente.
6. Il Consiglio federale esamina se le condizioni di cui all’articolo 7 lettera h LAFE sono adempiute seguendo la procedura legale e tenendo conto delle circostanze del caso concreto.
7. Come il Consiglio federale ha già illustrato nella risposta alla domanda 20.5302 Töngi «Wer kontrolliert ein Betriebsstättenmodell?», l’articolo 2 capoverso 2 lettera a LAFE costituisce la base legale per il modello di stabilimento d’impresa. Secondo questa disposizione, l’acquisto di fondi da parte di persone all’estero non necessita di un’autorizzazione se il fondo serve come stabilimento permanente di un commercio, di un’industria o di un’altra impresa esercitata in forma commerciale, di un’azienda artigianale o di una libera professione. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, se un fondo è gestito in forma alberghiera sussiste uno stabilimento d’impresa se le prestazioni di servizi propri all'industria alberghiera prevalgono sulla messa a disposizione a titolo professionale di abitazioni (DTF 106 Ib 209). Nell’esame del caso concreto occorre tenere conto di questo principio. Considerando la politica congiunturale, il legislatore federale ha deliberatamente redatto la disposizione derogatoria di cui all’articolo 2 capoverso 2 lettera a LAFE in modo da includere per quanto possibile tutte le forme di attività economica di un’impresa (cfr. FF 1997 II 1022, 1066). Non sarebbe dunque opportuno prevedere una disposizione speciale per una determinata eccezione mentre la formulazione generale della legge si applicherebbe in tutti gli altri casi.