Riconoscere il cancro al seno causato dal lavoro notturno come malattia professionale e rivedere l'elenco delle malattie professionali
23.3821 · Interpellanza · 2023-06-15
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
Come riportato da vari media, recentemente in Francia è stato riconosciuto il nesso di causalità tra lavoro notturno e cancro al seno nel caso di un’ex infermiera. A determinate condizioni, anche in Danimarca il cancro al seno è considerato una malattia professionale.
In Svizzera, le donne colpite possono sì tentare di far riconoscere il loro cancro al seno come malattia professionale (art. 9 cpv. 2 LAINF), ma l’onere della prova è a loro carico e comunque questo non basta.
In Svizzera sono valutati i rischi di diversi fattori, per esempio il lavoro notturno, ma sinora il cancro al seno non è stato riconosciuto come malattia professionale causata da questo tipo di attività.
È risaputo che il lavoro notturno costituisce una grande sfida fisica ed è quindi assolutamente necessario monitorare i rischi che comporta e trarre le dovute conclusioni.
Mentre l’elenco delle malattie professionali ai sensi dell’articolo 9 LAINF non è più stato rivisto dal 2018, l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha sottoposto la classificazione statistica internazionale delle malattie e dei problemi sanitari correlati (ICD) all’undicesima revisione. La ICD-11 è stata approvata dall’OMS nel maggio del 2019 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2022. Un aggiornamento e una verifica dell’elenco delle malattie professionali sono quindi più che mai necessari.
Invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. È a conoscenza di casi di cancro al seno causati dal lavoro notturno?
2. Come vengono valutati i rischi del lavoro notturno e come vengono integrati i relativi risultati nell’elenco delle malattie professionali?
- Il Consiglio federale è disposto a rivedere e aggiornare l’elenco delle malattie professionali affinché, per esempio, i rischi del lavoro notturno siano maggiormente riconosciuti?
3. Quali altre malattie, per esempio la sindrome post Covid-19 o il disturbo da stress post-traumatico (riconosciuto come malattia professionale già nella ICD-10) sono in corso di valutazione?
4. Entro quando dovrebbe concludersi questa valutazione o è previsto un adeguamento alla ICD-11?
Stellungnahme des Bundesrates
1.L’Istituto nazionale svizzero di assicurazione contro gli infortuni (INSAI, oggi Suva), che secondo l’articolo 50 capoverso 1 dell’ordinanza sulla prevenzione degli infortuni (RS 832.30) sorveglia l’applicazione delle prescrizioni sulla prevenzione delle malattie professionali in tutte le aziende, non è a conoscenza di casi notificati o respinti per i quali il cancro al seno sia stato fatto valere come malattia professionale.
2. Secondo la ricerca scientifica, il lavoro notturno aumenta significativamente il rischio di sviluppare diverse malattie, tra cui anche il cancro al seno. Per le persone che lo prestano regolarmente, è quindi prescritta una visita preventiva periodica da parte di un medico del lavoro o aziendale. Durante questa visita preventiva, da un lato viene esaminata l’idoneità al lavoro notturno, dall’altro viene tematizzata la prevenzione dei diversi rischi per la salute. La Suva e la Segreteria di Stato dell’economia (SECO) si scambiano regolarmente informazioni su temi rilevanti per la salute e sulle interfacce. Tuttavia, poiché il lavoro notturno è disciplinato nella legge sul lavoro (RS 822.11) e non nella legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF; RS 832.20), la valutazione dei relativi rischi spetta alla SECO.
Fondamentalmente, il rischio di ammalarsi di cancro al seno a causa del lavoro notturno non è sufficientemente elevato da soddisfare le disposizioni della LAINF (art. 9 cpv. 1 e 2), che prescrivono la presenza di un nesso causale tra l’attività professionale esercitata e la malattia. L’assenza di un nesso causale è dovuta al fatto che, per il cancro al seno, il rischio è spesso di natura multifattoriale – predisposizione genetica, sovrappeso, mancanza di attività fisica o terapia ormonale sostitutiva.
L’adeguamento dell’elenco delle malattie professionali di cui all’allegato 1 dell’ordinanza sull’assicurazione contro gli infortuni (OAINF; RS 832.202) è di competenza del Consiglio federale (art. 9 cpv. 1 LAINF). Se necessario l’elenco viene adeguato alle nuove conoscenze scientifiche e tecniche relative agli effetti sulla salute delle sostanze nocive e delle sollecitazioni meccaniche. A tal fine la Suva esamina sistematicamente i rischi nuovi e già in essere, concernenti le sostanze nocive e le malattie professionali e, all’occorrenza, sottopone al Dipartimento federale dell’interno proposte per l’aggiornamento del relativo elenco.
3. Già oggi la sindrome post-COVID-19 e il disturbo da stress post-traumatico possono essere riconosciuti come infortunio o malattia professionale a determinate condizioni. La Suva valuta continuamente i rischi nuovi e già in essere, concernenti le sostanze nocive e le malattie professionali; in questa valutazione rientra anche il riesame periodico di nuove sostanze potenzialmente pericolose e nuove malattie associate all’attività professionale.
4. Non sussiste alcuna correlazione diretta fra l’elenco delle malattie professionali di cui all’allegato 1 OAINF e la codifica ICD-10 o ICD-11 (ICD è l’acronimo di "International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems"). Il Consiglio federale aggiorna pertanto l’elenco delle malattie professionali indipendentemente da questa classificazione internazionale, ma secondo la procedura descritta al numero 2.