23.4124 · Interpellanza · 2023-09-28
Dipartimento dell'interno
Liquidato
Wortlaut
In risposta alla mia domanda 23.7704 concernente lo studio svizzero sulla salute, il Consiglio federale afferma che si potrebbero effettuare delle ricerche più attendibili nel quadro di uno studio di coorte nazionale. A tal proposito, invito il Consiglio federale a rispondere alle seguenti domande:
1. Il Consiglio federale è disposto a includere in questo studio di coorte tutte le sostanze pesticide utilizzate in Svizzera negli ultimi vent'anni di cui si sospetta che siano nocive per la salute anche in dosi molto basse? In caso negativo, perché non intende farlo e quali saranno allora le sostanze analizzate?In caso affermativo, quali sostanze pesticide verranno prese in considerazione?
2. Il biomonitoraggio umano terrà conto dei dati relativi alla vendita e all'uso dei pesticidi nell'ambiente?
3. Quali metodi di analisi più attendibili saranno applicati nell'ambito dello studio di coorte nazionale? In che modo il Consiglio federale potrà garantire che i dati derivanti dallo studio forniscano informazioni pertinenti in merito all'esposizione a lungo termine, nonché all'accumulo di queste sostanze negli organi, nei muscoli e nei tessuti adiposi?
4. Il Consiglio federale è disposto a integrare nello studio delle analisi di alcuni campioni di sangue, al fine di ottenere indicazioni più attendibili sull'accumulo di tali sostante nei tessuti sul medio e lungo periodo? In caso di risposta negativa, perché non intende farlo?
5. Il Consiglio federale è inoltre disposto a tenere conto nello studio degli effetti a lungo termine (p. es. l'effetto antibiotico sulla flora intestinale o quello perturbatore endocrino) provocati da un'esposizione cronica, anche se a dosi molto basse, al glifosato o agli altri pesticidi più comunemente utilizzati? In caso di risposta negativa, perché non intende farlo?
6. Nell'ambito dello studio summenzionato, il Consiglio federale è disposto a includere una distinzione e, se necessario, un monitoraggio specifico ai livelli di esposizione cronica (professione a rischio, distanza del domicilio dalle fonti inquinanti ecc.) e a quelli di vulnerabilità (bambini, donne in gravidanza ecc.)? In caso di risposta negativa, perché non intende farlo?
7. In che modo i risultati dello studio influiranno sulle decisioni del Consiglio federale, in particolare per quanto riguarda l'omologazione dei pesticidi?
8. I dati riportati nello studio svizzero sulla salute saranno resi di pubblico dominio in modo da poter essere utilizzati per effettuare delle ricerche indipendenti? Se sì, in quale forma? In caso di risposta negativa, perché non saranno resi pubblici?
Stellungnahme des Bundesrates
Come affermato nella risposta alla domanda 23.7704 Python «Etude suisse sur la santé. Fiabilité des méthodes d’analyse employées», la fattibilità a livello nazionale dello studio svizzero sulla salute è stata esaminata nel quadro di una fase pilota. In base ai risultati emersi, e prima di decidere sull’eventuale avvio dello studio, devono essere chiarite una serie di questioni, fra cui la sua organizzazione, la sua governance e soprattutto il suo finanziamento. Il 16 giugno 2023 il Consiglio federale ha incaricato l’Amministrazione federale di procedere ai chiarimenti necessari. Le domande poste dall’interpellante preludono a questi chiarimenti. L’impostazione concreta di uno studio svizzero sulla salute sarà stabilita nel caso in cui venisse realizzato. Tra i parametri da definire figurano la scelta delle sostanze da esaminare (fra cui anche i pesticidi), il tipo di campioni biologici da prelevare (campioni di sangue, urine del mattino, urine spot ecc.), l’utilizzo di metodi di analisi adeguati e il rilevamento di dati sanitari, nonché l’impostazione dei questionari per la raccolta di dati complementari (p. es. professione o distanza del domicilio da fonti d’esposizione importanti). A tal fine sarà possibile basarsi sui risultati della fase pilota. In linea di principio, i dati dello studio nazionale dovranno essere liberamente accessibili per ulteriori analisi secondo il principio FAIR (Findable/Accessible/Interoperable/Reusable). Eventuali conoscenze scientifiche ottenute dallo studio di coorte nazionale su determinate esposizioni a sostanze nocive costituiscono importanti basi decisionali per la gestione dei rischi di queste sostanze (p. es. anche nell’ambito della procedura di omologazione).