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23.4045 · Mozione · 2023-09-25

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Il Consiglio federale è invitato a integrare un accordo sul roaming con l'UE nel pacchetto di trattative tra la Svizzera e l'UE.

Begründung

Gli eccessivi costi di roaming devono finalmente essere contrastati con strumenti efficaci. L'UE ha raggiunto questo traguardo per i suoi cittadini dapprima introducendo limiti massimi di prezzo e poi abolendo completamente le tariffe di roaming. Invece, l'approccio svizzero, che punta principalmente su una migliore informazione dei consumatori e sulla responsabilità dei fornitori di radiocomunicazione mobile, è una soluzione insoddisfacente al problema. Chi non vuole cadere in una trappola di costi nascosti, disattiva il roaming quando attraversa il confine. Chi può permetterselo, sceglie per precauzione un abbonamento costoso che include un certo numero di minuti di roaming e di volume di dati. L'obiettivo dovrebbe essere di permettere ai cittadini della Svizzera di utilizzare il proprio smartphone all'estero come d'abitudine e senza preoccupazioni, piuttosto che limitare in modo preventivo l'uso del roaming con prezzi elevati e avvertimenti ai consumatori. È quindi necessario intervenire.

Dopo che il Consiglio nazionale ha approvato di fissare un limite massimo per le tariffe di roaming con la mozione 21.3661, il Consiglio degli Stati ha respinto tale limite nella sessione autunnale 2023. La maggioranza giustifica il rifiuto adducendo che la Svizzera deve coordinarsi a livello internazionale.

I Paesi UE hanno stipulato un accordo di roaming comune cosicché i clienti dei fornitori di radiocomunicazione mobile europei non devono più pagare le tariffe di roaming. L'adesione alla regolamentazione UE sul roaming tramite un accordo sarebbe sicuramente la soluzione migliore per l'economia, il turismo e i viaggiatori al fine di avere una regolamentazione uniforme. Per questi motivi, un accordo di roaming dovrebbe essere integrato nel mandato di negoziazione con l'UE.

Antrag des Bundesrates

Respingere

Stellungnahme des Bundesrates

Il Consiglio federale intende sviluppare e stabilizzare le relazioni con l'UE attraverso un pacchetto globale. Nel febbraio 2022 ha deciso l'orientamento di tale pacchetto di negoziazioni. Su questa base, la Svizzera sta conducendo colloqui esplorativi con l'UE da marzo 2022. Inoltre, nell'ultimo anno il Consiglio federale ha intensificato gli scambi con gli attori politici nazionali. Il 21 giugno 2023, il Consiglio federale ha adottato i punti chiave di un mandato di negoziazione con l'UE, che costituiscono la base per ulteriori colloqui con essa. Il Consiglio federale esaminerà i risultati di questi lavori in autunno e in base a ciò si preparerà ad adottare un mandato di negoziazione. Includere il dossier sul roaming nel pacchetto in questa fase ritarderebbe il processo, il che non è nell'interesse della Svizzera. Nell'ambito della revisione della LTC, il fondamento per regolare i prezzi al dettaglio è stato definito sulla base di accordi internazionali. Nel messaggio è menzionato esplicitamente: «La conclusione di un accordo bilaterale per fissare il prezzo all'ingrosso del roaming, ad esempio con l'UE, potrebbe migliorare la situazione. Sarebbe così possibile stabilire reciprocamente le tariffe all'ingrosso per Svizzera e UE e ridurle potenzialmente.» Con la revisione della LTC (art. 12abis 36 cpv. 1) e dell'OST (art. 10a19segg. OST), dal 1° luglio 2021 entrano in vigore anche disposizioni che riducono già notevolmente i cosiddetti "bill shock" causati dai costi del roaming. Grazie ai limiti di costo personalizzati, alla fatturazione al secondo (ad eccezione dei primi 30 secondi per le chiamate in uscita) e alle opzioni tariffarie con un periodo di validità di 12 mesi, sono già stati ottenuti miglioramenti significativi per i clienti. Inoltre, gli abbonamenti con il roaming già incluso sono sempre più popolari e mitigano le trappole dei costi nascosti del roaming.

Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.