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23.3829 · Interpellanza · 2023-06-15

Dipartimento di giustizia e polizia

Liquidato

Wortlaut

Nei giorni scorsi ha avuto ampia eco mediatica (anche internazionale) il caso di un giovane che, per evitare il servizio militare, ha fatto modificare il proprio sesso nel registro di stato civile approfittando delle agevolazioni decise dal Parlamento nel dicembre 2020, ed entrate in vigore nel 2022.

In questo modo per lo Stato egli è diventato una donna; anche se il diretto interessato non si sente affatto tale.

Il quotidiano 20 Minuten ha riportato che il giovane "si è presentato con i suoi abiti di sempre, parlando con la sua voce normale. "Ho scritto in un modulo quale sarebbe stato il mio nuovo nome e ho scelto di mantenere il mio", ha aggiunto. E con la carta d'identità? Nessun problema: l'ha rinnovata prima del cambio di sesso e non ne ha chiesta una nuova. Dunque, utilizza la solita. (...) Il giovane non si sente donna, anzi. Ha mantenuto il suo nome maschile e il suo datore di lavoro non sospetta nulla. Se deve riempire dei formulari, come nel caso dell'iscrizione universitaria, continua a barrare la casella "Maschio".

La procedura si sarebbe svolta in un paio di minuti, senza domande o approfondimenti di sorta.

Senza dubbio la vicenda - che ha ridicolizzato il nostro paese a livello internazionale - configura un abuso. Quanto sarà possibile dimostrarlo e sanzionarlo, è ancora tutto da verificare.

Il rischio che la nuova regolamentazione avrebbe spalancato la porta ad abusi era stato evidenziato durante il dibattito parlamentare dai contrari alle nuove disposizioni legali in materia di agevolazione delle procedure di cambiamento di sesso.

Tuttavia, in aula, le obiezioni sollevate vennero sminuite ed irrise. Ora sappiamo che erano invece realistiche.

Chiedo al Consiglio federale (CF):

- Alla luce di quanto sopra, il CF non reputa che le rassicurazioni fornite a proposito dell'inesistente rischio di abusi siano state quanto meno incaute?

- Il CF non reputa che le nuove regole si prestino ad abusi facili?

- E' intenzione del CF proporre dei correttivi?

Stellungnahme des Bundesrates

1./2. Il servizio militare e il servizio civile sostitutivo sono obbligatori per gli uomini svizzeri; le donne possono prestare servizio a titolo volontario nell’esercito; il servizio di protezione civile è disciplinato in maniera analoga (cfr. art. 59 e 61 della Costituzione federale).

Secondo il nuovo articolo 30b del Codice civile (CC), entrato in vigore il 1° gennaio 2022, chi ha la convinzione intima e costante di non appartenere al sesso iscritto nel registro dello stato civile può dichiarare all’ufficiale dello stato civile di voler modificare tale iscrizione. Il consenso del rappresentante legale è necessario per i minori che non hanno ancora compiuto i 16 anni, le persone sotto curatela generale o se l’autorità di protezione degli adulti lo ha ordinato. In assenza di tale consenso o se l’interessato non ha capacità di discernimento, il cambiamento di sesso continua a sottostare a una procedura giudiziaria.

La riforma menzionata mira a semplificare la procedura di cambiamento del sesso. Nel quadro dei lavori preparatori, l’eventualità di dichiarazioni abusive di cambiamento del sesso, in particolare per sottrarsi all’obbligo di prestare servizio militare, è stata esaminata in maniera approfondita; la questione è stata anche dibattuta in Parlamento (Boll. Uff. 2020 S 496 seg., 499, Boll. Uff. 2020 N 1822 seg., 1829-1831).

Come già illustrato dal Consiglio federale nel suo messaggio del 6 dicembre 2019 concernente la revisione del Codice civile svizzero (Cambiamento del sesso allo stato civile; FF 2020 737, n. 2, pag. 749), gli strumenti a disposizione dell’amministrazione permettono di lottare contro gli abusi. Conformemente al principio della buona fede e al divieto di abusare dei propri diritti, le autorità competenti potranno negare ogni effetto a una dichiarazione fraudolenta di modifica dell’iscrizione del sesso. Allo stesso modo, le autorità militari potranno non tenere conto di una tale dichiarazione se essa è esclusivamente motivata dal desiderio di evitare di prestare servizio nell’esercito. Per assicurare la coerenza dell’ordinamento giuridico svizzero, le autorità competenti avviseranno le autorità dello stato civile per consentire loro, all’occorrenza, di rettificare e modificare d’ufficio un’iscrizione già effettuata. Fino a prova contraria, l’iscrizione apportata nel registro dello stato civile fa fede (art. 9 CC) e vincola le autorità e i privati (FF 2020 737, n. 2, pag. 750).

Per quanto riguarda i documenti d’identità, gli strumenti esistenti permettono di combattere eventuali abusi. I passaporti e le carte d’identità, che comportano la menzione del sesso del titolare e hanno una durata di validità ordinaria di 10 anni, sono rilasciati sulla base delle iscrizioni nel registro dello stato civile. In linea generale, gli interessati ordinano nuovi documenti d’identità immediatamente dopo il cambiamento di sesso. Se ciò non avviene, i vecchi documenti possono essere ritirati poiché contengono iscrizioni ormai inesatte (cfr. art. 9 CC, art. 7 della legge sui documenti d’identità nonché art. 5 e 10 dell’ordinanza sui documenti d’identità).

3. Il Consiglio federale fa notare che la riforma è attualmente valutata dall’Università di Friburgo e che il relativo rapporto sarà pubblicato probabilmente a fine settembre 2023. Questa valutazione permetterà, all’occorrenza, di adottare le misure necessarie.