23.3710 · Interpellanza · 2023-06-14
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Nella risposta al mio postulato 21.4581 il Consiglio federale indica i provvedimenti già adottati per assicurare una migliore rappresentanza delle donne nell’agricoltura. Benché molto apprezzati, questi provvedimenti non sono affatto all’altezza della sfida. Di questo passo, non cambierà molto né per la nostra generazione né per la prossima.
Nel rapporto «La donna nell’agricoltura», pubblicato nel 2022 dall’UFAG/AGRIDEA, una sola pagina viene dedicata al tema «Motivi e ostacoli per le donne a capo di un’azienda - Risultati degli incontri di gruppo», trascurando il complesso e sistemico meccanismo sociale che da decenni permette la regolare esclusione delle figlie di agricoltori. Sebbene in linea generale le donne contadine abbiano lottato con successo per ottenere una migliore copertura assicurativa, le questioni relative allo status di capoazienda per le donne sono trattate solo marginalmente.
È bene ricordare, tuttavia, che nel 2019 si contavano 54 000 donne attive nell'agricoltura svizzera, di cui 43’000 indicate come membri della famiglia. Nonostante questa quota rosa, solo il 6 per cento delle aziende è gestito da una donna, vale a dire 3’289 donne contro 46 749 uomini. Sebbene questa percentuale sia aumentata negli ultimi anni, anche grazie al progetto di AGRIDEA sulla partecipazione delle donne delle organizzazioni agricole («Participation des femmes dans les organisations agricoles PFO»), la quota rimane estremamente bassa. Nel contesto di questa importante giornata in cui ha luogo lo sciopero delle donne, possiamo fare un gesto forte nei confronti di quelle agricoltrici che già contribuiscono, o che hanno la volontà di farlo, a un settore economico e sociale essenziale, riconoscendo ufficialmente e pienamente il loro status.
Secondo il diritto fondiario rurale «è idoneo alla coltivazione diretta chi ha le capacità, necessarie secondo la concezione usuale nel Paese, per coltivare lui stesso il suolo agricolo e per dirigere personalmente un’azienda agricola».
- Si può garantire che questa formulazione restrittiva non sia discriminatoria verso le mogli e le figlie di agricoltori?
- Considerato che il 94 per cento delle aziende agricole è gestito da uomini in Svizzera, che provvedimenti adotterà il Consiglio federale per raggiungere la parità tra uomo e donna?
Stellungnahme des Bundesrates
Il principio dell'uguaglianza tra uomo e donna è pienamente attuato negli ordinamenti giuridici rilevanti per l'agricoltura svizzera (legge sull'agricoltura, RS 910.1; legge federale sul diritto fondiario rurale, RS 211.412.11; legge federale sull’affitto agricolo, RS 221.213.2). Il fatto che non vi sia un numero maggiore di donne a capo di aziende agricole non è dovuto ai presupposti legali, ma per esempio agli stereotipi di ruolo tradizionali tuttora presenti soprattutto nelle regioni rurali.
Nel 2022 si contavano 149 578 persone attive in aziende agricole. Il numero delle donne occupate a tempo pieno è aumentato di 405 unità rispetto al 2021. Nonostante il lieve calo generalizzato delle aziende, nel 2022 quelle dirette da donne sono state 110 in più rispetto all’anno precedente. Ciò equivale a una crescita del 7,2 per cento sul totale delle aziende. Da anni questa cifra è in aumento, lieve ma costante.
1. Come già esposto nel parere al postulato 21.4581, i presupposti legali del diritto fondiario rurale garantiscono che ogni persona idonea, indipendentemente dal sesso, abbia accesso alla proprietà fondiaria. Non esistono discriminazioni di genere né per quanto riguarda la promozione da parte della Confederazione né in relazione alle condizioni per la gestione e la direzione di un'azienda agricola, poiché i requisiti sono esattamente gli stessi per uomini e donne.
Il numero tuttora relativamente basso di donne a capo di un’azienda non è quindi dovuto alle condizioni quadro legali. La scelta di chi designare come successore dipende dalla famiglia, dai genitori nonché dal loro atteggiamento verso l'azienda e i figli.
2. La Confederazione s’impegna per l'uguaglianza tra uomo e donna anche in agricoltura. La Strategia Parità 2030 nazionale, ad esempio, contempla diverse misure che riguardano il primario. Inoltre, la Confederazione è rappresentata in piattaforme e gruppi di lavoro che si riuniscono regolarmente e s’impegnano per migliorare la posizione delle donne in agricoltura, ad esempio con campagne o moduli di formazione.
La Confederazione sostiene inoltre un progetto che analizza i percorsi di formazione professionale di base e specialistica nel settore agricolo per valutare se contribuiscano alla tradizionale divisione dei ruoli e all’imposizione dei ruoli. L'obiettivo del progetto è promuovere la parità tra uomo e donna in agricoltura attraverso una formazione agricola neutrale dal punto di vista del genere. Questo progetto dà seguito a una raccomandazione formulata nel quadro dello studio «La donna nell’agricoltura 2022».
Con l'approvazione della mozione CET-S 22.4253 «Disgiungere il diritto fondiario rurale dalla PA22+», il Parlamento ha incaricato il Consiglio federale di elaborare entro il 2025 un progetto per una revisione parziale della legge federale sul diritto fondiario rurale, finalizzato segnatamente a rafforzare la posizione dei coniugi.