Lexipedia

23.4410 · Interpellanza · 2023-12-20

Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca

Liquidato

Wortlaut

Gli abusi nei crediti covid rischiano di costare cari al contribuente.

I crediti covid sono stati attivi dal 26 marzo al 31 luglio del 2020. In quel lasso di tempo le banche hanno elargito oltre 16 miliardi di franchi, a tasso zero. Per i prestiti fino ai 500mila franchi, la garanzia federale era integrale. Dunque, la banca erogatrice non rischiava nulla. Per cifre superiori al mezzo milione, la garanzia federale era invece dell’85%. Una parte di rischio rimaneva a carico dell’istituto di credito.

Non sorprende dunque che la stragrande maggioranza delle richieste riguardasse somme inferiori ai 500mila franchi, che venivano elargite senza controlli, il che ha – come ampiamente prevedibile – spalancato la porta agli abusi.

Già nei mesi scorsi, la NZZ ipotizzava malversazioni per oltre 1.7 miliardi di franchi, ovvero circa l’11% dei fondi erogati.

Dalla stampa si è di recente appreso che la SECO sarebbe in affanno con i controlli sui presunti abusi negli aiuti erogati durante la pandemia. Dato che nel 2025 subentrerà la prescrizione, dopo tale data per la Confederazione non sarà più possibile avanzare alcun tipo di rivalsa.

E’ quindi evidente che lo Stato rischia perdite ingenti.

Chiedo al CF:

  • La spesa per il personale della Confederazione è passata da 4,5 miliardi di franchi nel 2007 a 6,5 miliardi nel Preventivo 2024. Non è possibile distaccare alcuni funzionari presso la SECO, per dare man forte nei controlli dei presunti abusi?

  • In considerazione della situazione eccezionale, non è possibile procrastinare il termine di prescrizione?

  • L’ipotesi, formulata dalla stampa, di malversazioni per 1.7 miliardi di franchi è reputata attendibile?

  • A quanto potrebbe ammontare la perdita a seguito dell’impossibilità di svolgere tutti i controlli necessari?

  • Si chiede al CF di elencare il numero di presunti abusi suddiviso per nazionalità degli autori, quantificando l’importo totale per nazionalità.

Stellungnahme des Bundesrates

Alcuni elementi ripresi nell'interpellanza sono presumibilmente tratti dall’articolo «È probabile che parecchi furbetti dei crediti Covid finiranno per farla franca» apparso su tio.ch il 26 novembre 2023 e sono fuorvianti. Le informazioni sul numero di controlli della SECO e sulla cessazione della collaborazione con un fiduciario citate nell’articolo riguardano lo strumento «indennità per lavoro ridotto (ILR) COVID-19» e non i crediti COVID-19. Nel programma di crediti COVID-19 la lotta agli abusi spetta principalmente alle organizzazioni che concedono fideiussioni (art. 5 cpv. 1 lett. b LFiS-COVID-19; RS 951.26). Al 3 gennaio 2024 erano stati trattati 10 824 potenziali casi di abuso, di cui 581 sono già sfociati in una condanna penale (ovvero lo 0,42 % dei 137 870 crediti accordati), mentre 4724 casi sono ancora in fase di esame. Considerato l’elevato numero di crediti accordati, la percentuale di abusi confermati è bassa e, grazie alle misure adottate, la probabilità di scoprirli è elevata. Tutti i crediti COVID-19 vengono controllati. La lotta agli abusi nel programma di crediti COVID-19 è efficace e non richiede personale aggiuntivo alla SECO.Per quanto riguarda i procedimenti penali pendenti, dato che le organizzazioni che concedono fideiussioni si sono costituite accusatori privati la prescrizione è interrotta (art. 135 cpv. 2 CO; RS 220). Per i casi in esame, le organizzazioni che concedono fideiussioni monitorano i termini di prescrizione e adottano misure per interromperli o prolungarli.Gli 1,7 miliardi di franchi citati nella NZZ sono una stima della Confederazione di fine 2022 sul volume delle fideiussioni onorate fino al termine del programma, senza collegamento diretto con le somme del delitto. Sulla base degli importi dei crediti concessi, la somma del delitto relativa alle 581 condanne penali attuali è pari a 43,22 milioni di franchi. Va rilevato che tale somma non è sinonimo di perdita per la Confederazione. Vengono avviati procedimenti civili per recuperare i fondi legati agli abusi confermati. L’importo totale dei crediti inesigibili (perdite effettive) al 3 gennaio 2024 è di 78,9 milioni di franchi.Nell’ambito dei crediti COVID-19 le risorse disponibili sono adeguate. Non si prevede quindi di dover rinunciare a svolgere controlli. Tutte le segnalazioni di potenziali abusi sono verificate.Come indicato nella risposta all’interpellanza Quadri 20.3744, secondo l’ordinanza sulle fideiussioni solidali COVID-19 (RS 951.261) i crediti COVID-19 sono stati accordati a imprese individuali, società di persone o persone giuridiche con sede in Svizzera. La nazionalità del titolare dell’impresa non era quindi pertinente per la concessione del credito e non è stata rilevata.