23.3661 · Mozione · 2023-06-13
Dipartimento di giustizia e polizia
Liquidato
Wortlaut
Il Consiglio federale è invitato ad abrogare la vigente disposizione sul rilascio di visti umanitari nelle rappresentanze svizzere all’estero allo scopo di presentare una domanda d’asilo in Svizzera.
Begründung
La revisione del 2012 della legge sull’asilo ha abolito la possibilità di presentare domande d’asilo presso le ambasciate svizzere. L’obiettivo era ridurre l’attrattiva della Svizzera quale Paese di destinazione e sgravare le rappresentanze svizzere all’estero, obbligate a trattare numerose domande, consentendo loro nuovamente di concentrarsi sui loro compiti principali.
Resta tuttavia possibile chiedere un «visto umanitario» in una rappresentanza svizzera all’estero. All’atto pratico, in tal modo è ancora possibile presentare una domanda d’asilo presso un’ambasciata svizzera. La maggior parte dei titolari di un visto umanitario chiederà infatti asilo nel nostro Paese, tanto più che negli ultimi anni il semplice arrivo in Svizzera comporta, di fatto, il diritto di restare nel nostro Paese. Il forte afflusso di migranti e il sovraffollamento delle strutture di accoglienza svizzere rendono necessario abolire questo tipo di visto. Esistono altre possibilità, legali, di soggiorno temporaneo per trattare in Svizzera emergenze mediche.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
La possibilità di presentare una domanda d’asilo presso una rappresentanza svizzera all’estero è stata abrogata nel 2012, nel quadro della revisione della legge sull’asilo. All’epoca, il Consiglio federale aveva indicato che le persone minacciate dovevano poter continuare a beneficiare della protezione della Svizzera, che in tal modo preservava la sua tradizione umanitaria (cfr. messaggio del 26 maggio concernente la modifica della legge sull’asilo; FF 2010 3901). In occasione del referendum del 9 giugno 2013 il Popolo ha approvato il progetto con una netta maggioranza del 78,4 per cento. Da allora il diritto svizzero prevede che in singoli casi motivati le persone concretamente, direttamente e seriamente minacciate possono ottenere un visto umanitario per un soggiorno di lunga durata in Svizzera. A tal fine, devono presentare, tramite modulo, una domanda scritta di visto in cui indicano i motivi della loro entrata in Svizzera. Un’audizione formale non è necessaria. La procedura è quindi più snella rispetto alla precedente procedura all’ambasciata.
I criteri legali per il rilascio di un visto umanitario sono severi (cfr. art. 4 cpv. 2 dell’ordinanza concernente l’entrata e il rilascio del visto, OEV; RS 142.204). La persona in questione deve trovarsi in una situazione di particolare emergenza che renda indispensabile l'intervento delle autorità e giustifichi il rilascio di un visto d'entrata in Svizzera, altrimenti rifiutato a qualsiasi altra persona. Ciò può essere il caso ad esempio in situazioni di conflitto armato particolarmente gravi o per sfuggire a una minaccia personale reale, se le condizioni summenzionate sono adempiute.
Le procedure sono costantemente riesaminate con tutti i servizi coinvolti, e se del caso perfezionate, in funzione di nuove condizioni quali, ad esempio, mutamenti geopolitici o esigenze in materia di sicurezza.
A sostegno della sua richiesta di abrogare il visto umanitario, l’autore della mozione fa valere il forte afflusso di migranti e il sovraffollamento delle strutture ricettive in Svizzera. Il numero di visti umanitari rilasciati è tuttavia insignificante in rapporto al numero delle domande d’asilo. Nel 2021, infatti, 94 visti umanitari sono stati rilasciati in virtù dell’articolo 4 capoverso 2 OEV, mentre ne sono stati rifiutati 1476. L’anno successivo 142 persone hanno potuto entrare in Svizzera grazie a un visto umanitario, mentre in 3561 casi questo visto è stato negato. Tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2023 sono stati rilasciati 20 visti umanitari, mentre ne sono stati rifiutati 594. Va fatto notare che lo strumento del visto umanitario è risultato efficace nella prassi, in quanto è destinato a persone che si trovano in una situazione di particolare emergenza o che sono immediatamente minacciate e meritano la protezione da parte delle competenti autorità svizzere.