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23.3714 · Mozione · 2023-06-14

Dipartimento dell'interno

Liquidato

Wortlaut

Sulla base degli studi scientifici indipendenti disponibili al momento, il Consiglio federale effettua una rivalutazione della pericolosità della famiglia di pesticidi SDHI per l’ambiente, la biodiversità e la salute umana. Tiene conto degli effetti tossici dimostrati sulle cellule umane in caso di esposizione cronica e a lungo termine a dosi molto basse e include nella sua valutazione anche i livelli di esposizione elevati per gli utilizzatori e i residenti. Prende in considerazione anche l’effetto di questa famiglia di pesticidi sugli organismi viventi del suolo e sugli apparati radicali delle piante, in una prospettiva di conservazione della fertilità e di resilienza agli effetti del cambiamento climatico.

Begründung

I SDHI inibiscono la respirazione cellulare bloccando un enzima dei mitocondri, la succinato deidrogenasi (SDH), indipendentemente dalla specie. Sostanzialmente bloccano l’enzima a prescindere che si tratti di lombrichi, api, funghi o dell’uomo. Non a caso, questo enzima si è straordinariamente conservato nel corso dell’evoluzione ed è praticamente identico in tutte le specie. Ritenendo incontrollabili i rischi associati ai SDHI per la biodiversità nel suo complesso e per la salute umana, nel 2019 centinaia di ricercatori e medici indipendenti hanno lanciato un’allerta chiedendo l’applicazione urgente del principio di precauzione e la loro revoca. Tuttavia, nel 2020, nel suo parere in risposta alla mozione 20.4486 (che non è stata trattata dalla Camera nei tempi previsti), il Consiglio federale afferma sorprendentemente che "non è rilevante quale meccanismo d’azione di un prodotto fitosanitario è responsabile di effetti collaterali indesiderati, bensì è importante sapere quali sono i possibili effetti collaterali e se questi possono costituire un rischio per la salute umana o per l’ambiente in caso di utilizzo di tale prodotto". I possibili effetti collaterali indesiderati dei SDHI e i "rischi correlati per l’ambiente, in particolare per lombrichi, api e organismi del suolo" non sono considerati inaccettabili. Dissociare la modalità d’azione di una sostanza sulle cellule viventi dagli effetti provocati significa rinunciare a un approccio scientifico sistemico e logico, basato sulla relazione causale. Inoltre, da qualche tempo, sono state omologate nuove formulazioni e applicazioni contenenti SDHI per trattare non solo i funghi, ma anche i nematodi del terreno. Del resto, nuovi studi indipendenti confermano anche l’impatto a lungo termine di un’esposizione cronica, soprattutto a dosi minime, sulle cellule umane: questo implica che l’esposizione regolare a tracce minime di queste sostanze si tradurrà nella comparsa di malattie gravi solo alcuni decenni dopo. Si temono effetti neurotossici, in particolare con lo sviluppo di malattie neurodegenerative, ed effetti cancerogeni per il fegato e la tiroide. Il Consiglio federale dovrebbe pertanto procedere a un riesame mirato di tutti i pesticidi SDHI commercializzati in Svizzera.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Come spiegato nel parere in risposta alla mozione Python 20.4486 "Revoca d’urgenza dell’omologazione dei fungicidi SDHI", i prodotti fitosanitari sottostanno a una rigorosa procedura di autorizzazione. I requisiti per il fascicolo e i criteri di autorizzazione in vigore in Svizzera sono ampiamente armonizzati con quelli dell’UE e sono stati notevolmente inaspriti negli ultimi vent’anni. I prodotti fitosanitari sono autorizzati unicamente se il loro uso, nel rispetto dei vincoli e delle condizioni di utilizzazione stabiliti dal servizio di omologazione, non rischia di provocare effetti collaterali inaccettabili sugli esseri umani e sull’ambiente secondo le conoscenze attuali.

Le valutazioni dell’UE si fondano su studi riconosciuti e convalidati a livello internazionale e comprendono segnatamente la potenziale tossicità, ma anche, ad esempio, l’effetto sulla fertilità degli organismi del suolo. Le modalità d’azione della tossicità dei prodotti fitosanitari sono inoltre sistematicamente prese in considerazione nella valutazione degli effetti collaterali indesiderati sulle specie animali, nell’ottica di prevenirli anche negli esseri umani.

I fungicidi SDHI sono un gruppo di principi attive utilizzate principalmente contro gravi malattie fungine in diverse colture (ad es. cereali, frutta e vite). In Svizzera sono attualmente autorizzati sette principi attivi di questo gruppo di pesticidi.

Nell’UE, la procedura per il rinnovo delle approvazioni di tutte le sostanze attive SDHI attualmente approvate è già iniziata o inizierà quest’anno. In questo contesto vengono presi in considerazione gli studi regolamentari presentati dai richiedenti e la letteratura scientifica attualmente disponibile. La Commissione dell’UE ha chiesto ai Paesi membri di evitare qualsiasi ritardo nel riesame di queste sostanze.

La Svizzera riesaminerà i prodotti fitosanitari autorizzati, compresi quelli contenenti SDHI, dopo che l’UE avrà provveduto a rinnovare le approvazioni delle sostanze in essi contenute. Conformemente all’articolo 24 dell’ordinanza sui prodotti fitosanitari (OPF; RS 916.161), la Svizzera riprende i risultati della valutazione di queste sostanze effettuata dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare e le pertinenti considerazioni della Commissione dell’UE. Questa procedura di riesame mirato garantisce il recepimento in Svizzera, senza che si debba ripetere il lavoro, dei risultati più recenti della valutazione europea.

La procedura svizzera di riesame dei prodotti fitosanitari interessati terrà conto dei criteri dell’OPF, come pure dei possibili effetti di questi principi attivi sugli esseri umani e le specie non bersaglio. Se necessario, le autorizzazioni per questi prodotti fitosanitari saranno adeguate, limitate o ritirate (OPF, art. 29).