23.4440 · Mozione · 2023-12-21
Dipartimento di giustizia e polizia
Trasmesso al Consiglio federale
Wortlaut
Il Consiglio federale è esortato a concludere un accordo di transito che consenta di rinviare in un Paese terzo i richiedenti eritrei respinti. A tal fine deve adottare le misure seguenti:
identificare rapidamente un Paese terzo disposto a concludere un accordo di transito;
applicare tale accordo di transito in un primo tempo soltanto ai cittadini eritrei la cui domanda d’asilo è stata respinta;
ispirarsi a tal fine all’accordo di transito che la consigliera federale Ruth Metzler-Arnold aveva firmato l’8 gennaio 2003 a Dakar.
Begründung
Da anni i richiedenti l'asilo respinti provenienti dall'Eritrea non possono essere rimpatriati in quanto il loro Paese d'origine rifiuta i rinvii coatti. Essi restano quindi in Svizzera a carico della collettività.
Questa situazione è inaccettabile: da un lato, la loro domanda d’asilo è stata respinta e pertanto non necessitano di protezione da parte della Svizzera e, dall'altro, occupano alloggi destinati a rifugiati che necessitano della protezione internazionale della Svizzera ai sensi della Convenzione di Ginevra sullo statuto dei rifugiati del 1951.
La proposta di un progetto pilota per rinviare in un Paese terzo i cittadini eritrei che non necessitano di alcuna protezione internazionale ai sensi della suddetta Convenzione (Mo 23.3176) è stata accolta dal Consiglio degli Stati il 5 giugno 2023, ma respinta di stretta misura dal Consiglio nazionale il 19 dicembre 2023 (con 96 voti contro 91).
Gli Eritrei respinti, che nella maggior parte dei casi si rifiutano di partire volontariamente, restano in Svizzera nonostante non ne abbiano il diritto. Una maggioranza risicata del Consiglio nazionale ha approvato questa situazione ritenendo giuridicamente infondato il rinvio in uno Stato terzo. Come argomento è stato inoltre addotto il modello britannico (trasferimento della procedura d’asilo), che non ha nulla a che vedere con la presente mozione.
Alla luce degli atti violenti commessi da alcuni facinorosi eritrei (Opfikon / Grelligen) occorre trovare una soluzione che impedisca a coloro che abusano della tradizione umanitaria svizzera di trovare rifugio nel nostro Paese. È pertanto necessario trovare un’alternativa al progetto pilota proposto nella mozione 23.3176.
La soluzione proposta nella presente mozione esorta l’Esecutivo a utilizzare come modello l’accordo di transito approvato dal Consiglio federale nel 2002 e sottoposto al Senegal, che l’ha per finire respinto.
Dopo la mancata firma, in Consiglio nazionale la Consigliera federale PPD ha affermato di aver già espresso l’intenzione di proseguire gli sforzi profusi per concludere accordi di riammissione e di transito con Paesi di provenienza, aggiungendo che con tali accordi i problemi in materia di esecuzione degli allontanamenti sono affrontati con il dialogo e la cooperazione internazionale tra i Paesi di origine, di transito e di destinazione.
Dai successivi sviluppi potrebbe emergere che alcuni Paesi come il Ruanda o l’Albania potrebbero accettare questo modello. La presente mozione non prescrive tuttavia alcun Paese preciso, bensì lascia al Consiglio federale il compito di identificare un Paese idoneo per la conclusione di un accordo di questo tipo.
Va pure sottolineato che la presente mozione non concerne in alcun modo un trasferimento della procedura d’asilo, che continuerebbe a essere svolta integralmente in Svizzera. Inoltre riguarda soltanto i cittadini eritrei respinti.
Si tratta di una misura di ultima ratio, poiché tutti i cittadini eritrei respinti hanno la possibilità di ritornare in patria volontariamente e con l’aiuto al ritorno della SEM, se le condizioni legali sono adempiute.
Dato che in passato il Consiglio federale ha già approvato formalmente un accordo di questo tipo, dovrebbero essere garantite anche le garanzie legali.
Antrag des Bundesrates
Respingere
Stellungnahme des Bundesrates
L’autrice della mozione esorta il Consiglio federale a identificare uno Stato terzo disposto a concludere con la Svizzera un accordo di transito che permetta il ritorno dei richiedenti l’asilo eritrei respinti. Tale accordo di transito dovrebbe prendere a modello quello negoziato nel 2002 con il Senegal, mai entrato in vigore. L’accordo menzionato dall’autrice della mozione intendeva permettere il transito dei richiedenti per 72 ore al massimo. Questo lasso di tempo doveva servire a identificarli e ottenere un documento di viaggio presso la rappresentanza consolare del loro Paese d’origine in Senegal. Come stabilito nell’articolo 3 dell’accordo, la Parte richiedente era obbligata a riammettere il richiedente in transito se il proseguimento del viaggio verso il Paese di destinazione non poteva essere organizzato entro il termine previsto. A prescindere dalla questione degli accordi di transito, il Consiglio federale sottolinea che la cooperazione del Paese d’origine rappresenta sempre la condizione più importante per permettere il rimpatrio dei richiedenti l’asilo respinti. Dato che l’Eritrea rifiuta categoricamente il rimpatrio coatto dei suoi cittadini, il transito attraverso uno Stato terzo non ne agevolerebbe la riammissione. È probabile che la rappresentanza eritrea nello Stato terzo respingerebbe la domanda del documento di viaggio. I richiedenti l’asilo eritrei trasferiti dovrebbero quindi essere riammessi in Svizzera dopo la scadenza del termine di 72 ore. Una tale procedura sarebbe inutile e generebbe soltanto costi supplementari per il ritorno e l’accoglienza (in Svizzera) degli interessati. È impensabile trovare uno Stato disposto a concludere un accordo di transito senza una clausola di ripresa del richiedente l’asilo nel caso in cui non possa essere trasferito verso la destinazione finale entro una determinata scadenza. Pur prevedendo una clausola di questo tipo, l’accordo negoziato nel 2002 con il Senegal ha incontrato una forte opposizione politica e pertanto non è mai entrato in vigore.Peraltro, l’opposizione dell’Eritrea ai rimpatri coatti non riguarda specificamente la Svizzera, ma tutti i Paesi europei. La collaborazione sul piano tecnico per identificare i richiedenti l’asilo respinti provenienti dall’Eritrea è tuttavia migliorata nel corso degli ultimi anni. Il ritorno volontario è possibile e il numero dei cittadini eritrei obbligati a partire è leggermente diminuito (278 a fine dicembre 2023 a fronte di 309 a fine 2022). Il numero delle domande d’asilo primarie è in calo da anni (8542 nel 2015 a fronte di 426 nel 2022). Come indicato nella risposta alla mozione Minder 23.4038 del 21 settembre 2023, il Consiglio federale si adopera per potenziare la cooperazione migratoria con l’Eritrea e concludere un accordo con questo Paese non appena esso sarà disposto ad accettare i rimpatri.
Il Consiglio federale propone di respingere la mozione.