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Inquinamento da PFAS delle acque svizzere e dei pesci. Tenere conto degli effetti cumulati e combinati sulla salute umana

23.4516 · Interpellanza · 2023-12-22

Dipartimento dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni

Liquidato

Wortlaut

Le trasmissioni «Kassensturz» e «À bon entendeur» hanno illustrato l'impatto dell'inquinamento da PFAS sulle acque svizzere e sui pesci. In caso di esposizione prolungata, anche a piccole dosi, queste «sostanze chimiche perenni» possono aumentare il rischio di infiammazioni croniche, disturbi ormonali, disfunzioni del sistema immunitario e cancro nell'uomo.

Sei delle 17 specie ittiche esaminate risultavano «poco contaminate», quattro «relativamente poco contaminate», cinque «relativamente molto contaminate», mentre in due specie era stato superato il valore massimo per le PFAS definito dall'UE. Secondo «Kassensturz» l'inquinamento era particolarmente elevato nei pesci dei laghi di Morat, Zugo e Neuchâtel nonché del Doubs.

Secondo i risultati della fase pilota del biomonitoraggio umano (Studio svizzero sulla salute) il 3,6 per cento dei partecipanti allo studio presentavano un tenore preoccupante di PFAS nel sangue.

  1. Dato che le PFAS, «sostanze chimiche perenni», non si degradano e si accumulano nel corpo o interagiscono con altre sostanze, chiedo: quali sono gli effetti sulla salute di un'esposizione cumulata e combinata, dovuta per esempio al consumo di pesce contaminato o ad altre fonti di esposizione (p. es. acqua potabile contaminata)?

  2. Questi effetti cumulati e combinati sul corpo umano sono stati presi in considerazione nella risposta alla domanda 23.7755 sulla definizione dei valori massimi? In caso affermativo, come? In caso negativo, perché no?

  3. Questi effetti sono stati presi in considerazione anche per il proseguimento dello Studio svizzero sulla salute? In caso affermativo, come? In caso negativo, perché no?

  4. Nella sua risposta alla domanda 23.7715, il Consiglio federale osserva che l'Unione europea sta prendendo in esame ulteriori restrizioni per le PFAS. Come si prepara ad agire senza inutili perdite di tempo?

  5. Il settore economico come si prepara ai prevedibili adattamenti dei processi produttivi?

  6. A quanto sono stimati i costi derivanti da questo inquinamento pluriennale e a lungo termine per la società? E per i contribuenti?

Stellungnahme des Bundesrates

1. Secondo lo stato attuale delle conoscenze, per alcune PFAS sono noti diversi effetti negativi sulla salute. Nel caso di molte PFAS, tuttavia, le conoscenze sono ancora alquanto lacunose. Le più recenti valutazioni dei rischi effettuate dall'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dall'istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi (Bundesinstitut für Risikobewertung, BfR) si sono concentrate su quattro PFAS (acido perfluoroottanoico [PFOA], acido perfluoroottano sulfonato [PFOS], acido perfluoro-nonanoico [PFNA] e acido perfluoroesansolfonico [PFHxS]). L'effetto negativo principale sulla salute umana evidenziato dagli esperti è la correlazione, nei bambini, tra i tenori di PFAS rilevati nel sangue e una ridotta concentrazione di anticorpi post-vaccino, con una conseguente riduzione dell’efficacia di determinate vaccinazioni. Al momento sono disponibili anche altri studi che mostrano possibili effetti sulla salute causati dalle PFAS rilevate nel sangue, per esempio sul fegato, sui reni o sul peso alla nascita. Questi studi sono stati presi in considerazione e analizzati da EFSA e BfR nella loro valutazione dei rischi. Tuttavia, ad oggi, lo stato dei dati è ancora poco chiaro o classificato in modo inadeguato per poterne estrapolare valori indicativi consolidati per la salute.

2. Per la determinazione dei valori massimi, l'autorità deve considerare, oltre alla valutazione dei rischi, anche altri fattori essenziali (art. 21 della legge sulle derrate alimentari, LDerr; RS 817.0). In tal senso, occorre tenere conto per esempio anche di aspetti economici ed etici, come pure di considerazioni ambientali. I valori massimi sono fissati al livello minimo raggiungibile in tutte le fasi della catena alimentare per mezzo di buone prassi produttive. I valori sono adattati a cadenza regolare allo scopo di ridurre ulteriormente le quantità assunte attraverso il consumo di derrate alimentari.

3. A giugno 2023, il Consiglio federale ha approvato il rapporto sulla fase pilota dello Studio svizzero sulla salute. Solo dopo ulteriori chiarimenti sul finanziamento e sull'organizzazione di uno studio nazionale sarà possibile decidere in merito all'idoneità e a un eventuale svolgimento. Infine, saranno chiarite le modalità dello studio, in particolare i dettagli relativi agli effetti cumulati e combinati.

4 e 5. Gli uffici federali competenti seguono con attenzione il dibattito in seno all'Unione europea (UE) in merito a un'ulteriore limitazione delle PFAS in futuro. Allo stesso tempo, sono in contatto periodico con i rappresentanti degli operatori svizzeri interessati. Questi ultimi hanno espresso il loro parere anche in occasione della consultazione del 2023 a livello di UE (109 dei circa 5600 pareri pervenuti e accessibili al pubblico provenivano da operatori svizzeri). In questo modo, dopo la relativa decisione dell'UE, il Consiglio federale disporrà delle basi per decidere, alla luce degli interessi economici e sociali, in merito a un'eventuale modifica del diritto in materia. Il Consiglio federale rammenta una volta ancora che il gruppo delle PFAS include migliaia di sostanze utilizzate in oltre 200 applicazioni diverse. L'emanazione di nuove limitazioni rappresenta pertanto una sfida, in particolare laddove non esistono sostanze alternative (p. es. nel caso dei dispositivi medici impiantabili). Per le PFAS e i loro composti precursori più rilevanti dal punto di vista tossicologico e più di frequente rilevati nell'ambiente, il Consiglio federale ha già emanato, nell'ordinanza sulla riduzione dei rischi inerenti ai prodotti chimici (ORRPChim; RS 814.81), disposizioni che ne vietano l'impiego in linea con la corrispondente normativa dell'UE.

6. La proposta di limitazione dell'UE include una valutazione delle conseguenze sociali dell'utilizzo delle PFAS. I risultati lasciano pensare che almeno una parte di queste sostanze ha già provocato danni alla salute umana o ne provocherà in futuro. Tuttavia, per il momento tali danni non possono essere né quantificati né monetarizzati. È stato pure quantificato, ma anche in questo caso non monetarizzato, l'impatto delle future emissioni sull'ambiente.

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