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23.3586 · Postulato · 2023-05-11

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

A livello di aiuto sociale le persone nel settore dell'asilo beneficiano di aliquote inferiori rispetto alla popolazione indigena. L'attuale motivazione è che ciò le incoraggerebbe a esercitare un'attività lucrativa (integrazione professionale) e ridurrebbe gli effetti di richiamo. I Cantoni possono stabilire autonomamente l'importo della riduzione degli aiuti sociali al momento del versamento.

Il Consiglio federale è invitato ad analizzare l'impatto della situazione attuale confrontando sistematicamente le aliquote dell'aiuto sociale concesse dai Cantoni nel settore dell'asilo. Andranno in particolare analizzate, coinvolgendo la CDOS e la COSAS, le ripercussioni sull'integrazione professionale e sociale, sull'accesso alla formazione e alla formazione continua e sulla copertura globale dei bisogni vitali sia per le persone sole sia in modo specifico per le famiglie e i bambini.

Una minoranza della Commissione (Bircher, Buffat, Cottier, Fischer Benjamin, Fluri, Glarner, Marchesi, Ruch, Silberschmidt, Tuena) propone di respingere il postulato.

Begründung

Una petizione di HEKS mette in dubbio che una riduzione del diritto all'aiuto sociale promuova l'integrazione. L'aiuto sociale ridotto spesso non basta per riuscire a pagare diversi servizi che sarebbero importanti per l'integrazione, come i biglietti dei trasporti pubblici o la custodia dei figli. Si osserva che le persone in questa situazione spesso decidono di non seguire una formazione qualificata a causa della pressione finanziaria e di accettare un lavoro meno qualificato per uscire il più presto possibile dall'aiuto sociale. A breve termine questo significa sicuramente un risparmio per l'aiuto sociale, ma a lungo termine il rischio di povertà rimane purtroppo elevato. Queste circostanze aggravano altresì la carenza di specialisti e cagionano costi per l'intera società.

Da notare anche che l'aiuto sociale nel settore dell'asilo può avere ripercussioni negative sui bambini con statuto F e S. Se il denaro non è sufficiente per vivere anche i bambini ne risentono. Le opportunità di sviluppo e le possibilità di partecipare alla vita sociale hanno un grande impatto sulla vita futura di bambini e adolescenti. Nel contempo, crescere in una situazione di povertà è un fattore di rischio per i bambini ammessi provvisoriamente o bisognosi di protezione e riduce le loro possibilità di avere un futuro roseo.

In questo contesto è opportuno stilare un rapporto con un'analisi della situazione in cui si evidenzi l'eventuale necessità d'intervento.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

In virtù degli articoli 115 della Costituzione federale (Cost.; RS 101) e 82 capoverso 1 della legge sull’asilo (LAsi; RS 142.31), in linea di principio l’organizzazione dell’aiuto sociale nel settore dell’asilo compete ai Cantoni. Di conseguenza, l’ammontare e la concessione dell’aiuto sociale sono in linea di massima retti dalle pertinenti leggi cantonali. Alcuni Cantoni delegano l’esecuzione in parte o integralmente ai Comuni o a terzi. Le prassi divergono dunque considerevolmente da un Cantone all’altro sotto vari aspetti, che si tratti dell’importo delle prestazioni di sostegno e della forma degli ulteriori aiuti all’integrazione oppure della procedura, dell’organizzazione e del finanziamento.

La competenza dei Cantoni praticamente non permette alla Confederazione di disciplinare il contenuto dell’aiuto sociale nel settore dell’asilo. In questo ambito la Confederazione non ha il diritto di vigilare sui Cantoni né di impartire loro istruzioni; le relazioni che intrattiene con essi sono rette esclusivamente dal diritto in materia di sussidi. Il Consiglio federale non ritiene pertanto opportuno effettuare un’analisi, diretta dalla Confederazione, dell’organizzazione dell’aiuto sociale nel settore dell’asilo e dei rifugiati. Spetta ai Cantoni determinare se occorre intervenire e, se necessario, formulare raccomandazioni.

Per conseguire un’armonizzazione intercantonale in determinati settori, la Conferenza delle direttrici e dei direttori cantonali delle opere sociali (CDOS), sulla base delle norme della Conferenza svizzera delle istituzioni dell’azione sociale (COSAS), può emanare raccomandazioni all’attenzione dei Cantoni, cosa che ha già fatto nel settore dell’asilo riguardo al soccorso d’emergenza per le persone obbligate a partire, ai minorenni non accompagnati o all’indennizzo delle famiglie ospitanti. Inoltre, da alcuni anni la CDOS tiene sul suo sito una tabella sinottica dettagliata, aggiornata periodicamente, delle prestazioni di aiuto sociale versate da tutti i Cantoni nel settore dell’asilo. Le strutture federalistiche e il fatto che nel settore dell’asilo le prestazioni di aiuto sociale vanno per quanto possibile versate in natura spesso non permettono un confronto diretto tra i Cantoni o lo consentono soltanto in misura limitata.

L’inizio dell’attività lucrativa delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati in Svizzera nel corso del tempo è attualmente oggetto di uno studio scientifico commissionato dalla Segreteria di Stato della migrazione. Questo studio illustrerà in particolare le interazioni con un effetto positivo o negativo sui diversi tassi di occupazione delle suddette persone. Verterà anche sulla riduzione dell’aiuto sociale nel settore dell’asilo.

Gli altri fattori determinanti per un’integrazione rapida e duratura delle persone nel settore dell’asilo sono costantemente valutati nel quadro dell’attuazione dell’Agenda Integrazione Svizzera e tramite studi ad hoc.