Embargo sulle armi, fine della cooperazione in materia di armamenti e sanzioni in relazione con il coinvolgimento nel conflitto di Gaza
23.4467 · Interpellanza · 2023-12-21
Dipartimento dell'economia, della formazione e della ricerca
Liquidato
Wortlaut
Dal 1948 né la comunità israeliana né quella palestinese hanno contato così tanti morti e feriti tra i civili come nell’attuale guerra di Gaza. La Svizzera deve ora assumersi la sua responsabilità di custode delle Convenzioni di Ginevra. In questo contesto rivolgo le seguenti domande al Consiglio federale.
È disposto a imporre un embargo sulle armi a tutte le parti coinvolte nel conflitto di Gaza?
Le esportazioni di armi e le cooperazioni nel settore dell’armamento tra l’esercito svizzero e gli Stati coinvolti nella guerra in Medio Oriente non sono in contraddizione con la politica estera svizzera, che dovrebbe promuovere la pace?
Quali accordi ha concluso la Svizzera con Israele nell’ambito della collaborazione a livello militare, di industria degli armamenti e di attività informative?
Il Consiglio federale intende continuare la cooperazione con Israele in materia di armamenti? Prevede di acquistare da Israele ulteriori beni d’armamento o altro materiale utilizzabile per fini militari?
È previsto un trasferimento di conoscenze dalla Svizzera verso Israele in relazione con gli acquisti di armamenti in corso? Se sì, la Confederazione ha intenzione di portarlo avanti?
Il Consiglio federale è disposto ad aderire alle sanzioni previste dall’UE in relazione con la crescente violenza in Cisgiordania?
Stellungnahme des Bundesrates
1, 2 e 6. Secondo la legge sugli embarghi (LEmb; RS 946.231), il Consiglio federale può disporre misure coercitive per applicare le sanzioni emanate dall’ONU, dall’OSCE o dai principali partner della Svizzera. Se fosse l’UE a emanarle, il Consiglio federale esaminerebbe se è necessario riprenderle. Per quanto riguarda un eventuale embargo sulla fornitura di armi e la domanda sulla contradditorietà con la politica estera svizzera, si rileva che già oggi, in applicazione dei criteri di autorizzazione previsti dalla LEmb, l’esportazione di materiale bellico verso Israele o altri destinatari finali coinvolti nel conflitto in Medio Oriente non è permessa. Quindi, a oggi, non è stata approvata alcuna esportazione definitiva di materiale bellico (cfr. risposta all’interrogazione urgente 21.1039). Come spiegato nella risposta alla domanda 23.7887, non esiste una cooperazione istituzionalizzata tra la Svizzera e Israele in materia di armamenti.3. Nel 2013 è stata firmata una dichiarazione d’intenti non vincolante tra il DDPS e il Ministero della difesa israeliano sulla cooperazione in settori specifici della difesa. Sono stati inoltre firmati contratti con aziende israeliane che partecipano come fornitori a vari progetti di acquisto della Confederazione, tra cui il sistema di droni da ricognizione ADS 15 e il sistema integrato di condotta e di direzione del fuoco dell’artiglieria INTAFF. Non ci sono contratti di collaborazione per le attività informative né per la partecipazione a sistemi informativi automatizzati internazionali.4. Per quanto riguarda gli appalti pubblici non coperti dall’Accordo plurilaterale dell’OMC sugli appalti pubblici (AAP), come l’acquisto di armi, munizioni e materiale bellico, il Consiglio federale segue le disposizioni della legge federale sugli appalti pubblici (LAPub; RS 172.056.1), anche in merito alla futura partecipazione di offerenti provenienti da Israele.5. Nell’ambito dell’attuale programma di acquisto di armamenti non è previsto alcun trasferimento di know-how dalla Svizzera a Israele.